giovedì 3 dicembre 2009

Linea d'ombra

Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, dice: "Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza... speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da... perché è una bomba atomica"

"L'uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di... qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo... magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento... siccome è eletto dal popolo..."

"Ma io gliel'ho detto... confonde la leadership con la monarchia assoluta..."

La Costituzione dice: "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." (art. 1)

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge." (art. 3)

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione." (art. 21)

"Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge . Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge." (art. 25)

"L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva." (art. 27)

"I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti." (art. 28)

"Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi." (art. 54)

"Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato." (art. 67)

"Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale." (art. 87)

"Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere." (art. 94)

"Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei Ministri. La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei Ministeri." (art. 95)

"Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria." (art. 96)

"La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge." (art. 101)

"Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.

La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge." (art. 103)

"La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere." (art. 104)

"Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale." (art. 112)

"La Corte costituzionale giudica le controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge." (art. 134)


Il Ministro Scajola dice:"'Le dichiarazioni di Fini dimostrano una volonta' e un'azione diverse dalla linea del Pdl"







Io, a questo punto, mi domando, quale sarà mai la linea del Pdl??




http://marcomedaglia.blogspot.com/2009/12/linea-dombra.html

sabato 28 novembre 2009

Cosa nostra


Non è certo una novità.
Non ho mai fatto mistero del fatto che, secondo me, questo Presidente del Consiglio, questo Consiglio dei Ministri, questo Parlamento, sono il peggio che ci sia mai capitato negli ultimi 150 anni.
E tutt'e tre insieme, per giunta!
Certo, poteva andarci pure peggio, basta guardasi in giro, potevamo nascere iraniani, o nordcoreani, per citare i primi due esempi che mi vengono in mente.
Ma è pur vero che questa classe politica/dirigente è sorprendentemente capace di peggiorare.
Giorno dopo giorno.
Fatta questa, dovuta, premessa, va da sé che tutto (o quasi) quello che questo governo ha fatto in questi anni, e continua a fare quotidianamente, con chirugica precisione, mi fa girare le balle come manco Inzaghi quando giocava nella Juve!
Dalle decine (pare siano 18!) di leggi ad personam, anzi no, ad berlusconam, alla deriva razzista della lega, dagli scandali sessuali, alla privatizzazione dell'acqua, dai tagli indiscriminati a tutto, tranne che ai privilegi della casta, ai miliardi buttati nell'Alitalia, e via discorrendo.
Tutte cose che mi meraviglia come non abbiano spinto per primi gli elettori di destra a ribellarsi!
In tutti i modi, mi si potrebbe contestare che la mia è una posizione ideologizzata e politicizzata.
Sacrosanto (e per fotuna, aggiungo io!).
Mi si potrebbe, ancor più a ragione, obiettare che non ho la competenza per contestare i dati e confutare le tesi di questo Governo.
E anche qui, non posso che lasciare uno spiraglio.
Ma se c'è un territorio sul quale non accetto lezioni, è quello che riguarda la mafia.
Prevenendo da un territorio (e da un paese!) ad alto tasso mafioso, pur essendomi tenuto sempre alla larga da alcuni ambienti e pur avendo cercato di tenere le distanze da alcuni personaggi (cosa pressochè impossibile, in un paese di 10mila anime!), so cosa significa vivere a stretto contatto con la criminalità, condividere un paese con i mafiosi, rassegnarsi alla paura.
Non accetto, perciò, che mi si diano lezioni su come comportarsi con la mafia.
Non posso tollerare che un Presidente del Consiglio sostenga che chi scrive di mafia, rende un cattivo servizio all'Italia, e alla sua immagine nel Mondo.
Non riesco a credere che, di colpo, tutti i magistrati sono impazziti o sono diventati comunisti (che poi è la stessa cosa, visti i tempi!) e che quindi vedano la mafia dove non c'è.
Tutto ciò, contemporaneamente, non è possibile.
Ma ancora più sorprendente è che, pur di fare cassa (almeno così dicono!), questo Governo abbia deciso di rimettere sul mercato i beni confiscati alla Mafia!
Proprio per esperienza personale so che nessun semplice cittadino si sognerebbe mai di acquistare una casa, un terreno, persino una macchina sequestrata ad un mafioso.
Perchè il semplice cittadino sa benissimo che, prima o poi, qualcuno verrà a riprenderselo, quel bene.
Con le buone, nella previsione più ottimistica. Con le cattive, nella previsione più realistica.
E il semplice cittadino sa ancora meglio che, in quel momento, sarà solo.
Non ci sarà nessuno che potrà prendere le sue difese.
Perciò il bene sequestrato, se rimesso sul mercato, sarà sicuramente riacquistato dalla mafia!
E allora, sarà un pensiero ideologizzato, o politicizzato.
Sarà che sono un inguaribile comunista mangiabambiniincendiachiese.
Sarà tutto quello che volete, ma mi sorge un dubbio tale da far impallidire Amleto.
La decisione di rivendere i beni sequestrati è stata presa da gente che non conosce assolutamente il terreno sul quale si sta muovendo e che quindi non sa quello che sta facendo, o da gente che, al contrario, sa benissimo cosa sta facendo e che quindi punta proprio a far riacquistare i beni a determinate persone.
Delle due, una.
E, sinceramente, non so proprio quale sia la peggiore!

martedì 10 novembre 2009

Innocenti presuntuosi

Dopo mignotte, droga e trans, siccome non ci facciamo (anzi, non ci fanno!) mancare nulla, ma proprio nulla, la politica italiana, i politici italiani, si giocano il carico: concorso esterno in associazione camorristica!
Questa volta non si parla di esponenti locali, ma di un sottosegretario (all'Economia, per giunta!), Nicola Cosentino, che, stando a quanto dicono diversi (6) pentiti, sarebbe (stato?) il referente politi­co istituzionale del clan dei Casalesi.
Tutto da verificare, ovviamente, e, come per chiunque altro, finchè non si accerti la veridicità delle dichiarazioni dei pentiti, anche per l'On. Cosentino, vale la presunzione d'innocenza.
Non ci piove.
Certo, qualcosa sotto ci deve essere, visto che da molto si "chiacchiera" di questo politico, la cui cognata è sorella del boss Peppe 'o padrin, e che, prima ancora di entrare in Parlamento era già stato "segnalato" da Peter Gomez in un articolo su L'Espresso e del quale Saviano parla già da tempo (tra l'altro, Saviano si chiede come sia possibile che Casal di Principe, paese di 20mila abitanti, esprima 3 parlamentari!).
Tutte "presunzioni", ovviamente, nulla di (ancora) provato e solo chi, come me, viene da una realtà di un piccolo paese con un alto tasso di criminalità, sa come sia facile trovare parentele scomode o, magari, come sia possibile farsi fotografare con persone poco raccomandabili ad un matrimonio.
Ma è pur vero che, solo chi vive o ha vissuto realtà del genere, sa che, di contro, è molto facile anche trovarle, le parentele e le affinità scomode.
Detto questo, mi ripeto, Cosentino, fino a prova contraria, resta innocente, e immagino che avrà più fortuna di qualcuno e, qualora venisse effettivamente arrestato, non subirà alcun pestaggio ma, magari, sarà gentilmente pregato di accomodarsi in una delle sue ville.
Ma questa è (purtroppo) un'altra storia (tutta italiana).
In comune con tutti gli altri indiziati di reato, Coesntino però, avrà il desolante spettacolo dei molti amici che si allontanano, o si dissociano, per prudenza, codardia o opportunismo.
Molti. Ma non tutti.
La levata di scudi interna al PdL, infatti, è stata importante.
Probabilmente dovuta al fatto che Cosentino era il prescelto di Papi alla guida della Regione Campania, e quindi il dietro front non può essere immediato nè circondato dal silenzio: farebbe troppo rumore.
E così, si immolano i soliti noti.
Per Ghedini, le accuse sono incredibili ed inconsistenti, Cosentino è uomo di passione e onesto e, colpendo lui, come al solito, si vuole colpire il Santo Papi, impedendo ad un uomo virtuoso di guidare la Regione Campania.
Per Capezzone stiamo assistendo all'ennesima puntata della trama ordita dalla magistratura rossa, che lotta per far tornare i comunisti al potere (che poi, a capezzò, se sei davvero convinto che sia così, ti devi parare il culo e aprire la strada per un ritorno da questa parte, sennò che dovrai fare "dopo"? Mica vorrai andare a lavorare?!).
Ma la vera perla l'ha partorita Rotondi.
Nel manifestare la sua cristiana vicinanza (evidentemente l'On. conosce le tradizioni delle altre religioni, e sa che ci sono modi diversi di manifestare vicinanza, a seconda del Dio che si prega), ha avvicinato la vicende dell'onorabilie sottosegretario, a quella dell'ancora più onorabile Andreotti, dicendosi sicuro che anche in questo caso la vicenda si cocluderà nel modo più soddisfacente per la giustizia.
Strano, visto che, nel caso Andreotti, la sentenza di appello sancì che il Divo Giulio, fino al 1980, aveva commesso il reato di partecipazione in associazione per delinquere ma che, per una manciata di mesi, il reato fu prescritto!
A questo punto, i dubbi sull'effettiva colpevolezza dell'On. Cosentino, aumentato.
E si, perchè se un personaggio così di punta della maggioranza, come Ghedini, si schiera così clamorosamente dalla sua parte, o è estremamente certo della sua innocenza, tanto da rischiare la faccia (...che poi, per quel che rischia...), oppure è proprio fesso.
Delle due, una.




http://marcomedaglia.blogspot.com/2009/11/innocenti-presuntuosi.html

lunedì 9 novembre 2009

The wall

C'è un ricordo, impresso a fuoco nella mia memoria.
Correva l'anno 1982, grazie ai potenti mezzi messi a disposizione da Wikipedia, mi spingo fino a dire che era un giorno tra marzo e giugno di quell'anno.
Ancora non avevamo vinto il 3° mondiale, anzi, Paolo Rossi era uno che si vendeva le partite, Bearzot un fallito e Pertini...no, lui no, lui era già quel grande che è sempre stato.
Non divaghiamo.
Era un giorno di primavera dell'82 e io, come ogni giorno, mi lamentavo con mio padre perchè mi costringeva a vedere il telegiornale (chè mica c'erano canali con telegiornali 24h su 24: perso il tg di pranzo, ti toccava aspettare quello della sera!).
La particolarità di quel giorno fu che mio padre cercò di argomentarmi quella (che a me sembrava una) tortura.
Era il periodo della Guerra delle Falkland, non so se risponda a verità, ma le notizie di quel tg, nei miei ricordi, sono lette da lui, e mio padre mi spiegò che avrei dovuto stare attento, perchè quelle notizie sarebbero state la storia che avrei studiato negli anni successivi.
Quella frase mi folgorò.
Era come se, tra sumeri, egiziani, papi, re, imperatori e guerre varie, sui libri di storia, potessi trovare spazio anche io.
C'è da dire che la spiegazione, comunque, non mi bastò, allora.
Ma le mie lamentele non convinsero mio padre a cambiare canale (che poi, quanti canali ci potevano essere all'epoca? mah!).
Qualche anno dopo, quella frase di mio padre mi rimbombava in testa, mentre in tv scorrevano le immagini festose dei berlinesi che abbattevano il muro.
La sensazione, palese anche per un 16enne, era che, da quel giorno, niente sarebbe stato più come prima.
Quel giorno mi godevo la storia che mi passava davanti, che mi rendeva protagonista di qualcosa di straordinario.






http://marcomedaglia.blogspot.com/2009/11/wall.html

domenica 8 novembre 2009

Il crocifisso non si tocca! Tutt'al più lo si bestemmia.

Non ne ho la certezza assoluta, ma ho buone ragioni per credere che, se potesse, Gesù stesso si staccherebbe dal muro e prenderebbe a calci in culo un bel pò di gente.
Cominciando da chi, pensando di fare cosa buona giusta, ha ridotto il crocifisso a "simbolo della nostra tradizione", un pò come la pizza, Totò, la mafia e le barzellette sui carabinieri.
Per continuare con quelli che, tra un rito celtico e un raid in un campo nomadi, sostengono di voler difendere le (loro) radici cristiane.
Ancora, un paio di calci in culo a quelli che non sanno manco che faccia abbia il loro parroco, ma hanno sentito l'irrefrenabile bisogno di iscriversi al gruppo su Facebook "Il crocifisso non si tocca!".
Poi, a tutti quelli che passano le giornate a bestemmiare come turchi, ma che ora, folgorati sulla via di Strasburgo, sono disposti a morire per difendere il crocifisso, ammesso che si ricordino dov'e.
Un altro bel calcio in culo a quelli che non hanno mosso un dito per tutti gli insegnanti che sono stati sbattuti fuori dalle scuole, ma che sono pronti a dare la morte (si, a dare la morte, non ad offrire la loro vita!) se qualcuno si azzarda a toccare il crocifisso.
Che paese di merda!





lunedì 26 ottobre 2009

Un paese normale

In un paese normale, nel mio ideale di paese normale, pagare per avere del sesso, per quanto a me risulti inconcepibile e oltremodo triste, non sarebbe, di per se, un reato.
Mi sembra perfino sciocco precisare che se la prostituzione non è volontaria, ma imposta, (con o senza violenza fisica), se a prostituirsi (in questo caso a prescindere dalla volontarietà) non sono adulti consenzienti, insomma in qualsiasi caso in cui ci sia un reato che accompagna la professione più antica del mondo, il mio castello di normalità, crolla.
Le abitudini sessuali di ogni persona, con i distinguo di cui sopra, attengono alla sfera privata, un pò come le abitudini alimentari, di ogni singola persona.
In un paese normale, nel mio ideale di paese normale, le singole persone vengono considerate non in base a dove, come e con chi fanno sesso, ma piuttosto per la loro capacità di essere coerenti e, soprattutto (= conseguentemente), sinceri. Sempre, e comunque. Senza se, senza ma.
Insomma, la mia ricetta per un paese normale dovrebbe seguire due semplici regole, di quelle che si imparano all'asilo, al più tardi alla scuola elementare.
I diritti di ognuno, finiscono dove iniziano quelli dell'altro.
Le bugie, non vanno mai dette.
Queste due semplici regole, dovrebbero valere per tutti. A maggior ragione per chi ricopre, all'interno della società, ruoli che possono influenzare altre persone, come i "personaggi famosi" che impazzano nei media.
Ancora di più per chi, proprio per il ruolo che ricopre, oltre ad essere "famoso", ha anche l'onere e l'onore di amministrare la cosa pubblica.
Nel mio ideale paese "normale", puoi essere Presidente del Consiglio e andare a puttane, puoi essere Governatore di una Regione e andare a trans, la cosa non mi interessa.
Nel mio paese "normale", però, quando ti presenti agli elettori, quando presenti il tuo programma agli elettori, sarebbe bello che dicessi: "Abbasserò le tasse, ma non chiedetemi di punire la prostituzione, perchè a me piace andare a puttane"o anche, "Miglioreremo la sanità pubblica, ma mi batterò per dare dignità e pari diritti agli omosessuali, perchè lo sono anche io".
Nel mio paese "normale", non tutti possono avere il coraggio di Nichi Vendola, ma tutti dovrebbero essere responsabili delle proprie azioni, e se non disdegnano di andare fuori dai binari in privato, non demonizzano, in pubblico, gli altri che lo fanno.
Nel mio paese "normale", se la coerenza non la si può chiedere a tutti, si può pretendere che, una volta beccati con le mani nel sacco, quel sacco lo si vuoti, tutto, subito, e non si raccontino balle.
Nel mio paese "normale", si reagisce, tutti, allo stesso modo quando si ripetono episodi simili, se non identici. Ci si indigna sempre con lo stesso furore, quando c'è da indignarsi.
Nel mio paese "normale", se a dire balle è Berlusconi e Gasparri sostiene che non c'è alcun motivo per cui si dimetta, quando a raccontare balle sarà Marrazzo, Gasparri dovrà avere il coraggio (la spudoratezza!) di difenderlo con la stessa passione.
Nel mio paese "normale", un amministratore della cosa pubblica, non deve essere in nessun modo ricattabile, da nessuno, e per nessun motivo.
Nel mio paese "normale", Marrazzo e Berlusconi, che hanno raccontato balle con la stessa, identica, mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini italiani, devono chiedere scusa, e farsi da parte.




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lunedì 28 settembre 2009

Appuntamento al cinema

Week end dedicato alla settima arte, quello appena trascorso.
Era un bel pò di tempo che non andavo al cinema, un mesetto, credo, minuto più, minuto meno.
Due i film(s) visti: il 3° è saltato per manifesta inferiorità nei confronti del divano di casa!
Abbiamo iniziato venerdi sera, solito cinema (alla faccia dei "puristi" della sala), con il 2° episodio di quella che, ormai per tutti, è la "saga Millennium", e cioè La ragazza che giocava con il fuoco.
Sono tra quelli che hanno amato questi libri, tra quelli che li hanno divorati, tra quelli che, quindi, sono rimasti "orfani" di Larsson e che, perciò, vogliono credere che davvero ci sia un 4° libro della saga.
Stessi attori del primo episodio ma, stranamente, diverso il regista.
C'è da dire, però, che, se non l'avessi letto, non avrei mai capito che i due episodi erano girati da due persone diverse.
Troppo fitta e intricata la storia, troppo ingombranti i personaggi (sia quelli in prima, che in seconda fila) e troppo diverse le ambientazioni dei due episodi per poter scorgere punti di contatto o scovare differenze.
Le grandi distese di neve del primo episodio, lasciano spazio ai paesaggi urbani di questo secondo; un vero e proprio giallo il primo, un thriller il secondo e quindi dialoghi più lunghi nel primo, ritmi serrati nel secondo.
Lisbeth domina, anche qui, la scena, e, anche fisicamente, si può apprezzare la metamorfosi del personaggio, che da predatore, diventa preda, braccata, e quindi più violenta e dura, anche nei lineamenti.
Ovviamente, chi, come me, ha vissuto il libro, prima del film, non può non notare alcune differenze, a volte anche sostanziali, con il romanzo, ma c'è da dire che cimentarsi con la trsposizione cinematografica di un grande successo letterario è, di per se, impresa difficile. Se poi il libro, oltre che un successo, è un cult, le difficoltà aumentano esponenzialmente. Se, a tutto ciò, aggiungiamo che, da Dan Brown in poi, molti libri (diciamo questo tipo di libri) vengono confezionati come se si confezionasse un film, e allora va da se che, il regista, va incontro a linciaggio sicuro.
I grandi libri diventati grandi film si contano sulle dita di una mano.
Questo non è di sicuro un grande film (ma, del resto, non è che il romanzo fosse un grande libro, eh!), ma ha il pregio di poter vivere di vita propria, farsi apprezzare dagli amanti del genere, senza necessariamente conoscere i romanzi.
Sabato, poi, è toccato al kolossal de noantri, anzi no, di nuautri, Baarìa.
Per l'occasione, abbiamo scelto un cinema storico, e cioè il Barberini, anche questo ormai Multisala, con il risultato che, mentre al Vispathè sembra di essere su una poltrona, qui sembra di essere sul 492!
Tornatore appartiene a quella schiera di registi che, per me, valgono sempre il prezzo del biglietto.
Qualsiasi cosa essi decidano di partorire, hanno il mio appoggio (sotto forma di biglietto del cinema).
Aspettavo questo film da qualche mese, ormai, certo che non mi avrebbe deluso.
Questo è il Tornatore che mi piace di più, il Tornatore evocativo, magari anche un pò nostalgico, quello che usa i volti, le voci, i colori per "raccontare" le storie, quello che è quasi capace di farti sentire gli odori.
Il regista, cioè, che riesce a creare un film capolavoro (La leggenda del pianista sull'oceano) di oltre 2 ore, da un monologo capolavoro (Novecento) di poche pagine, senza aggiungere neanche una virgola alle parole del libro.
Le premesse, quindi, c'erano tutte.
Ma, come sempre, più grandi sono le aspettative, maggiore è il rischio di restare delusi, anche se non del tutto. Diciamo, quindi, pienamente deluso a metà.
E si, perchè il film è evocativo, forse anche troppo.
Di volti, voci e colori ce ne sono a bizzeffe e la storia, l'idea dietro la storia, è molto bella (infatti c'aveva già pensato Giordana!) e, evidentemente, Tornatore aveva molto da dire a riguardo, visto che il film dura parecchio!
Il problema, però (e secondo il mio modestissimo parere), è che il modo di raccontarla, piuttosto che la lunghezza del film stesso, rendono la storia pesante, la sensazione che ho avuto, è di assistere ad una serie di spezzoni messi uno dietro l'altro, spezzoni che hanno si un filo che li accumuna, che li lega l'un l'altro, ma non li unisce.
Gli episodi, uno dietro l'altro, non rendono l'idea di una storia unica.
Ma, magari, l'idea era proprio questa, e quindi posso solo dire che la scelta, questa volta, non mi è piaciuta.
Detto questo, nonostante sia un film ambientato in Sicilia, interpretato da siciliani, pensato, scritto e girato da un siciliano, ancora una volta le parole vengono storpiate, rese brutte, gli accenti induriti all'inverosimile, la musicalità di un dialetto come il siciliano, si perde completamente.
Il film è "doppiato" in italiano, con qualche parola siciliana buttata qua e là, ma per rendere l'idea che siamo in Sicilia (come se non bastassero i fichi d'india, i carretti, le coppole, le zagare e tutto il repertorio di scontatezze), viene tutto filtrato con una parlata che io non riesco a percepire come siciliana.
Meglio, molto meglio!, sarebbe stato far uscire la sola versione in siciliano stretto, magari con i sottotitoli, piuttosto che dare l'idea di un dialetto brutto.
E dire che Crialese aveva dimostrato che la cosa è fattibilissima, che, nonostante i sottotitoli (utilizzati, tra l'altro, nella maggior parte del mondo!), il film viene seguito ugualmente e apprezzato.
Del resto, proprio Tornatore sostiene che se uno conosce il proprio dialetto, riesce, con poco sforzo, a capire tutti i dialetti d'Italia.
Nulla da eccepire sulla scelta degli attori, sia i protagonisti, scelti volutamente non famosi, sia i coprotagonisti, una sorta di album di famiglia, nel quale Tornatore ha raccolto moltissimi dei più famosi (non sempre più bravi) attori siciliani, con i camei di Bova, Bellucci e Faletti.
Da rivalutare il Frassica visto questa volta, conferme da Ficarra e Picone (validissimi attori), un Aldo che ci guadagna senza i suoi compari, un umilissimo Lo Cascio, una sontuosa Lina Sastri e una "sorprendente" Grimaudo, ma, soprattutto, finalmente un ruolo adatto a Fiorello jr.: uno scemo che ripete sempre le stesse battute!




http://marcomedaglia.blogspot.com/2009/09/appuntamento-al-cinema.html

venerdì 7 agosto 2009

L'Odissea abbia inizio

E' iniziata la giornata più difficile, quella della partenza!
Per evitare di farmi il sangue acido sulla SA-RC, stamattina ho provveduto alla consueta donazione del sangue (anzi, diamo un senso a questo inutile blog: IL SANGUE, LANGUE: DONATE!).
Ultimi ritocchi ai bagagli (sperando di riuscire a farli entrare tutti dentro la macchina), e poi andremo a dare il nostro prezioso contributo a fare di questo fine settimana, un fine settimana da bollino nero, sennò domani Studio Aperto sarà costretto a parlare di mignottopoli!

giovedì 6 agosto 2009

Senza parole

martedì 4 agosto 2009

Sembrava impossibile potesse capitarmi...

....e invece mi è successo veramente!
Me ne arrivano a decine ogni settimana.
Mails con offerte di voli e vacanze a prezzi stracciatissimi. Almeno all'apparenza.
Le volte che non le ho cestinate per direttissima, e m'è venuta la curiosità di seguire il link, ho puntualmente scoperto che c'era la magagna o le destinazioni erano improponibili o, nel migliore e più beffardo dei casi, le date e le destinazioni che mi interessavano, erano a prezzo non poi così stracciatissimo.
In questi giorni, poi, la mia casella di posta è presa d'assalto da tutti i tour operators e tutte le compagnie di volo del globo terracqueo, a giudicare dalla massa di mails, sembrerebbe che nessuno sia partito per le vacanze e che gli operatori corrano ai ripari.
Magari, i turisti sono ancora sul passante di Mestre!
Una delle ultime megasuperofferte che mi sono arrivate, è della compagnia di volo EasyJet, di cui abbiamo una diapositiva.
Le premesse per un'altra delusione c'erano tutte, ma, complice la devastante crisi d'astinenza da viaggio, ho voluto seguire il Bianconiglio.
(Antefatto: qualche sera fa, a cena da (e con) amici, è venuto fuori che sono anni che minacciamo una gita a Venezia e che, un pò come le promesse di Berlusconi, le nostre minacce si rivelano sempre molto poco consistenti. Presi nell'intimo del nostro orgoglio, abbiamo puntato il dito contro il nostro commensale siculoveneziano assicurandogli che, in settembre, gli avremmo invaso casa. Fine dell'antefatto.)
Giunto nel paese delle meravigliose offerte easyjet, con fare fintamente distaccato e sguardo fortemente annoiato, ho controllato le rotte.
Beh, Roma c'è. Sia Ciampino che Fiumicino.
...hmmm.... Lamezia?... anche no .... Berlino?... magari! ... Atene?...mai! Cicladi o niente! ... Venezia?... Venezia???.... VENEZIA???!!!
Il tempo di un paio di telefonate e avevo in tasca (oddio, per adesso solo sull'estratto conto della mia Visa!) un biglietto (ad essere sinceri, 4) per un volo Roma-Venezia (A/R) pagato la bellezza (e si, è proprio il caso di dirlo!) di € 19,35!
Veramente!