domenica 23 dicembre 2007

martedì 18 dicembre 2007

10 candeline



Una, come è consuetudine, per ogni anno.
I "blog" compiono 10 anni!
Repubblica fissa la ricorrenza al 17 dicembre, ma wikipedia sostiene che, simbolicamente, il compleanno del blog è il 18 luglio, anche se il primo blog della storia (quello creato da Jorn Barger) pare sia nato il 23 dicembre
E allora, perchè non aumentare ancora la confusione e datare questo post 18 dicembre?

A U G U R I

a tutti i bloggers che passano da queste parti e, per conoscenza, a quelli che ne ignorano persino l'esistenza, da uno degli ultimi arrivati (anche se, stando alle stime, dopo il mio, sono stati partoriti, all'incirca, altri 38milioni di blog!).

mercoledì 12 dicembre 2007

Mano in alto

"[...] alzi la mano chi da ragazzo non ha fatto parte di una compagnia che aveva come punto di ritrovo un monumento, un parco o un muretto...", scrivono loro nel loro ultimo post.
C'avete presente Ego quando assaggia la (o il?) ratatouille?
Leggendo questa frase ho avuto la stessa esperienza sensoriale-metafisica e sono stato trasportato al mio paese, alla fine degli anni '80.
Erano gli anni delle immense compagnie e del motorino sempre in due, gli anni, come dice una di quelle mails che girano di tanto in tanto, in cui per sapere se un amico era a casa, andavi a citofonare, gli anni (gli ultimi) senza cellulare.
Erano gli anni, insomma, in cui aveva un senso (obbligato) darsi un appuntamento in un posto ben preciso, niente poteva essere lasciato al caso, perchè mica potevi mandare un esSeMmesSe!
Ma al mio paese, prima che costruissero "il" monumento, c'era solo un busto transennato, proprio sopra la piazza principale.
Troppo poco poetico, troppo in vista, soprattutto.
Avere un parco, considerato che il paese sorge a pochi metri da un parco nazionale, sarebbe stato esagerato, ma non era nemmeno pratico darsi appuntamento dopo il terzo faggio a sinistra, tra il pino e il cerchio delle streghe!
Il concetto di muretto, poi, non esisteva affatto.
Dalle mie parti è considerato inutile, oltreche sciocco, costruire un muretto.
Se proprio devi sprecare tempo e danaro per alzare un muretto, allora sforzati un pò di più e quel muretto diventerà una bella parete di una casa, ovviamente abusiva.
E allora i nostri appuntamenti erano, molto più prosaicamente, fissati allo scalino del "bar di Ciccio" (famoso (allora!) anche per il miglior latte di mandorla dell'intera provincia, per essere il posto telefonico pubblico del paese (il "telefono a scatti", sembra roba di cent'anni fa, e invece sono passati 15 anni, o poco più) e per essere stato l'ultimo bar d'Italia ad aver abbandonato la macchina del caffè "manuale"!), almeno quando lo stesso Ciccio non lo cospargeva di nafta o colla, oppure allo scalino di fianco Lechiara, che aveva il pregio di godere della migliore prospettiva visiva della piazza e che perciò era un'impresa trovare libero ma, soprattutto, alla mitica "sala giochi", chè se pure gli altri tardavano, almeno lì potevi ingannare il tempo mettendoti in fila per fare una partita a 1943:The Battle Of Midway e, se riuscivi ad arrivare al joystick, con 200 Lire te ne potevi catafottere se gli altri arrivavano, o no.

martedì 11 dicembre 2007

Cineforum domestico

Qualche sera fa (domenica?...boh!), nello splendore dei nostri 32" di cristalli liquidi, rigorosamente sottomarca, abbiamo, io e S., visto questo film.
A me è piaciuto molto mentre S., pur non essendosi addormentata (sarà che era tutto il giorno che poltrivamo sul divano?), non ha gradito del tutto, perciò il dibattito a fine proiezione è durato poco:
"..bello, no?" faccio io, "...bah!" risponde lei.
Passo, e chiudo.
Io, invece, gradisco molto le storie intrecciate e i film con la narrazione che va avanti e indietro seguendo i diversi punti di vista dei diversi personaggi.
Poi, c'erano ottimi attori, come il miglior Che della storia della celluloide (in attesa del cimento di Benicio) e quel Brad Pitt che passa da produzioni a film indipendenti con estrema nonchalance e coraggio, (quasi) sempre con dignità.
Non so se la versione in nostro possesso fosse fallata o se anche nelle sale il film è stato proiettato senza sottotitoli, fattostà che, nella nostra versione, i dialoghi di Pitt&co. erano in regolarmente doppiati, mentre gli altri erano in lingua originale.
Per le scene in spagnolo non abbiamo avuto problemi, ogni tanto qualche parola sfuggiva si, ma in misura assolutamente irrilevante.
Con i dialoghi marocchini ce la siamo cavata egregiamente, forse perchè, tutto sommato, sudditalia e nordafrica sono molto più vicini di quanto non si voglia ammettere.
Ma la parte nipponica proprio non l'abbiamo capita!
E dire che ce l'abbiamo messa tutta, giuro, c'abbiamo provato, ma niente da fare.
E così, alla fine del film, ci manca un tassello importantissimo che magari se qualcuno di voi ha visto il film, potrebbe spiegarmi.
Cosa legava padre&figlia giapponesi con il ferimento della Blachett?
Credo di aver intuito (dalla foto presente sia in casa dei giapponesi sia in quella dell'anziano marocchino) che il nesso era il fucile, ma come?
Perchè?
Vi prego, aiutatemi!
Grazie!

lunedì 3 dicembre 2007

Paese mio...

PETILIA POLICASTRO (CROTONE) - Una vendetta spietata ed attuata con estrema professionalita' criminale. Luigi e Francesco Comberiati, di 24 e 29 anni, figli del capocosca di Petilia Vincenzo Comberiati, detenuto da alcuni anni, non hanno avuto scampo ieri sera quando sono stati presi di mira da due persone armate di pistole. La ricostruzione del duplice omicidio è ancora al vaglio dei carabinieri. Ciò che è certo è che Francesco Comberiati è stato ucciso mentre era al posto di guida del suo fuoristrada, parcheggiato in una via del centro di Petilia Policastro, nei pressi di un bar. Luigi Comberiati, invece, si trovava su un'altra auto, ferma accanto a quella del fratello. Il giovane ha avuto il tempo di scendere dalla vettura e tentare la fuga. Ha percorso una cinquantina di metri, inseguito da uno dei due assassini, ha scavalcato una ringhiera ed è riuscito a raggiungere un ristorante, tentando di rifugiarsi nel locale cucina. Il killer, però, non gli ha dato scampo: lo ha raggiunto ed ucciso con alcuni colpi alla testa, incurante di alcuni clienti che stavano cenando e dei dipendenti del ristorante che si trovavano nella sala pranzo e nella cucina. L'assassino si è poi dato alla fuga raggiungendo il complice, insieme al quale si è allontanato a bordo di un'automobile. Un agguato di 'ndrangheta in piena regola, riferiscono gli investigatori, e preparato con la massima cura sulla base della conoscenza delle abitudini e delle frequentazioni delle due vittime designate. Nessun dubbio, secondo i carabinieri, sulla matrice mafiosa dell'agguato. Un'ipotesi verosimile è che il duplice omicidio rappresenti una vendetta indiretta contro il padre delle due vittime. Vincenzo Comberiati, che è detenuto da alcuni anni, è un personaggio di spicco della 'ndrangheta del Crotonese, dominatore incontrastato, almeno fino ad oggi, delle attivita' illecite a Petilia Policastro. Di recente a Vincenzo Comberiati erano stati sequestrati beni mobili ed immobili per alcune centinaia di migliaia di euro, tra cui alcune villette in Sila, nella zona di Cotronei. Con l'assassinio dei due figli il dominio di Vincenzo Comberiati nella zona di Petilia subisce un colpo determinante, con la messa in discussione degli equilibri sui quali si erano retti finora i rapporti tra i gruppi criminali della zona. (fonte http://www.ansa.it/)

sabato 1 dicembre 2007