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giovedì 25 marzo 2010

RaiPerUnaNotte anche io!

martedì 2 marzo 2010

Le regole.

Questo post ha due premesse, obbligatorie.
Una di metodo, e una di merito (sperando si dica così!).
La prima, è che tutto quello che sto per scrivere, automaticamente, decadrà nel caso in cui venisse accertato che è stato commesso un reato, e che cioè sia stato realmente impedito fisicamente, come sostengono alcuni, al rappresentante del PdL di consegnare le liste, e non, come sostengono altri (tra cui il diretto interessato), che lo stesso si sia attardato ad addentare un panino, si presume, con la porchetta.
La seconda premessa, è una richiesta di fiducia. Nei miei confronti. Se questa cosa fosse successa 'dalle mie parti', il mio pensiero non sarebbe cambiato di una virgola (tanto più che, se la lista Pannella-Bonino in Lombardia, ha effettivamente consegnato del materiale incompleto, credo sia giusto che resti fuori!).
Fatte le premesse, d'obbligo, posso procedere.
All'indomani (o forse il giorno stesso?) del rigetto da parte della Corte d'Appello del ricorso presentato dal PdL, Roma è stata tappezzata da manifesti. Due, per la precisione. In uno veniamo avvisati la che non vogliono farci votare, e nell'altro che vogliono cancellare la democrazia. In entrambi, veniamo inviati, personalmente, singolarmente, a farci sentire.
Incisivi, non c'è che dire. Di impatto, indubbiamente.
Ma, come tutti i manifesti politici, hanno il difetto di rivolgersi solo la pancia dell'elettore, e non al suo cervello (ammesso che l'elettore medio ne abbia ancora uno!).
Innanzitutto, CHI, non vuole farmi votare, e CHI, vuole cancellare la democrazia?
Sono la stessa persona, o due diverse persone?
Un pò come le catene di Sant'Antonio su Internet: si parte da presupposti vaghi, solo per scatenare una reazione.
Ovviamente, la pancia dell'elettore di centro destra, a seconda della propria moderazione, individuerà questo fantomatico despota, di volta in volta, nei comunisti, in Di Pietro, nei magistrati talebani, nella Bonino, nel Presidente della Repubblica, o, perchè no?, in Santoro&Travaglio!
Tutto questo non fa altro che alimentare, ancora di più, e come se ce ne fosse bisogno, il clima di odio che pervade la politica italiana da 16 anni a questa parte.
Ma davvero la democrazia verrà cancellata, se davvero la lista del PdL non verrà ammessa alla tornata elettorale?
La democrazia, l'essenza fondamentale della Democrazia, non è il rispetto delle regole? Quel circolo virtuoso grazie al quale i diritti di ognuno, finiscono dove iniziano i diritti dell'altro? Quel sistema in cui diritti e doveri si alternano, si confondono?
Bene, e allora se 'le regole' prevedono che per presentare una lista, ci sia bisogno di un tot di firme da consegnare in un determinato posto, alla determinata ora, ad un determinato funzionario, e se la mia lista, per motivi (RIPETO!) che non sono conseguenza di un illecito commesso da altri, non rispetta una, o tutte, le regole di cui sopra, perchè dovrei lamentare una mancanza di democrazia?
Le regole le sapevo sin dall'inizio, non mi sono state cambiate in corsa.
Bastava rispettarle, e la democrazia avrebbe funzionato benissimo, non avrebbe rischiato di morire.
A fare da cornice ai manifesti, ci sono le dichiarazioni dei politici.
E devo dire la verità, a parte i proclami battaglieri che, immagino, facciano nei comizi e negli incontri con i propri sostenitori, le dichiarazioni pubbliche, fanno trapelare un certo imbarazzo, più che astio, rabbia nei confronti delle proprie mancanze, piuttosto che fango da buttare addosso al 'nemico'.
Anche se la loro strategia di difesa, sempre secondo il mio modesto parere, si basa, anche questa, su una 'falsità strumentale'.
Sostengono, infatti, che non sarebbe 'giusto' che il partito più importante, quello che parte accreditato di più consensi, venga escluso.
Sarebbe un crimine, sostengono, nei confronti dell'elettorato del PdL.
Sarò stupido (o magari semplicemente comunista), ma non riesco a vedere il nesso.
Un pò come se da domani, all'Inter, in virtù della conclamata superiorità rispetto alle altre squadre, fosse concesso di non rispettare le regole, magari consentendole di arrivare in campo 5 minuti prima degli avversari, e cominciare a giocare da soli.
O come se la Nutella, siccome è senza dubbio la più buona in assoluto, venisse venduta anche alla posta, o in banca, in barba alle regole della concorrenza.
O come se Vasco Rossi, siccome è il rocker italiano per antonomasia, impedisse a chiunque di fare concerti il giorno in cui si esibisce lui.
O come se Berlusconi, siccome è il politico più amato, si facesse le leggi su misura.
Sarebbe assurdo!



http://marcomedaglia.blogspot.com/2010/03/le-regole.html

venerdì 26 febbraio 2010

C.V.D.!

...come volevasi dimostrare!
Ero stato facile profeta, proprio ieri, quando i media hanno diffuso la notizia della prescrizione dell'avv. Mills.
Ero sicuro che i paladini della libertà ne avrebbero approfittato per fare la solita disinformazione.
Del resto, sono abilissimi nell'usare le loro armi di distrazione di massa, chè se così non fosse, questa banda di nani, clown e ballerine sarebbe a casa (o magari in galera!) già da un pezzo.
Ma non è così, Silvio è vivo, più che mai, e lotta insieme a noi!
Il titolone di oggi di Libero è l'esempio più rappresentativo dell'uso distorto e strumentale di una notizia, è la più classica delle rappresentazioni della 'scomparsa dei fatti'.
E si, perchè il vero fatto è che Mills, l'avvocato corrotto per fornire una falsa testimonanza, è stato riconosciuto sicuramente COLPEVOLE del reato ascrittogli, ma, essendo trascorsi i termini, il reato si è prescritto.
Berlusconi, in questo processo, bontà sua, non c'entra nulla, in quanto la sua posizione, grazie agli effetti temporanei del Lodo Alfano, era stata stralciata.
Questo cosa significa?
Significa che Berlusconi NON E' STATO (ancora) ASSOLTO, anzi, questa sentenza, che ha verificato l'esistenza del reato, rischia di essere una vera disgrazia per Berlusconi, perchè per lui la prescrizione è, al momento, sospesa, quindi, se non dovesse riuscire a trovare l'escamotage per evitare il processo, correrà il rischio di finire condannato, altro che assolto.
Ma nel frattempo, i giornalai di Libero, hanno fatto il loro titolone, peggiorando le cose nel sommario, dove vaticinano che le accuse (che poi, la l'istituto della prescrizione a Berlusconi riguarda i reati, mica le accuse!) sarnno prescritte.
Magari all'interno del giornale, nei vari articoli, anche se con modi soft, il concetto sarà spiegato meglio (giusto per evitare che qualcuno li denunci), ne sono (quasi) certo, ma, si sa, gli articoli di Libero non li leggono neanche i correttori di bozze, chè tanto l'importante è il titolone che finisce nelle rassegne stampa, da dare in pasto a chi forma la sua coscienza politica, sociale solo gaurdando la tv, e non cercando di approfondire e capire.
Tanto non serve. A loro.
Ha da passà a nuttata!...speriamo presto!

PS: ma se un giorno riuscissero davvero a far chiudere Anno Zero, il venerdi, Libero, cosa titolerà? Sarà mica costretto a pagare un giornalista vero, per scrivere un articolo vero, con un titolo vero?...mah!




http://marcomedaglia.blogspot.com/2010/02/cvd.html

martedì 19 gennaio 2010

La memoria corta.

Tra le tante piaghe che affliggono l'Italia, una (mi) è particolarmente fastidiosa.
Più ancora dell'Etna, della siccità e del traffico!
Un male che è insito nei cromosomi italiani, dai tempi dei tempi.
Noi italiani, abbiamo la memoria corta. Troppo corta.
Bastano un paio di generazioni, se non un paio di anni, e tutto passa nel dimenticatoio.
Abbiamo già scordato le umiliazioni che hanno dovuto subire i nostri nonni, emigrati in America, o in Francia, o in Germania.
Vivevano nelle stesse identiche condizioni in cui noi, oggi, riduciamo gli immigrati.
Tra di loro c'erano onesti lavoratori, forse la maggior parte di loro, ma c'erano anche criminali spaventosi.
Venivamo sfruttati e mal pagati ma oggi non riusciamo a rivederci negli occhi degli schiavi del XXI secolo.
La mafia, negli USA, l'abbiamo portata noi, non è nata spontaneamente.
E' bastato che calasse il sipario sulla II Guerra Mondiale, che già era sceso l'oblio sulle vigliaccherie del fascismo e le atrocità del nazismo.
Il comignolo di Auschwitz era ancora caldo, che già erano nati i neo antisemiti.
Le scorte di olio di ricino non erano ancora scadute, che già avevamo riabilitato gli ex fascisti, tanto da nominarli anche ministri della Repubblica!
Bossi doveva ancora finire di pulisri il culo col tricolore, che già lo aspettavano per il giuramento da Ministro delle Riforme!
Ci stavamo ancora domandando perchè mai D'Alema avesse fatto fuori Prodi, che già gli chiedevamo consigli su dove dovesse andare il PD.
Stavamo ancora festeggiando la fine del latrocinio della II Repubblica, che già i protagonisti di ieri erano diventato fari della politica di oggi.
Ma la memoria è importante. Fondamentale. Serve per non incappare negli errori già fatti. La memoria di ciò che è stato, ci aiuta a capire come può andare. La memoria di ieri, ci fa capire che il domani non è ancora scritto, e che possiamo modificarlo, prima ancora che avvenga.
Perciò è importante ricordarsi, ricordare alle nuove generazioni, che Craxi era l'emblema (di certo non l'unico!) di una classe politca corrotta e senza scrupoli.
Perciò bisogna pesare le parole, prima di pronunciarle.
Perchè Craxi non è morto in esilio, ma è morto da codardo, da vigliacco.
Craxi non è stato esiliato, Craxi s'è dato latitante!
Craxi non è un politico da ammirare, ma un esempio da additare per spiegare ai politici di domani come 'non' ci si deve comportare.
Perciò le parole del Presidente Napolitano mi hanno fatto male, perciò la commeorazione di oggi, al Senato, la trovo assolutamente fuoriluogo.
Perchè Craxi, nel decennale della morte, non va ricordato come uno statista, ma come quel ladro farabutto e vigliacco che era.
Perchè Craxi, nel giorno dell'anniversario della sua morte, va ricordato così...







http://marcomedaglia.blogspot.com/2010/01/la-memoria-corta.html

giovedì 3 dicembre 2009

Linea d'ombra

Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, dice: "Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza... speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da... perché è una bomba atomica"

"L'uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di... qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo... magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento... siccome è eletto dal popolo..."

"Ma io gliel'ho detto... confonde la leadership con la monarchia assoluta..."

La Costituzione dice: "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." (art. 1)

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge." (art. 3)

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione." (art. 21)

"Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge . Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge." (art. 25)

"L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva." (art. 27)

"I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti." (art. 28)

"Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi." (art. 54)

"Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato." (art. 67)

"Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale." (art. 87)

"Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere." (art. 94)

"Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei Ministri. La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei Ministeri." (art. 95)

"Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria." (art. 96)

"La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge." (art. 101)

"Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.

La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge." (art. 103)

"La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere." (art. 104)

"Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale." (art. 112)

"La Corte costituzionale giudica le controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge." (art. 134)


Il Ministro Scajola dice:"'Le dichiarazioni di Fini dimostrano una volonta' e un'azione diverse dalla linea del Pdl"







Io, a questo punto, mi domando, quale sarà mai la linea del Pdl??




http://marcomedaglia.blogspot.com/2009/12/linea-dombra.html

sabato 28 novembre 2009

Cosa nostra


Non è certo una novità.
Non ho mai fatto mistero del fatto che, secondo me, questo Presidente del Consiglio, questo Consiglio dei Ministri, questo Parlamento, sono il peggio che ci sia mai capitato negli ultimi 150 anni.
E tutt'e tre insieme, per giunta!
Certo, poteva andarci pure peggio, basta guardasi in giro, potevamo nascere iraniani, o nordcoreani, per citare i primi due esempi che mi vengono in mente.
Ma è pur vero che questa classe politica/dirigente è sorprendentemente capace di peggiorare.
Giorno dopo giorno.
Fatta questa, dovuta, premessa, va da sé che tutto (o quasi) quello che questo governo ha fatto in questi anni, e continua a fare quotidianamente, con chirugica precisione, mi fa girare le balle come manco Inzaghi quando giocava nella Juve!
Dalle decine (pare siano 18!) di leggi ad personam, anzi no, ad berlusconam, alla deriva razzista della lega, dagli scandali sessuali, alla privatizzazione dell'acqua, dai tagli indiscriminati a tutto, tranne che ai privilegi della casta, ai miliardi buttati nell'Alitalia, e via discorrendo.
Tutte cose che mi meraviglia come non abbiano spinto per primi gli elettori di destra a ribellarsi!
In tutti i modi, mi si potrebbe contestare che la mia è una posizione ideologizzata e politicizzata.
Sacrosanto (e per fotuna, aggiungo io!).
Mi si potrebbe, ancor più a ragione, obiettare che non ho la competenza per contestare i dati e confutare le tesi di questo Governo.
E anche qui, non posso che lasciare uno spiraglio.
Ma se c'è un territorio sul quale non accetto lezioni, è quello che riguarda la mafia.
Prevenendo da un territorio (e da un paese!) ad alto tasso mafioso, pur essendomi tenuto sempre alla larga da alcuni ambienti e pur avendo cercato di tenere le distanze da alcuni personaggi (cosa pressochè impossibile, in un paese di 10mila anime!), so cosa significa vivere a stretto contatto con la criminalità, condividere un paese con i mafiosi, rassegnarsi alla paura.
Non accetto, perciò, che mi si diano lezioni su come comportarsi con la mafia.
Non posso tollerare che un Presidente del Consiglio sostenga che chi scrive di mafia, rende un cattivo servizio all'Italia, e alla sua immagine nel Mondo.
Non riesco a credere che, di colpo, tutti i magistrati sono impazziti o sono diventati comunisti (che poi è la stessa cosa, visti i tempi!) e che quindi vedano la mafia dove non c'è.
Tutto ciò, contemporaneamente, non è possibile.
Ma ancora più sorprendente è che, pur di fare cassa (almeno così dicono!), questo Governo abbia deciso di rimettere sul mercato i beni confiscati alla Mafia!
Proprio per esperienza personale so che nessun semplice cittadino si sognerebbe mai di acquistare una casa, un terreno, persino una macchina sequestrata ad un mafioso.
Perchè il semplice cittadino sa benissimo che, prima o poi, qualcuno verrà a riprenderselo, quel bene.
Con le buone, nella previsione più ottimistica. Con le cattive, nella previsione più realistica.
E il semplice cittadino sa ancora meglio che, in quel momento, sarà solo.
Non ci sarà nessuno che potrà prendere le sue difese.
Perciò il bene sequestrato, se rimesso sul mercato, sarà sicuramente riacquistato dalla mafia!
E allora, sarà un pensiero ideologizzato, o politicizzato.
Sarà che sono un inguaribile comunista mangiabambiniincendiachiese.
Sarà tutto quello che volete, ma mi sorge un dubbio tale da far impallidire Amleto.
La decisione di rivendere i beni sequestrati è stata presa da gente che non conosce assolutamente il terreno sul quale si sta muovendo e che quindi non sa quello che sta facendo, o da gente che, al contrario, sa benissimo cosa sta facendo e che quindi punta proprio a far riacquistare i beni a determinate persone.
Delle due, una.
E, sinceramente, non so proprio quale sia la peggiore!

martedì 10 novembre 2009

Innocenti presuntuosi

Dopo mignotte, droga e trans, siccome non ci facciamo (anzi, non ci fanno!) mancare nulla, ma proprio nulla, la politica italiana, i politici italiani, si giocano il carico: concorso esterno in associazione camorristica!
Questa volta non si parla di esponenti locali, ma di un sottosegretario (all'Economia, per giunta!), Nicola Cosentino, che, stando a quanto dicono diversi (6) pentiti, sarebbe (stato?) il referente politi­co istituzionale del clan dei Casalesi.
Tutto da verificare, ovviamente, e, come per chiunque altro, finchè non si accerti la veridicità delle dichiarazioni dei pentiti, anche per l'On. Cosentino, vale la presunzione d'innocenza.
Non ci piove.
Certo, qualcosa sotto ci deve essere, visto che da molto si "chiacchiera" di questo politico, la cui cognata è sorella del boss Peppe 'o padrin, e che, prima ancora di entrare in Parlamento era già stato "segnalato" da Peter Gomez in un articolo su L'Espresso e del quale Saviano parla già da tempo (tra l'altro, Saviano si chiede come sia possibile che Casal di Principe, paese di 20mila abitanti, esprima 3 parlamentari!).
Tutte "presunzioni", ovviamente, nulla di (ancora) provato e solo chi, come me, viene da una realtà di un piccolo paese con un alto tasso di criminalità, sa come sia facile trovare parentele scomode o, magari, come sia possibile farsi fotografare con persone poco raccomandabili ad un matrimonio.
Ma è pur vero che, solo chi vive o ha vissuto realtà del genere, sa che, di contro, è molto facile anche trovarle, le parentele e le affinità scomode.
Detto questo, mi ripeto, Cosentino, fino a prova contraria, resta innocente, e immagino che avrà più fortuna di qualcuno e, qualora venisse effettivamente arrestato, non subirà alcun pestaggio ma, magari, sarà gentilmente pregato di accomodarsi in una delle sue ville.
Ma questa è (purtroppo) un'altra storia (tutta italiana).
In comune con tutti gli altri indiziati di reato, Coesntino però, avrà il desolante spettacolo dei molti amici che si allontanano, o si dissociano, per prudenza, codardia o opportunismo.
Molti. Ma non tutti.
La levata di scudi interna al PdL, infatti, è stata importante.
Probabilmente dovuta al fatto che Cosentino era il prescelto di Papi alla guida della Regione Campania, e quindi il dietro front non può essere immediato nè circondato dal silenzio: farebbe troppo rumore.
E così, si immolano i soliti noti.
Per Ghedini, le accuse sono incredibili ed inconsistenti, Cosentino è uomo di passione e onesto e, colpendo lui, come al solito, si vuole colpire il Santo Papi, impedendo ad un uomo virtuoso di guidare la Regione Campania.
Per Capezzone stiamo assistendo all'ennesima puntata della trama ordita dalla magistratura rossa, che lotta per far tornare i comunisti al potere (che poi, a capezzò, se sei davvero convinto che sia così, ti devi parare il culo e aprire la strada per un ritorno da questa parte, sennò che dovrai fare "dopo"? Mica vorrai andare a lavorare?!).
Ma la vera perla l'ha partorita Rotondi.
Nel manifestare la sua cristiana vicinanza (evidentemente l'On. conosce le tradizioni delle altre religioni, e sa che ci sono modi diversi di manifestare vicinanza, a seconda del Dio che si prega), ha avvicinato la vicende dell'onorabilie sottosegretario, a quella dell'ancora più onorabile Andreotti, dicendosi sicuro che anche in questo caso la vicenda si cocluderà nel modo più soddisfacente per la giustizia.
Strano, visto che, nel caso Andreotti, la sentenza di appello sancì che il Divo Giulio, fino al 1980, aveva commesso il reato di partecipazione in associazione per delinquere ma che, per una manciata di mesi, il reato fu prescritto!
A questo punto, i dubbi sull'effettiva colpevolezza dell'On. Cosentino, aumentato.
E si, perchè se un personaggio così di punta della maggioranza, come Ghedini, si schiera così clamorosamente dalla sua parte, o è estremamente certo della sua innocenza, tanto da rischiare la faccia (...che poi, per quel che rischia...), oppure è proprio fesso.
Delle due, una.




http://marcomedaglia.blogspot.com/2009/11/innocenti-presuntuosi.html

domenica 8 novembre 2009

Il crocifisso non si tocca! Tutt'al più lo si bestemmia.

Non ne ho la certezza assoluta, ma ho buone ragioni per credere che, se potesse, Gesù stesso si staccherebbe dal muro e prenderebbe a calci in culo un bel pò di gente.
Cominciando da chi, pensando di fare cosa buona giusta, ha ridotto il crocifisso a "simbolo della nostra tradizione", un pò come la pizza, Totò, la mafia e le barzellette sui carabinieri.
Per continuare con quelli che, tra un rito celtico e un raid in un campo nomadi, sostengono di voler difendere le (loro) radici cristiane.
Ancora, un paio di calci in culo a quelli che non sanno manco che faccia abbia il loro parroco, ma hanno sentito l'irrefrenabile bisogno di iscriversi al gruppo su Facebook "Il crocifisso non si tocca!".
Poi, a tutti quelli che passano le giornate a bestemmiare come turchi, ma che ora, folgorati sulla via di Strasburgo, sono disposti a morire per difendere il crocifisso, ammesso che si ricordino dov'e.
Un altro bel calcio in culo a quelli che non hanno mosso un dito per tutti gli insegnanti che sono stati sbattuti fuori dalle scuole, ma che sono pronti a dare la morte (si, a dare la morte, non ad offrire la loro vita!) se qualcuno si azzarda a toccare il crocifisso.
Che paese di merda!





lunedì 26 ottobre 2009

Un paese normale

In un paese normale, nel mio ideale di paese normale, pagare per avere del sesso, per quanto a me risulti inconcepibile e oltremodo triste, non sarebbe, di per se, un reato.
Mi sembra perfino sciocco precisare che se la prostituzione non è volontaria, ma imposta, (con o senza violenza fisica), se a prostituirsi (in questo caso a prescindere dalla volontarietà) non sono adulti consenzienti, insomma in qualsiasi caso in cui ci sia un reato che accompagna la professione più antica del mondo, il mio castello di normalità, crolla.
Le abitudini sessuali di ogni persona, con i distinguo di cui sopra, attengono alla sfera privata, un pò come le abitudini alimentari, di ogni singola persona.
In un paese normale, nel mio ideale di paese normale, le singole persone vengono considerate non in base a dove, come e con chi fanno sesso, ma piuttosto per la loro capacità di essere coerenti e, soprattutto (= conseguentemente), sinceri. Sempre, e comunque. Senza se, senza ma.
Insomma, la mia ricetta per un paese normale dovrebbe seguire due semplici regole, di quelle che si imparano all'asilo, al più tardi alla scuola elementare.
I diritti di ognuno, finiscono dove iniziano quelli dell'altro.
Le bugie, non vanno mai dette.
Queste due semplici regole, dovrebbero valere per tutti. A maggior ragione per chi ricopre, all'interno della società, ruoli che possono influenzare altre persone, come i "personaggi famosi" che impazzano nei media.
Ancora di più per chi, proprio per il ruolo che ricopre, oltre ad essere "famoso", ha anche l'onere e l'onore di amministrare la cosa pubblica.
Nel mio ideale paese "normale", puoi essere Presidente del Consiglio e andare a puttane, puoi essere Governatore di una Regione e andare a trans, la cosa non mi interessa.
Nel mio paese "normale", però, quando ti presenti agli elettori, quando presenti il tuo programma agli elettori, sarebbe bello che dicessi: "Abbasserò le tasse, ma non chiedetemi di punire la prostituzione, perchè a me piace andare a puttane"o anche, "Miglioreremo la sanità pubblica, ma mi batterò per dare dignità e pari diritti agli omosessuali, perchè lo sono anche io".
Nel mio paese "normale", non tutti possono avere il coraggio di Nichi Vendola, ma tutti dovrebbero essere responsabili delle proprie azioni, e se non disdegnano di andare fuori dai binari in privato, non demonizzano, in pubblico, gli altri che lo fanno.
Nel mio paese "normale", se la coerenza non la si può chiedere a tutti, si può pretendere che, una volta beccati con le mani nel sacco, quel sacco lo si vuoti, tutto, subito, e non si raccontino balle.
Nel mio paese "normale", si reagisce, tutti, allo stesso modo quando si ripetono episodi simili, se non identici. Ci si indigna sempre con lo stesso furore, quando c'è da indignarsi.
Nel mio paese "normale", se a dire balle è Berlusconi e Gasparri sostiene che non c'è alcun motivo per cui si dimetta, quando a raccontare balle sarà Marrazzo, Gasparri dovrà avere il coraggio (la spudoratezza!) di difenderlo con la stessa passione.
Nel mio paese "normale", un amministratore della cosa pubblica, non deve essere in nessun modo ricattabile, da nessuno, e per nessun motivo.
Nel mio paese "normale", Marrazzo e Berlusconi, che hanno raccontato balle con la stessa, identica, mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini italiani, devono chiedere scusa, e farsi da parte.




http://marcomedaglia.blogspot.com/2009/10/un-paese-normale.html

venerdì 22 maggio 2009

Facciamoci sentire!

Sono ormai (quasi) 18 anni che vivo a Roma, da "fuorisede".
Studente prima, disoccupato per un pò, sfruttato in nero per un altro pò, lavoratore a tempo indeterminato da qualche anno orami.
Sempre, da sempre, residente in Calabria.
Per pigrizia, ma anche per un pizzico di orgoglio, non ho mai voluto spostare la residenza a Roma.
Da 18 anni, quindi, convivo con un domicilio che dista centinaia di Km dalla mia residenza.
Quando ho bisogno di un docuemento, per il quale la mia presenza fisica, e non delegata, è necessaria (penso, per esempio, alla Carta d'Identità), se non voglio litigare con qualche sportellista del comune di Roma che fa ostruzione e mi dice che è troppo complicato e lungo fare la Carta presso un comune diverso da quello di residenza, devo per forza tornare al mio paese.
Ma non m'ha dato mai fastidio, più di tanto. Dopotutto, è una volta ogni 5 anni (forse ora 10).
Non mi pesa nanche il fatto che la corrispondenza ufficiale arrivi giù, o che per le cose importanti debba sempre indicare due diversi indirizzi.
Diciamo che c'è di peggio in giro.
Ciò che non mi è mai andato giù, invece, è sempre stato il fatto che, questo "disagio" (voluto o iposto, poco importa) mi impedisse (o comunque mi rendesse quanto meno complicato) di svolgere l'unico (ancora per poco, mi sa) diritto/dovere che mi permette di partecipare alla vita politica e democratica del mio paese: VOTARE!
Che si tratti di elezioni politiche o amministrative, europee o referendum, chi, come me, non si trova fisicamente nel suo paese al momento del voto, di fatto, NON PUO' VOTARE.
Certo, ci sarebbe la scappatoia del "rappresentante di lista", ma vale solo per i referendum e implica, comunque, un impegno che va ben oltre il voto.
Se voglio esprimere il mio parere, attraverso un voto, devo, per forza, tornare a casa.
Si, è vero, lo Stato (bontà sua) mi riconosce uno sconto sul biglietto del treno.
L'ultima volta che ne ho usufruito, mi sembra che lo sconto fosse del 66% (su un biglietto A/R, però!), non so se esista ancora e a quanto ammonti ora.
Mi sta bene, anzi, mi starebbe bene se mi trovassi a Roma e la mia residenza fosse a Latina.
Mi metto sul treno la domenica mattina, voto, magari pranzo con i miei, mi faccio un giro in piazza e poi, la sera, me ne torno a Roma.
Ma se, porca puttana!, lavoro (o studio) a Trieste e sono residente a Ragusa, e se, soprattutto, non è previsto che un lavoratore abbia diritto a dei giorni di ferie (retribuiti e non scalati dal monte ferie!) per recarsi a votare, così come non è previsto che le Università sospendano le attività durante le votazioni, mi spiegano lor signori come faccio a votare???!!!
Le soluzioni sono due.
Fare i salti mortali, o prendere dei giorni di ferie.
Tra le due, la stragrande maggioranza di noi, sceglie la terza: non votare!
E che giramento di balle sentire le solite osservazioni di grandi politologi che commentano il dato della grande astensione al Sud!
Ho asistito, negli ultimi anni, con rabbia al dibattito sul dovere morale di far votare gli italiani all'estero.
Ho subito l'umiliazione di veder votare nipoti di cittadini italiani residenti in Honduras, persone che l'Italia non sanno manco dove sta.
Ebbene, loro, da latitudini e longitudini lontanissime, possono votare, noi, a 700Km, no!
Io non so se la soluzione possa essere il voto delegato, o magari quello per corrispondenza.
Immagino, però, che le difficoltà che ci sono per un voto amministrativo, non ci siano per partecipare ad una tornata elettorale europea o, meglio ancora, ad un referendum.
Si potrebbero studiare e cercare soluzioni diverse per permetterci di votare, se solo qualcuno fosse interessato al problema.
In questi giorni un gruppo di ragazzi ha creato un sito web e lanciato una petizione.
Forse è il caso che cominciamo ad alzare la voce anche noi, perchè tanto mi sembra sia acclarato che, in questo paese, ha ragione chi riesce a fare la voce più grossa.

venerdì 10 aprile 2009

Il Terremoto (reprise).

Passata l'emozione di questi giorni, finito il clamore che alza l'audience, scenderà l'oblio anche su questa, ennesima, tragedia italica.
Come è successo in Belice, in Friuli, in Irpinia, dove ancora la gente vive nei prefabbricati!
Succederà anche per L'Aquila, succederà qualcos'altro che sposterà altrove l'attenzione dei media e l'interesse dei politici.
Mi piacerebbe, però, che restassero impressi, nella mente di ognuno di noi, due grandi attori di questa tragedia: i media e la politica.
I primi, enfatizzando l'ultimo trend che vuole la tv generalista in gara con quella tematica (RaiSet vs. Sky), hanno sguazzato come pesci nel dramma vissuto dalla povera gente abruzzese.
In questi giorni ho visto tg vantarsi dello share ottenuto con le edizioni speciali sul terremoto; giornalisti (!) annunciare il cartello con l'aggiornamento dei morti "...dopo la pubblicità.."; mezzi busti ostacolare i mezzi di soccorso per poter riprendere il minimo particolare; coglioni microfono-muniti bussare ai finistrini delle macchine, di notte, per chiedere agli sfollati cosa stessero facendo!
E' andata in onda la fiera dell'idiozia, dell'ipocrisia, dello sciacallaggio mediatico.
Ma i media vivono appoggiandosi l'un laltro, piuttosto che fagocitandosi a vicenda, la guerra che si fanno l'un l'altro è finta, virtuale, perciò si coprono a vicenda, e su nessun giornale qualcuno a chiesto la testa del direttore del TgUno per l'indegno spettacolo proposto, per fortuna c'è Internet, che nasconderà parecchia merda al suo interno, ma sa essere un grandissimo strumento di informazione, libera.
La seconda, la politca, intesa come tutta la filiera amministrativa, non solo "i" politici, non solo il governo, o l'opposizione, o gli amministratori locali.
Tutta la politica, o meglio, il modo italiano di fare, di essere, politica.
Ovviamente abbiamo assistito alla sfilata di tutti i ministri, troupe televisive al seguito; abbiamo visto indossare improponibili caschetti (fra i tanti, stranamente quello che rendeva più..."alti"); abbiamo sentito dichiarazioni ignobili, insomma il solito teatrino, spostato solo di qualche Km.
Ma, tutto sommato, non è questo che vorrei ci ricordassimo, vorrei invece che ricordassimo come, dopo una tragedia del genere, pur di non darsi da fare per cercare i responsabili delle tragedie (perchè questa ecatombe HA dei responsabili), si cerca di far cadere la colpa, a pioggia, su tutti. Un pò come a dire, se la colpa è di tutti, la colpa non è di nessuno.
E invece no!
La colpa è proprio vostra, la colpa è di come fate politica, di come amministrate la cosa pubblica.
Queste tragedie sono figlie dei cantieri che non vengono controllati, delle mazzette che girano intorno alle concessioni edilizie e ai certificati di abitabilità, di una assoluta mancanza di prevenzione.
Queste sono le tragedie che provocano le scellerate leggi che condonano gli abusi edilizi, che una volta sanavano situazioni già esistenti, oggi, invece, addirittura!, autorizzano ad "abusare", basta che non si ecceda del 20%! Come a dire, Iva inclusa!!
Questi morti sono sulla coscienza di costruttori senza scrupoli e di amministratori che chiudono gli occhi e aprono le tasche.
Questi morti, in futuro, potranno essere evitati, basterebbe solo che la politica facesse il suo dovere, nell'interesse del paese, e non per il proprio.
Non serve a niente e a nessuno una cattedrale in un deserto, quale sarà un ponte ipermoderno circondato da infrastrutture da terzo mondo, serve mettere in sicurezza migliaia di scuole, di ospedali.
Servono soldi per poter controllare che tutte le costruzioni, anche quelle private, siano a norma.
Servono soldi per poter istruire la gente su come comportarsi e dove andare in caso di grandi disastri.
Servono soldi per poter fornire ogni regione di un'unità di crisi pronta a gestire le emergenze nel più breve tempo possibile.
Poi, dopo, magari lo costruiremo il ponte sullo stretto di Messina, lo chiameremo pure Ponte Berluisconi, se il piccolo dittatore lo vorrà, ma almeno evitiamo di farlo costruire a chi ha costruito l'ospedale inagibile de L'Aquila e a chi da tempo immemore sta succhiando soldi dalla SA-RC.

martedì 31 marzo 2009

La faccia come il culo!

"[...] una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non crede che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento dell'atmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso fra 0,7 e 0,8 gradi centigradi) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all'anidride carbonica di emissione antropica. Se pure vi fosse a seguito dell'aumento della concentrazione dell'anidride carbonica nell'atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all'ambiente, all'economia e all'incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici."


(fonte: repubblica.it)


Cari elettori di questo Governo di Merda, vi ringrazio anche per questo!

lunedì 30 marzo 2009

Senza titolo

A meno che non sia realmente immortale, come di tanto in tanto va farneticando, prima o poi dovrà cedere il passo, dovrà andare in pensione, no?
Ormai do per scontato che la giustizia degli uomini non lo colpirà mai, gli mancano ancora un paio di tasselli (tipo fare una legge che gli assicuri l'assoluta immunità per qualsiasi tipo di reato, a prescindere dalla carica che riveste) e poi sarà sicuro di non finire i suoi giorni in carcere, quindi non ci resta che sperare che la giustizia divina (sempre che non sia davvero l'unto dal Signore!) provveda.
E quindi, quando arriverà quel giorno, in cui andrà in pensione, che ne sarà di tutti questi baciapile, queste mignottelle prestate alla politica, questi cavalli promossi senatori?
Questo bagno di folla e la percentuale bulgara con cui il nano è stato eletto presidente, confermano che, hai voglia a chiamarlo partito, questa accozzaglia è tenuta insieme, e va avanti (a vele spiegate, purtroppo!) solo perchè (e finchè) c'è lui che arringa la folla e che dispensa "carinerie".
L'ulteriore prova è data dal fatto che, con spavalda arroganza, ha confermato che lui si candiderà alle Europee, e la cosa non ha suscitato nessuna perplessità tra gli elettori, ai quali è bastato sentire la voce del padrone che sfidava il rivale sullo stesso terreno per andare in sollucchero, ma non ha neanche provocato reazioni tra gli altri politici dello schieramento, che quindi confermano la loro inferiorità nei confronti del padrone, accettano di ammettere, urbi et orbi, che senza di lui, rischiano la figuraccia e quindi, meglio fare l'ennesima figura di merda davanti all'Europa e sostenere (come capolista!) una persona che, comunque andranno le cose, rinuncerà (DOVRA' RINUNCIARE!) a sedersi tra gli scranni del parlamento europeo.
Come dire, "...finchè dura, meglio raccogliere le briciole finchè cadono dal tavolo, prima di ritornare nell'oblio da cui proveniamo."
E si, perchè, ammesso e non concesso che trovino una figura carismatica che sappia trascinare le folle come il nano, magari Fini stesso (che passa di delfinato in delfinato), anche perchè all'orizzonte non vedo altro (Gasparri? La Russa? la Carfagna? Cicchitto?), dopodichè, ce lo vedete l'ex missino che sopporta uno che si pulisce il culo con la bandiera italiana, una che da lezioni di fisica ai premi nobel, uno che condona l'impossibile, e via dicendo?
Perciò, speriamo che ci sia ancora qualcosa da salvare, quando questo circo leverà le tende e nani, ballerine e pagliacci si toglieranno dalle palle.

venerdì 13 febbraio 2009

La vita, diritto o dovere?

Al di là delle ignobili strumentalizzazioni politiche e dell'altrettanto ignobile veleno riversato sulla famiglia Englaro, la vicenda di Eluana, più che la vicenda di Welby, ha favorito la nascita, in tutti gli strati della società, del dibattito sul testamento biologico.
La mia posizione è dettata da ragionamenti di carattere esclusivamente etico, morale, o meglio, dettati dalla mia etica, dalla mia morale, dal mio modo di vedere, considerare, la vita e la morte.
Ribadisco che, mai come in questo caso, la politica, anzi, i politicanti, abbiano voluto strumentalizzare la vicenda, spostando sul piano politico un confronto che doveva assolutamente prescindere dalle ideologie politiche.
Questa ignobile operazione, ha snaturato la discussione, grazie anche ad un sistema di informazione degno di una dittatura del 3° mondo (con tutto il rispetto), il Governo è stato presentato come il difensore della vita, l'opposizione come la paladina della morte.
Ieri sera, nella puntata di Anno Zero, se ne è avuta l'ennesima dimostrazione.
La giornalista, l'unica!, che abbia visto Eluana negli ultimi giorni della sua agonia (durata 17 anni!) è stata trattata di merda da Formigoni (con sulle labbra quel sorriso del cazzo che non gli si spegne mai!), la sua testimonianza, sempre dall'esimio statista, è stata definita "di fantasia", mentre molto più valore hanno le tesimonianze delle suore che hanno accudito Eluana per 17 anni e, soprattutto, la testimonianza della vedova di un eroe di guerra (con tanto di enfasi nel sottolineare l'eroismo del milite), che ha visto Eluana SORRIDERE!
A niente servono le spiegazioni di medici e scienziati: "non sono sorrisi, sono spasmi!", Formigoni è depositario della verità assoluta.
L'arroganza di queste persone, mi provoca il voltastomaco, non sanno di cosa parlano, eppure sentenziano, obbligano, rifiutano il confronto, i medici, gli scienziati che portano prove inoppugnabili, sono comunisti, cultori della morte, mentre loro, e solo loro, sono i paladini della vita.
La legge che vogliono approvare, anche questa a colpi di maggioranza (come una qualsiasi legge ad personam del nano), non farà altro che obbligare ogni persona a "subire" qualsiasi cura medica, nessuno di noi sarà libero di decidere fino a che punto è dignitoso vivere, loro hanno deciso che sopravvivere 50 anni attaccati ad un macchinario, significa vivere.
Alla faccia delle emozioni, delle sensazioni e di tutta una serie di diritti e doveri che, in quanto vegetali, saranno negati.
Curioso come, queste stesse persone, che la coerenza non sanno manco dove stia di casa, usino le stesse parole, la stessa enfasi, la stessa passione, per scagliarsi contro le tecnologie e la ricerca scientifica quando faccia loro comodo, e come invece la osannino quando la stessa può consentire di allungare di decenni lo stato vegetativo di un essere umano!
Eppure, a me, mai come questa volta, sembra tutto così chiaro.
Sono d'accordo sul fatto che la vita sia un bene indisponibile, ma fino a quando si può considerare
vita?
Fino a che punto vivere è un dovere, e quando diventa un diritto?
A chi tocca dire cosa, quando, è vita, e quando non lo è più?
Perchè non abbandonare ogni retaggio culturale, sociale e, soprattutto, religioso e lasciare che siano i medici ad esprimersi?
Dopodichè, perchè non lasciare ad ognuno di noi decidere se è vita essere attaccato ad una macchina e non potersi innamorare, odiare, mangiare, votare, litigare, fare una passeggiata, sorridere, ubriacarsi, drogarsi, trombare, mandare affanculo Formigoni, bere?
Io credo che anche questa volta la spunteranno loro, la loro ipocrisia e la loro ignobiltà.
Costringeranno persone più esasperate di Beppino Englaro a fuggire all'estero o commettere un gesto insensato.
Ieri sera, una delle perle di Formigoni in tv, è stata che Eluana è stata uccisa contro la sua volontà.
Pertanto, i parenti e gli amici di Eluana, che l'hanno sentita più volte esprimersi in maniera netta sull'argomento, sono tutti una massa di satanisti comunisti che non vedevano l'ora di ammazzarla!
Per evitare che possa succedere anche a me, per evitare che un Formigoni qualsiasi prenda le mie difese e accusi i miei cari di essere degli assassini, anche se loro faranno l'impossibile per darci una legge medievale in materia, lascio al mio blog il mio testamento biologico.
Se la mia vita, per un motivo qualsiasi, dovesse dipendere da un sondino che mi alimenta e mi idrata, vi prego, lasciatemi morire in pace.

martedì 23 dicembre 2008

'a capa mia nunn'è bbona!

Da un (bel) pò di tempo, ormai, evito di guardare i Tg, e evito anche programmi come Anno Zero e Ballarò.
Una volta tanto, sono d'accordo con lo psiconano, questi programmi mettono addosso ansia, paura per il futuro (ammesso e non concesso che ne avremo uno!).
Perciò, come uno struzzo, preferisco nascondere la testa nella sabbia, e aspettare che tutto passi, o che tutto mi travolga.
Ogni tanto, però, qualcosa sfugge al controllo, e mi capita sotto gli occhi un articolo di giornale, un tg, uno spezzone di Travaglio e, come da copione, vado in depressione.
Non riesco più nemmeno ad incazzarmi, tanto avvelenarmi il fegato non serve a nulla, aumenta solo l'agonia, e in più, tutto quello che sento e vedo, mi sembra non abbia nessun contatto con la realtà, sembra tutto un sogno, un bruttissimo sogno, di cui, però, non si intravede la fine.
Si sa, (e si nun lo sai, sallo!), questo governo mi fa rabbrividire, non riesco a condividere una (che sia una) cosa che fadicepensa, ma riesco a riconoscergli una certa coerenza.
Berlusconi&Co. si sono sempre battuti per gli interessi del capo e, quando restava tempo e spazio, di qualcuno vicino al capo, facendo credere che, invece, si battevano per tutti (infatti, continua ad avere un altissimo concenso).
Così, la massa è stata convinta che l'abolizione dell'ICI e il salvataggio di Alitalia fossero delle mosse strategiche, ma non hanno collegato che i miliardi persi in uqeste due operazioni inutili, sono stati sottratti alla scuola, alla ricerca e alla sanità.
Hanno varato un decreto salva banche di nonsoquanti miliardi, magari anche sacrosanta come misura (peccato che il nano abbia interessi nelle banche, però), ma i devoti di re silvio non riescono a capire il nesso tra questi miliardi, e i 600.000 posti di lavoro che si perderanno nei primi sei mesi del 2009.
Ogni giorno abbiamo notizie di famiglie che non arrivano a fine mese, e lui con quella faccia di cazzo che si ritrova, va in tv a dire che bisogna spendere, che la crisi si batte aumentando i consumi, e regala 40€ (QUARANTA!!!) ai pensionati.
L'altro giorno credo di aver visto una perla, arringava la (sua) folla, e cercava di spiegare che i milioni di dipendenti pubblici non hanno nessun motivo di temere per il loro futuro, e che quindi non c'è alcun motivo per cui modificare le abitudini di spesa.
Qualcuno di buon cuore, gli spieghi che questi milioni di persone potrebbero anche essere maritimoglifiglipadrimadri di persone che NON sono dipendenti pubblici e che potrebbero perdere il lavoro nei prossimi mesi, ovviamente tutti si sono guardati bene dal fargli notare questa piccolissima incongruenza.
Mentre il paese sta precipitando nel baratro di in una crisi devastante, lui se la prende con i magistrati e va farfugliando di priorità per il paese: la riforma della giustizia e la svolta presidenzialistica!
Ma questo è il suo mestiere, è un venditore di fumo, ha persino convinto (per l'ennesima volta) quelli della Lega che gli darà la Padania!, quindi non mi aspetto niente di più da lui e da questa massa di appecoronati ai suoi sogni&bisogni.
Ma quello che proprio non riesco a capire, è cosa stiano facendo dalle parti del PidDì!
L'ultima che ho sentito, all'indomani della sconfitta (c'erano dubbi?) in Abbruzzo, è che la colpa fosse di Di Pietro e che bisognava scaricarlo.
Gli idioti del PD hanno ricevuto manforte dai colleghi di destra: Di Pietro è brutto e cattivo, va isolato!
Ma come? L'unico che aumenta consensi, l'unico che s'è salvato dalla debacle delle politiche e ha persino incrementato alle amministrative abruzzesi, l'unico capace di infondere fiducia negli elettori, va silurato?
Walter, ma che cazzo dici?
Ho letto che in molti auspicano un netto spostamento al centro, in cerca di Casini, per sbolognare Di Pietro. Ma dico, non vi è bastato Villari? Siete ancora convinti che questi democristiani impenitenti siano degni di un briciolo di fiducia?
Oh, svegliatevi, tiratevi su le maniche, leggetevi qualche discorso di Berlinguer, fatevi un bell'esamone di coscienza e, se propio non riuscite fare di meglio, ANDATEVENE AFFANCULO, che un Berlusconi già ce l'abbiamo, e c'avanza pure, non ci serve una copia sbiadita.
Ma, forse, sono io che non capisco, forse è proprio vero che 'a capa mia unn'è bbona!

giovedì 20 novembre 2008

Creduloni!


...ma davvero Veltroni e il PD credevano che un democristiano, una volta annusato l'odore di una poltrona, avrebbe mollato la presa così facilmente?
Ma perfavore!

venerdì 7 novembre 2008

Obama, analisi di un'euforia (quasi) collettiva

Alla fine, ha vinto veramente lui.
In barba all'effetto Bradley, e anche all'effetto Dinkins, Barack Hussein Obama ha stravinto le presidenziali USA, confermando, quasi in pieno, i sondaggi della vigilia.
E così, per la prima volta nella storia statunitense, un uomo di colore sarà Presidente, l'uomo più potente al mondo.
Con buona pace del nano di Arcore, che vedrà surclassato il suo successo elettorale, questa sarà la notizia dell'anno, ma forse anche della storia, vista l'importanza di questa elezione.
Una volta tanto, i politici italiani non sono saliti sul in corsa carro del vincitore.
Uòlter conosce e sponsorizza Obama da diverso tempo ormai e (quasi) tutta la sinistra italiana ha sempre fatto il tifo per lui, anche durante le primarie, quindi una volta tanto, hanno avuto ragione sin dall'inizio, ma da qui ad esultare come se a vincere fossero stati loro, da qui a far finta di dimenticare la disastrosa campagna elettorale italiana e le sberle prese dal centro (?)-destra alle elezioni, ce ne corre, e parecchio pure!
Ieri ho sentito una meravigliosa battuta, che più o meno recitava "ok, abbiamo vinto in Ohio, ora riprendiamoci l'Abruzzo!"
Tanto entusiasmo non è giusificato e, soprattutto stride con la politica di Obama e con il suo modus operandi.
Se Obama fosse stato un politico italiano, il buon Veltroni lo avrebbe scaricato da tempo; facendo le debite proporzioni, in Italia Obama sarebbe un estremista di sinistra, siederebbe tra Vendola e Ferrero, non certo tra la Binetti e Colaninno.
Obama ha delle idee, e non ha pura di esporle, con forza e coraggio.
Obama ha vinto perchè ha dato voce a tutte quelle persone che non si sentono rappresentate da questa politica.
I democratici italiani, invece, hanno fatto di tutto per non prendere posizione su niente, per evitare di perdere questo o quel consenso, e invece della politica del "we can", hanno portato avanti la politica del "ma anche".
Dall'altra parte, invece, il nano, le ballerine e i clowns, hanno preso per il culo milioni di persone, cavalcando proprio le indecisioni e le divisioni che regnavano a sinistra, facendosi riconsegnare il paese, in modo da terminare il lavoro di disfacimento interrotto un paio d'anni fa.
C'è da dire, comunque, che, tranne qualche voce isolata, anche nel centro-destra si sono comportati con coerenza.
In scia con le illuminate e profetiche dichiarazioni di tempo fa del nostro Presidente della Camera, che sosteneva che gli USA non erano pronti per un Presidente di colore, e in sintonia con il lega-pensiero, che ama soprannominare le persone di colore "bingo-bongo", in pochi minuti questi geniacci dell'italica destra sono riusciti a farci fare due figure di merda di bibliche proporzioni.
Il puntualissimo Gasparri non ha perso tempo e, in diretta radiofonica, ha farneticato su un oscuro passato di Obama e su una presunta felicità di Al Qaeda per il risultato elettorale.
Non s'è fatta attendere la replica di Re Silvio (che al contrario di Re Mida, trasforma in merda tutto quello che tocca), dalla Russia ha sfoggiato il suo famosissimo sense of houmor definendo Obama un giovane abbronzato.
Non potendo, come al suo solito, smentire se stesso o sostenere di aver voluto dire altro (il meraviglioso mondo di Frà Inteso!), ha dato dell'imbecille a tutti quelli che hanno criticato le sue "carinerie" nei confronti di Obama, elargendo lauree da coglione (aridaje! e sò ddue!) a tutti.
Peccato per lui che, almeno questa volta, non sono stati i soliti Travaglio, Grillo e Di Pietro a dargli addosso, ma la gaffe ha fatto, in pochi minuti, il giro del mondo suscitando l'imbarazzo di tutti gli italiani, tanto da ingolfare il sito del nytimes.
Obama ha scelto, invece, l'arma migliore, l'unica in grado di distruggero questo dannosissimo personaggio: lo ha ignorato!
Ho molto apprezzato, in merito, il commento di Michele Serra: è soltanto uno sciocco!
E poi, e poi ci siamo noi, comuni mortali di sinistra, che abbiamo sempre guardato con sospetto oltre oceano ma che nutriamo nei confronti degli USA un grande senso di riconoscenza per averci liberato dal nazifascismo (anche se ci piacerebbe affrancarci da quel senso di debito infinito!), che abbiamo subito 8 anni di Bush e che adesso ci riscopriamo, di colpo, statunitensi, folgorati da questo "giovane abbronzato" che incarna tutto ciò che a noi manca.
Guardiamo Obama, che dal palco ringrazia i gay, e poi dobbiamo confrontarci con la Binetti; sentiamo Obama che dice che solo l'istruzione salva dalla povertà, e poi ci appare la Gelmini (qui niente link, basta la parola!); leggiamo che Obama, figlio di immigrati Kenyani, è Presidente degli USA, mentre da noi c'è chi gli immigrati vorrebbe sterilizzarli!
Il mio, il nostro, entusiasmo per l'elezione di Obama è frutto di una enorme invidia.
Perchè noi un Obama non ce l'abbiamo, e, cò 'sti chiari di luna, non ce l'avremo manco a breve (...se Andreotti e Cossiga sono ancora là!), ma l'invidia si tramuta in rabbia quando scopriamo che non ci potremo accontentare manco di un McCain, che preso atto della sconfitta, non ha gridato ai brogli, non ha scaricato una vagonata di merda su Obama, non ha paventato un'invasione comunista o un pericolo musulmano, ha invece sottolineato la portata storica dell'evento, ha fatto i complimenti all'avversario e gli ha offerto sostegno e aiuto per guidare il paese fuori dalla crisi.
Nel frattempo, da noi, il bagaglino continuava ad offrire il suo penoso spettacolo.

mercoledì 5 novembre 2008

mercoledì 10 settembre 2008

Meravigliandosi del mondo

Io non credo che se la Chiesa, anzi no, il Papa, si schiera in maniera violenta contro la possibilità che ogni individuo decida come vivere la sua vita e la sua sessualità, che si tratti di decidere di non mettere alla luce un figlio, o di amare un essere umano dello stesso sesso o, ancora, di amare talmente tanto una figlia, da non volere che soffra fino a consumarsi, questo atteggiamento porti a comportamenti altrattanto violenti da parte della massa.
Io non credo che un partito di destra al governo sia l'anticamera di un ritorno al fascismo, anche se un Presidente del Consiglio vota il suo cuore ad un neonato partito di estrema destra, infarcito di nostalgici del fascismo e neanche se, sempre lo stesso Presidente del Consiglio candida nel suo partito uno che il suo essere fascista non l'ha mai nascosto.
Io non credo che se un ex fascista diventa sindaco di Roma, e un altro Ministro della Difesa, questo rappresenti un pericolo per la democrazia, neanche quando questi personaggi pubblici, pubblicamente, minimizzano le colpe e i danni del fascismo.
Io non credo che sia chi governa a decidere che se duecento vandali scorazzano per Roma, mettendola sotto assedio, saccheggiandola e distruggendo tutto ciò che gli si para davanti, sono una minoranza, mentre qualche decina di idioti teste di cazzo vestiti di nero siano l'emblema di un intero movimento pacifista e antiglobalizzazione.
Io non credo che la violenza verbale nei confronti dei "diversi" di molti esponenti della maggioranza che ci governa, sia strettamente collegata alla violenza fisica che, invece, imperversa nelle nostre città.
Io no, non ci voglio credere.
Però, non mi meraviglio poi tanto se i medici si appellano all'obiezione di coscienza e non prescrivono pillole anticoncezionali, spingono le donne ad abortire clandestinamente o a portare avanti gravidanze non volute e se tutti si sentono in dovere di pontificare su scelte già di per se difficilissime.
Non mi meraviglio poi tanto se un manipolo di ragazzini si sente in dovere di malmenare una coppia gay, se una manica di fieri, audaci e coraggiosi combattenti si presenta ad un concerto armato di mazze, spranghe e catene per picchiare i comunisti.
Non mi meraviglio poi tanto se la polizia entra in una scuola che ospita centinaia di giovani no global e massacra chiunque gli capiti a tiro, e invece concede una gita turistica di Roma in pullman a centinaia di teppisti.
No, non mi meraviglio affatto, però mi fa male entrare in un negozio nel centro di Roma, incrociare sull' ingresso due turisti che si lasciano dietro una scia puzzolente di sudore e sentire poi una sconsolata commessa di colore (con accento marcatamente romano) dire "...passame er deodorante, che sennò poi dicono che sò io che puzzo...".

mercoledì 9 luglio 2008

Barbecue

Sarà'sto caldo, sarà che se manco una settimana al lavoro, ce ne vogliono 3 per recuperare, sarà 'sto maledetto buco 'naazzoto, sarà quel che sarà (stato) ma proprio non sono riuscito a scrivere.
E dire che di carne da mettere al fuoco ne avevo.

Per incominciare, un bellissimo concerto sabato sera, Meg alla Festa de l'Unità...ops, chiedo scusa, alla Festa dell'unità, hai visto mai che 'sti patetici pieddini si dovessero risentire per averli associati a quei mangiabambini di comunisti (vaffanculo! pacatamente e serenamente, ma vaffanculo!).
Il genere verso cui sta andando Meg non è uno dei miei preferiti (ormai la chiamano la Bjork de noantri), ma il concerto sabato è stato molto bello, lei ha una fortissima presenza scenica e, comunque, ha messo su uno spettacolo molto ben fatto, con ballerine e tanto di prestigiatore (niente nani, pare che Ueltroni si sia opposto, pacatamente, serenamente, ma altrettanto fermamente, perchè non voleva demonizzare l'avversario).
Ha una bella voce, è simpatica, disponibile e carina (che non guasta mai, o quasi) e, comunque, è legata ad una parte della mia vita (quande era la voce femminile dei 99Posse) che ricordo con piacere.
E poi, il concerto costava 5€uri, cosa da non sottovalutare, e infatti c'era un fottìo di gente, e anche un sacco di canne (questo retaggio, però, i pieddini non lo vogliono perdere, eh?).

Sabato, a Roma, sono iniziati i saldi.
Non che avessimo soldi da spendere, ma anche per buttare un occhio al nuovo, ennesimo, più grande centro commerciale d'Europa, ci siamo buttati nelle danze.
Inutile dire che abbiamo comprato ben poco (qualche jeans a 25€uri), aspettiamo i saldi dei saldi. Ho notato, però, che le vere e proprie "code" ai negozi, erano solo davanti alle insegne delle grandi griffe, quasi come quelle che, quotidianamente, vedo alla mensa vicino il mio ufficio.

Lunedi, concertone di Daniele all'Auditorium.
Su Daniele, e sui suoi concerti, ho finito ormai le parole (del resto, sarà stato il 1000simo concerto), e rischierei di essere ancora più retorico di quanto già non lo sia di mio.
Ma ogni volta è un'emozione e una sensazione diversa.
Lunedi, poi, era la prima volta all'auditorium, quindi tutto un altro sapore.
Ah, finalmente è riuscito a duettare, dal vivo, con il Bove: guest star, Franco!
Bello, Bello, Bello!




Ieri pomeriggio, tardo pomeriggio, ho fatto un salto a Piazza Navona.
Sono preoccupato.
Mi trovo d'accordo con molte delle cose che dice Di Pietro (perchè a me piace notare ciò che mi unisce agli altri, non ciò che mi divide da loro), e a giudicare dalle bandiere rosse in piazza ieri, sono molti a pensarla come me (ce lo volete dare un leader serio, credibile e carismatico, perfavore?).
Ma Veltroni, invece, s'indigna.
S'indigna perchè una manifestazione contro Berlusconi, diventa una manifestazione contro il PD.
S'indigna perchè Grillo fa notare che è vergognoso che Napolitano appoggi il lodo.
S'indigna perchè a lui piace manifestare in autunno, non sotto il solo cocente di luglio.
E se, invece, provasse a dire qualcosa di sinistra e provasse a fare opposizione, magari anche serena e pacata, ma pur sempre opposizione?
Non ho molto apprezzato l'intervento della Guzzanti.
Per i modi e i termini (non che io sia un moralista bacchettone, eh!), la reputo più intelligente di quanto ha dimostrato ieri, sparando a raffica contro tutti e tutto, sperando di colpire un qualche bersaglio.
Che poi avesse ragione sul fatto che sia uno sfregio che (anzi, se) la Carfagna è ministro per un (o più) pompino, su questo non ci piove.

Ieri sera, infine, grande attesa per l'evento: Pino Daniele Live, in diretta da Napoli, su Rai Uno.
M'ero preparato psicologicamente, m'avevano pure fatto commuovere all'inizio, con l'omaggio a Massimo Troisi, ma sono bastati pochi minuti per farmi stramaledire la Rai, la Carlucci, la Prestigiacomo e, ovviamente, Berlusconi (oltre a Bassolino e la Iervolino).
La diretta era solo un subdolo mezzuccio per sponsorizzare una fantomatica "rinascita" di Napoli.
E così interruzioni ogni 2x3, pezzi tagliati, pubblicità lunghissime, interviste a personaggi improbabili e il ministerodellambiente che aleggiava su tutto e tutti.
Che schifo!
M'hanno rovinato la serata.
Unica soddisfazione (non da poco) la crisi di rigetto di Piazza Plebiscito nei confronti del reuccio giggidalessio.