giovedì 25 marzo 2010
martedì 2 marzo 2010
Le regole.
Una di metodo, e una di merito (sperando si dica così!).
La prima, è che tutto quello che sto per scrivere, automaticamente, decadrà nel caso in cui venisse accertato che è stato commesso un reato, e che cioè sia stato realmente impedito fisicamente, come sostengono alcuni, al rappresentante del PdL di consegnare le liste, e non, come sostengono altri (tra cui il diretto interessato), che lo stesso si sia attardato ad addentare un panino, si presume, con la porchetta.
La seconda premessa, è una richiesta di fiducia. Nei miei confronti. Se questa cosa fosse successa 'dalle mie parti', il mio pensiero non sarebbe cambiato di una virgola (tanto più che, se la lista Pannella-Bonino in Lombardia, ha effettivamente consegnato del materiale incompleto, credo sia giusto che resti fuori!).
Fatte le premesse, d'obbligo, posso procedere.
All'indomani (o forse il giorno stesso?) del rigetto da parte della Corte d'Appello del ricorso presentato dal PdL, Roma è stata tappezzata da manifesti. Due, per la precisione. In uno veniamo avvisati la che non vogliono farci votare, e nell'altro che vogliono cancellare la democrazia. In entrambi, veniamo inviati, personalmente, singolarmente, a farci sentire.
Incisivi, non c'è che dire. Di impatto, indubbiamente.
Ma, come tutti i manifesti politici, hanno il difetto di rivolgersi solo la pancia dell'elettore, e non al suo cervello (ammesso che l'elettore medio ne abbia ancora uno!).
Innanzitutto, CHI, non vuole farmi votare, e CHI, vuole cancellare la democrazia?
Sono la stessa persona, o due diverse persone?
Un pò come le catene di Sant'Antonio su Internet: si parte da presupposti vaghi, solo per scatenare una reazione.
Ovviamente, la pancia dell'elettore di centro destra, a seconda della propria moderazione, individuerà questo fantomatico despota, di volta in volta, nei comunisti, in Di Pietro, nei magistrati talebani, nella Bonino, nel Presidente della Repubblica, o, perchè no?, in Santoro&Travaglio!
Tutto questo non fa altro che alimentare, ancora di più, e come se ce ne fosse bisogno, il clima di odio che pervade la politica italiana da 16 anni a questa parte.
Ma davvero la democrazia verrà cancellata, se davvero la lista del PdL non verrà ammessa alla tornata elettorale?
La democrazia, l'essenza fondamentale della Democrazia, non è il rispetto delle regole? Quel circolo virtuoso grazie al quale i diritti di ognuno, finiscono dove iniziano i diritti dell'altro? Quel sistema in cui diritti e doveri si alternano, si confondono?
Bene, e allora se 'le regole' prevedono che per presentare una lista, ci sia bisogno di un tot di firme da consegnare in un determinato posto, alla determinata ora, ad un determinato funzionario, e se la mia lista, per motivi (RIPETO!) che non sono conseguenza di un illecito commesso da altri, non rispetta una, o tutte, le regole di cui sopra, perchè dovrei lamentare una mancanza di democrazia?
Le regole le sapevo sin dall'inizio, non mi sono state cambiate in corsa.
Bastava rispettarle, e la democrazia avrebbe funzionato benissimo, non avrebbe rischiato di morire.
A fare da cornice ai manifesti, ci sono le dichiarazioni dei politici.
E devo dire la verità, a parte i proclami battaglieri che, immagino, facciano nei comizi e negli incontri con i propri sostenitori, le dichiarazioni pubbliche, fanno trapelare un certo imbarazzo, più che astio, rabbia nei confronti delle proprie mancanze, piuttosto che fango da buttare addosso al 'nemico'.
Anche se la loro strategia di difesa, sempre secondo il mio modesto parere, si basa, anche questa, su una 'falsità strumentale'.
Sostengono, infatti, che non sarebbe 'giusto' che il partito più importante, quello che parte accreditato di più consensi, venga escluso.
Sarebbe un crimine, sostengono, nei confronti dell'elettorato del PdL.
Sarò stupido (o magari semplicemente comunista), ma non riesco a vedere il nesso.
Un pò come se da domani, all'Inter, in virtù della conclamata superiorità rispetto alle altre squadre, fosse concesso di non rispettare le regole, magari consentendole di arrivare in campo 5 minuti prima degli avversari, e cominciare a giocare da soli.
O come se la Nutella, siccome è senza dubbio la più buona in assoluto, venisse venduta anche alla posta, o in banca, in barba alle regole della concorrenza.
O come se Vasco Rossi, siccome è il rocker italiano per antonomasia, impedisse a chiunque di fare concerti il giorno in cui si esibisce lui.
O come se Berlusconi, siccome è il politico più amato, si facesse le leggi su misura.
Sarebbe assurdo!
http://marcomedaglia.blogspot.com/2010/03/le-regole.html
venerdì 26 febbraio 2010
C.V.D.!
Ero stato facile profeta, proprio ieri, quando i media hanno diffuso la notizia della prescrizione dell'avv. Mills.
Ero sicuro che i paladini della libertà ne avrebbero approfittato per fare la solita disinformazione.
Del resto, sono abilissimi nell'usare le loro armi di distrazione di massa, chè se così non fosse, questa banda di nani, clown e ballerine sarebbe a casa (o magari in galera!) già da un pezzo.
Ma non è così, Silvio è vivo, più che mai, e lotta insieme a noi!
Il titolone di oggi di Libero è l'esempio più rappresentativo dell'uso distorto e strumentale di una notizia, è la più classica delle rappresentazioni della 'scomparsa dei fatti'.
E si, perchè il vero fatto è che Mills, l'avvocato corrotto per fornire una falsa testimonanza, è stato riconosciuto sicuramente COLPEVOLE del reato ascrittogli, ma, essendo trascorsi i termini, il reato si è prescritto.
Berlusconi, in questo processo, bontà sua, non c'entra nulla, in quanto la sua posizione, grazie agli effetti temporanei del Lodo Alfano, era stata stralciata.
Questo cosa significa?
Significa che Berlusconi NON E' STATO (ancora) ASSOLTO, anzi, questa sentenza, che ha verificato l'esistenza del reato, rischia di essere una vera disgrazia per Berlusconi, perchè per lui la prescrizione è, al momento, sospesa, quindi, se non dovesse riuscire a trovare l'escamotage per evitare il processo, correrà il rischio di finire condannato, altro che assolto.
Ma nel frattempo, i giornalai di Libero, hanno fatto il loro titolone, peggiorando le cose nel sommario, dove vaticinano che le accuse (che poi, la l'istituto della prescrizione a Berlusconi riguarda i reati, mica le accuse!) sarnno prescritte.
Magari all'interno del giornale, nei vari articoli, anche se con modi soft, il concetto sarà spiegato meglio (giusto per evitare che qualcuno li denunci), ne sono (quasi) certo, ma, si sa, gli articoli di Libero non li leggono neanche i correttori di bozze, chè tanto l'importante è il titolone che finisce nelle rassegne stampa, da dare in pasto a chi forma la sua coscienza politica, sociale solo gaurdando la tv, e non cercando di approfondire e capire.
Tanto non serve. A loro.
Ha da passà a nuttata!...speriamo presto!
PS: ma se un giorno riuscissero davvero a far chiudere Anno Zero, il venerdi, Libero, cosa titolerà? Sarà mica costretto a pagare un giornalista vero, per scrivere un articolo vero, con un titolo vero?...mah!
http://marcomedaglia.blogspot.com/2010/02/cvd.html
martedì 19 gennaio 2010
La memoria corta.
Più ancora dell'Etna, della siccità e del traffico!
Un male che è insito nei cromosomi italiani, dai tempi dei tempi.
Noi italiani, abbiamo la memoria corta. Troppo corta.
Bastano un paio di generazioni, se non un paio di anni, e tutto passa nel dimenticatoio.
Abbiamo già scordato le umiliazioni che hanno dovuto subire i nostri nonni, emigrati in America, o in Francia, o in Germania.
Vivevano nelle stesse identiche condizioni in cui noi, oggi, riduciamo gli immigrati.
Tra di loro c'erano onesti lavoratori, forse la maggior parte di loro, ma c'erano anche criminali spaventosi.
Venivamo sfruttati e mal pagati ma oggi non riusciamo a rivederci negli occhi degli schiavi del XXI secolo.
La mafia, negli USA, l'abbiamo portata noi, non è nata spontaneamente.
E' bastato che calasse il sipario sulla II Guerra Mondiale, che già era sceso l'oblio sulle vigliaccherie del fascismo e le atrocità del nazismo.
Il comignolo di Auschwitz era ancora caldo, che già erano nati i neo antisemiti.
Bossi doveva ancora finire di pulisri il culo col tricolore, che già lo aspettavano per il giuramento da Ministro delle Riforme!
Ci stavamo ancora domandando perchè mai D'Alema avesse fatto fuori Prodi, che già gli chiedevamo consigli su dove dovesse andare il PD.
Stavamo ancora festeggiando la fine del latrocinio della II Repubblica, che già i protagonisti di ieri erano diventato fari della politica di oggi.
Ma la memoria è importante. Fondamentale. Serve per non incappare negli errori già fatti. La memoria di ciò che è stato, ci aiuta a capire come può andare. La memoria di ieri, ci fa capire che il domani non è ancora scritto, e che possiamo modificarlo, prima ancora che avvenga.
Perciò è importante ricordarsi, ricordare alle nuove generazioni, che Craxi era l'emblema (di certo non l'unico!) di una classe politca corrotta e senza scrupoli.
Perciò bisogna pesare le parole, prima di pronunciarle.
Perchè Craxi non è morto in esilio, ma è morto da codardo, da vigliacco.
Craxi non è stato esiliato, Craxi s'è dato latitante!
Craxi non è un politico da ammirare, ma un esempio da additare per spiegare ai politici di domani come 'non' ci si deve comportare.
Perciò le parole del Presidente Napolitano mi hanno fatto male, perciò la commeorazione di oggi, al Senato, la trovo assolutamente fuoriluogo.
Perchè Craxi, nel decennale della morte, non va ricordato come uno statista, ma come quel ladro farabutto e vigliacco che era.
Perchè Craxi, nel giorno dell'anniversario della sua morte, va ricordato così...
http://marcomedaglia.blogspot.com/2010/01/la-memoria-corta.html
giovedì 3 dicembre 2009
Linea d'ombra
"L'uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di... qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo... magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento... siccome è eletto dal popolo..."
"Ma io gliel'ho detto... confonde la leadership con la monarchia assoluta..."
La Costituzione dice: "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." (art. 1)
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge." (art. 3)
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione." (art. 21)
"Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge . Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge." (art. 25)
"I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti." (art. 28)
"Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi." (art. 54)
"Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato." (art. 67)
"Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale." (art. 87)
"Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere." (art. 94)
"Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei Ministri. La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei Ministeri." (art. 95)
"Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria." (art. 96)
"La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge." (art. 101)
"Il Consiglio di Stato
La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge." (art. 103)
"Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale." (art. 112)
"La Corte costituzionale giudica le controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge." (art. 134)
Io, a questo punto, mi domando, quale sarà mai la linea del Pdl??
http://marcomedaglia.blogspot.com/2009/12/linea-dombra.html
sabato 28 novembre 2009
Cosa nostra
Non ho mai fatto mistero del fatto che, secondo me, questo Presidente del Consiglio, questo Consiglio dei Ministri, questo Parlamento, sono il peggio che ci sia mai capitato negli ultimi 150 anni.
E tutt'e tre insieme, per giunta!
Certo, poteva andarci pure peggio, basta guardasi in giro, potevamo nascere iraniani, o nordcoreani, per citare i primi due esempi che mi vengono in mente.
Ma è pur vero che questa classe politica/dirigente è sorprendentemente capace di peggiorare.
Giorno dopo giorno.
Fatta questa, dovuta, premessa, va da sé che tutto (o quasi) quello che questo governo ha fatto in questi anni, e continua a fare quotidianamente, con chirugica precisione, mi fa girare le balle come manco Inzaghi quando giocava nella Juve!
Dalle decine (pare siano 18!) di leggi ad personam, anzi no, ad berlusconam, alla deriva razzista della lega, dagli scandali sessuali, alla privatizzazione dell'acqua, dai tagli indiscriminati a tutto, tranne che ai privilegi della casta, ai miliardi buttati nell'Alitalia, e via discorrendo.
Tutte cose che mi meraviglia come non abbiano spinto per primi gli elettori di destra a ribellarsi!
In tutti i modi, mi si potrebbe contestare che la mia è una posizione ideologizzata e politicizzata.
Sacrosanto (e per fotuna, aggiungo io!).
Mi si potrebbe, ancor più a ragione, obiettare che non ho la competenza per contestare i dati e confutare le tesi di questo Governo.
E anche qui, non posso che lasciare uno spiraglio.
Prevenendo da un territorio (e da un paese!) ad alto tasso mafioso, pur essendomi tenuto sempre alla larga da alcuni ambienti e pur avendo cercato di tenere le distanze da alcuni personaggi (cosa pressochè impossibile, in un paese di 10mila anime!), so cosa significa vivere a stretto contatto con la criminalità, condividere un paese con i mafiosi, rassegnarsi alla paura.
Non accetto, perciò, che mi si diano lezioni su come comportarsi con la mafia.
Non posso tollerare che un Presidente del Consiglio sostenga che chi scrive di mafia, rende un cattivo servizio all'Italia, e alla sua immagine nel Mondo.
Non riesco a credere che, di colpo, tutti i magistrati sono impazziti o sono diventati comunisti (che poi è la stessa cosa, visti i tempi!) e che quindi vedano la mafia dove non c'è.
Tutto ciò, contemporaneamente, non è possibile.
Ma ancora più sorprendente è che, pur di fare cassa (almeno così dicono!), questo Governo abbia deciso di rimettere sul mercato i beni confiscati alla Mafia!
Proprio per esperienza personale so che nessun semplice cittadino si sognerebbe mai di acquistare una casa, un terreno, persino una macchina sequestrata ad un mafioso.
Perchè il semplice cittadino sa benissimo che, prima o poi, qualcuno verrà a riprenderselo, quel bene.
Con le buone, nella previsione più ottimistica. Con le cattive, nella previsione più realistica.
E il semplice cittadino sa ancora meglio che, in quel momento, sarà solo.
Non ci sarà nessuno che potrà prendere le sue difese.
Perciò il bene sequestrato, se rimesso sul mercato, sarà sicuramente riacquistato dalla mafia!
Sarà che sono un inguaribile comunista mangiabambiniincendiachiese.
Sarà tutto quello che volete, ma mi sorge un dubbio tale da far impallidire Amleto.
La decisione di rivendere i beni sequestrati è stata presa da gente che non conosce assolutamente il terreno sul quale si sta muovendo e che quindi non sa quello che sta facendo, o da gente che, al contrario, sa benissimo cosa sta facendo e che quindi punta proprio a far riacquistare i beni a determinate persone.
Delle due, una.
E, sinceramente, non so proprio quale sia la peggiore!
martedì 10 novembre 2009
Innocenti presuntuosi
Questa volta non si parla di esponenti locali, ma di un sottosegretario (all'Economia, per giunta!), Nicola Cosentino, che, stando a quanto dicono diversi (6) pentiti, sarebbe (stato?) il referente politico istituzionale del clan dei Casalesi.
Non ci piove.
Certo, qualcosa sotto ci deve essere, visto che da molto si "chiacchiera" di questo politico, la cui cognata è sorella del boss Peppe 'o padrin, e che, prima ancora di entrare in Parlamento era già stato "segnalato" da Peter Gomez in un articolo su L'Espresso e del quale Saviano parla già da tempo (tra l'altro, Saviano si chiede come sia possibile che Casal di Principe, paese di 20mila abitanti, esprima 3 parlamentari!).
Tutte "presunzioni", ovviamente, nulla di (ancora) provato e solo chi, come me, viene da una realtà di un piccolo paese con un alto tasso di criminalità, sa come sia facile trovare parentele scomode o, magari, come sia possibile farsi fotografare con persone poco raccomandabili ad un matrimonio.
Ma è pur vero che, solo chi vive o ha vissuto realtà del genere, sa che, di contro, è molto facile anche trovarle, le parentele e le affinità scomode.
Detto questo, mi ripeto, Cosentino, fino a prova contraria, resta innocente, e immagino che avrà più fortuna di qualcuno e, qualora venisse effettivamente arrestato, non subirà alcun pestaggio ma, magari, sarà gentilmente pregato di accomodarsi in una delle sue ville.
Ma questa è (purtroppo) un'altra storia (tutta italiana).
In comune con tutti gli altri indiziati di reato, Coesntino però, avrà il desolante spettacolo dei molti amici che si allontanano, o si dissociano, per prudenza, codardia o opportunismo.
Molti. Ma non tutti.
La levata di scudi interna al PdL, infatti, è stata importante.
Probabilmente dovuta al fatto che Cosentino era il prescelto di Papi alla guida della Regione Campania, e quindi il dietro front non può essere immediato nè circondato dal silenzio: farebbe troppo rumore.
E così, si immolano i soliti noti.
Per Ghedini, le accuse sono incredibili ed inconsistenti, Cosentino è uomo di passione e onesto e, colpendo lui, come al solito, si vuole colpire il Santo Papi, impedendo ad un uomo virtuoso di guidare la Regione Campania.
Per Capezzone stiamo assistendo all'ennesima puntata della trama ordita dalla magistratura rossa, che lotta per far tornare i comunisti al potere (che poi, a capezzò, se sei davvero convinto che sia così, ti devi parare il culo e aprire la strada per un ritorno da questa parte, sennò che dovrai fare "dopo"? Mica vorrai andare a lavorare?!).
Ma la vera perla l'ha partorita Rotondi.
Nel manifestare la sua cristiana vicinanza (evidentemente l'On. conosce le tradizioni delle altre religioni, e sa che ci sono modi diversi di manifestare vicinanza, a seconda del Dio che si prega), ha avvicinato la vicende dell'onorabilie sottosegretario, a quella dell'ancora più onorabile Andreotti, dicendosi sicuro che anche in questo caso la vicenda si cocluderà nel modo più soddisfacente per la giustizia.
Strano, visto che, nel caso Andreotti, la sentenza di appello sancì che il Divo Giulio, fino al 1980, aveva commesso il reato di partecipazione in associazione per delinquere ma che, per una manciata di mesi, il reato fu prescritto!
A questo punto, i dubbi sull'effettiva colpevolezza dell'On. Cosentino, aumentato.
E si, perchè se un personaggio così di punta della maggioranza, come Ghedini, si schiera così clamorosamente dalla sua parte, o è estremamente certo della sua innocenza, tanto da rischiare la faccia (...che poi, per quel che rischia...), oppure è proprio fesso.
Delle due, una.
http://marcomedaglia.blogspot.com/2009/11/innocenti-presuntuosi.html
domenica 8 novembre 2009
Il crocifisso non si tocca! Tutt'al più lo si bestemmia.
lunedì 26 ottobre 2009
Un paese normale
Mi sembra perfino sciocco precisare che se la prostituzione non è volontaria, ma imposta, (con o senza violenza fisica), se a prostituirsi (in questo caso a prescindere dalla volontarietà) non sono adulti consenzienti, insomma in qualsiasi caso in cui ci sia un reato che accompagna la professione più antica del mondo, il mio castello di normalità, crolla.
Le abitudini sessuali di ogni persona, con i distinguo di cui sopra, attengono alla sfera privata, un pò come le abitudini alimentari, di ogni singola persona.
In un paese normale, nel mio ideale di paese normale, le singole persone vengono considerate non in base a dove, come e con chi fanno sesso, ma piuttosto per la loro capacità di essere coerenti e, soprattutto (= conseguentemente), sinceri. Sempre, e comunque. Senza se, senza ma.
Insomma, la mia ricetta per un paese normale dovrebbe seguire due semplici regole, di quelle che si imparano all'asilo, al più tardi alla scuola elementare.
I diritti di ognuno, finiscono dove iniziano quelli dell'altro.
Le bugie, non vanno mai dette.
Queste due semplici regole, dovrebbero valere per tutti. A maggior ragione per chi ricopre, all'interno della società, ruoli che possono influenzare altre persone, come i "personaggi famosi" che impazzano nei media.
Ancora di più per chi, proprio per il ruolo che ricopre, oltre ad essere "famoso", ha anche l'onere e l'onore di amministrare la cosa pubblica.
Nel mio ideale paese "normale", puoi essere Presidente del Consiglio e andare a puttane, puoi essere Governatore di una Regione e andare a trans, la cosa non mi interessa.
Nel mio paese "normale", però, quando ti presenti agli elettori, quando presenti il tuo programma agli elettori, sarebbe bello che dicessi: "Abbasserò le tasse, ma non chiedetemi di punire la prostituzione, perchè a me piace andare a puttane"o anche, "Miglioreremo la sanità pubblica, ma mi batterò per dare dignità e pari diritti agli omosessuali, perchè lo sono anche io".
Nel mio paese "normale", non tutti possono avere il coraggio di Nichi Vendola, ma tutti dovrebbero essere responsabili delle proprie azioni, e se non disdegnano di andare fuori dai binari in privato, non demonizzano, in pubblico, gli altri che lo fanno.
Nel mio paese "normale", se la coerenza non la si può chiedere a tutti, si può pretendere che, una volta beccati con le mani nel sacco, quel sacco lo si vuoti, tutto, subito, e non si raccontino balle.
Nel mio paese "normale", si reagisce, tutti, allo stesso modo quando si ripetono episodi simili, se non identici. Ci si indigna sempre con lo stesso furore, quando c'è da indignarsi.
Nel mio paese "normale", se a dire balle è Berlusconi e Gasparri sostiene che non c'è alcun motivo per cui si dimetta, quando a raccontare balle sarà Marrazzo, Gasparri dovrà avere il coraggio (la spudoratezza!) di difenderlo con la stessa passione.
Nel mio paese "normale", un amministratore della cosa pubblica, non deve essere in nessun modo ricattabile, da nessuno, e per nessun motivo.
Nel mio paese "normale", Marrazzo e Berlusconi, che hanno raccontato balle con la stessa, identica, mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini italiani, devono chiedere scusa, e farsi da parte.
http://marcomedaglia.blogspot.com/2009/10/un-paese-normale.html
venerdì 22 maggio 2009
Facciamoci sentire!
venerdì 10 aprile 2009
Il Terremoto (reprise).
Come è successo in Belice, in Friuli, in Irpinia, dove ancora la gente vive nei prefabbricati!
Succederà anche per L'Aquila, succederà qualcos'altro che sposterà altrove l'attenzione dei media e l'interesse dei politici.
Mi piacerebbe, però, che restassero impressi, nella mente di ognuno di noi, due grandi attori di questa tragedia: i media e la politica.
I primi, enfatizzando l'ultimo trend che vuole la tv generalista in gara con quella tematica (RaiSet vs. Sky), hanno sguazzato come pesci nel dramma vissuto dalla povera gente abruzzese.
In questi giorni ho visto tg vantarsi dello share ottenuto con le edizioni speciali sul terremoto; giornalisti (!) annunciare il cartello con l'aggiornamento dei morti "...dopo la pubblicità.."; mezzi busti ostacolare i mezzi di soccorso per poter riprendere il minimo particolare; coglioni microfono-muniti bussare ai finistrini delle macchine, di notte, per chiedere agli sfollati cosa stessero facendo!
E' andata in onda la fiera dell'idiozia, dell'ipocrisia, dello sciacallaggio mediatico.
Ma i media vivono appoggiandosi l'un laltro, piuttosto che fagocitandosi a vicenda, la guerra che si fanno l'un l'altro è finta, virtuale, perciò si coprono a vicenda, e su nessun giornale qualcuno a chiesto la testa del direttore del TgUno per l'indegno spettacolo proposto, per fortuna c'è Internet, che nasconderà parecchia merda al suo interno, ma sa essere un grandissimo strumento di informazione, libera.
La seconda, la politca, intesa come tutta la filiera amministrativa, non solo "i" politici, non solo il governo, o l'opposizione, o gli amministratori locali.
Tutta la politica, o meglio, il modo italiano di fare, di essere, politica.
Ovviamente abbiamo assistito alla sfilata di tutti i ministri, troupe televisive al seguito; abbiamo visto indossare improponibili caschetti (fra i tanti, stranamente quello che rendeva più..."alti"); abbiamo sentito dichiarazioni ignobili, insomma il solito teatrino, spostato solo di qualche Km.
Ma, tutto sommato, non è questo che vorrei ci ricordassimo, vorrei invece che ricordassimo come, dopo una tragedia del genere, pur di non darsi da fare per cercare i responsabili delle tragedie (perchè questa ecatombe HA dei responsabili), si cerca di far cadere la colpa, a pioggia, su tutti. Un pò come a dire, se la colpa è di tutti, la colpa non è di nessuno.
E invece no!
La colpa è proprio vostra, la colpa è di come fate politica, di come amministrate la cosa pubblica.
Queste tragedie sono figlie dei cantieri che non vengono controllati, delle mazzette che girano intorno alle concessioni edilizie e ai certificati di abitabilità, di una assoluta mancanza di prevenzione.
Queste sono le tragedie che provocano le scellerate leggi che condonano gli abusi edilizi, che una volta sanavano situazioni già esistenti, oggi, invece, addirittura!, autorizzano ad "abusare", basta che non si ecceda del 20%! Come a dire, Iva inclusa!!
Questi morti sono sulla coscienza di costruttori senza scrupoli e di amministratori che chiudono gli occhi e aprono le tasche.
Questi morti, in futuro, potranno essere evitati, basterebbe solo che la politica facesse il suo dovere, nell'interesse del paese, e non per il proprio.
Non serve a niente e a nessuno una cattedrale in un deserto, quale sarà un ponte ipermoderno circondato da infrastrutture da terzo mondo, serve mettere in sicurezza migliaia di scuole, di ospedali.
Servono soldi per poter controllare che tutte le costruzioni, anche quelle private, siano a norma.
Servono soldi per poter istruire la gente su come comportarsi e dove andare in caso di grandi disastri.
Servono soldi per poter fornire ogni regione di un'unità di crisi pronta a gestire le emergenze nel più breve tempo possibile.
Poi, dopo, magari lo costruiremo il ponte sullo stretto di Messina, lo chiameremo pure Ponte Berluisconi, se il piccolo dittatore lo vorrà, ma almeno evitiamo di farlo costruire a chi ha costruito l'ospedale inagibile de L'Aquila e a chi da tempo immemore sta succhiando soldi dalla SA-RC.
martedì 31 marzo 2009
La faccia come il culo!
lunedì 30 marzo 2009
Senza titolo
venerdì 13 febbraio 2009
La vita, diritto o dovere?
martedì 23 dicembre 2008
'a capa mia nunn'è bbona!
Walter, ma che cazzo dici?
Oh, svegliatevi, tiratevi su le maniche, leggetevi qualche discorso di Berlinguer, fatevi un bell'esamone di coscienza e, se propio non riuscite fare di meglio, ANDATEVENE AFFANCULO, che un Berlusconi già ce l'abbiamo, e c'avanza pure, non ci serve una copia sbiadita.
giovedì 20 novembre 2008
Creduloni!
venerdì 7 novembre 2008
Obama, analisi di un'euforia (quasi) collettiva
mercoledì 5 novembre 2008
mercoledì 10 settembre 2008
Meravigliandosi del mondo
mercoledì 9 luglio 2008
Barbecue
Sono preoccupato.
M'hanno rovinato la serata.