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giovedì 25 marzo 2010
lunedì 22 febbraio 2010
Perchè Sanremo è Sanremo!
E anche quest'anno, bontà nostra, abbiamo celebrato il rito del festivàl.
Puntuale come il Natale, il Ferragosto, le elezioni, è arrivato, ha creato polemiche, ed è finito.
Finito nel dimenticatoio, almeno finchè non inizieranno le polemiche per il prossimo festival.
Come le altre 59 volte, anche quest'anno, abbiamo avuto, tutti, la netta sensazione che le canzoni fossero peggio dello scorso anno.
Tutti, tranne gli organizzatori di turno, stando alle dichiarazioni dei quali, invece, incredibilmente, la qualità del festival è in continua ascesa. Sin dal 1951!
C'è da dire, che sono anni, ormai, che ci provano, ad ammazzarlo definitivamente 'sto festival.
Cambiano ogni anno le regole, le modalità di partecipazione, le modalità di votazione, i direttori artistici.
Oltre alla Rai e a Luzzato Fegiz, l'unica cosa che non cambia, è la costante di alcuni cantanti, uno zoccolo duro, che, a turno (...per fortuna!), onorano il festival della loro presenza: Cutugno, Al Bano, Peppino Di Capri, Ricchi e Poveri, Spagna e, fino a che morte non sopraggiunse, Mino Reitano.
Personaggi che escono di casa solo nella settimana del festival. Dopodichè, non li si vede manco alla Sagra della Sardella di Crucoli!
Ma lui no, il festival resiste.
Risorge ogni anno dalle proprie ceneri, si autocelebra e, alla fine, resta l'unica vera vetrina musicale italiana.
Certo, quest'anno con la piazza d'onore al trio regale, si sono toccate vette che manco ai tempi dei Jalisse, ma sarà poi proprio vero che, ogni anno, il festival è sempre peggio?
O, magari, è solo una nostra impressione?
Proviamo a fare un piccolo confronto. Senza scomodare gli anni d'oro del festival, quando incrociavano le ugole Battisti, Mina, Celentano, Modugno, Villa, Morandi e via discorrendo.
Confrontiamo gli ultimi due decenni. I '90 e gli '00.
Se è ormai assodato che a vincere è sempre la canzone che meno merita, c'è da dire che mentre nei '90 vincevano i Pooh, Cocciante, Giorgia, Ron, Ruggeri, la Oxa e Barbarossa, come a dire mostri sacri o più che onesti e dignitosi artisti, nel decennio appena trascorso, che era pur cominciato in modo nobile, con la vittoria degli Avion Travel, di fianco alle celebrazioni del talento puro di Elisa o della voce di Renga, abbiamo dovuto pagare dazio vedendo vincitori Alexia, Povia, Giò di Tonno, Marco Carta, l'ennesima reincarnazione dei Matia Bazar e un Cristicchi molto (ma molto) sottotono rispetto ai suoi standard. Capitolo a parte merita la vittoria di Masini, nel 2004. Un festival tutto particolare, quasi un contro-festival.
Fuori dal podio, a dire il vero, la maggior parte dei protagonisti ha cavalcato entrambi i decenni.
Però, mentre se per Mia Martini, Bertoli, Ivan Graziani e Bindi, la giustificazione è più che comprensibile, c'è da registrare che all'Ariston non si sono più rivisti Renato Zero, Finardi, Antonacci, Jannacci, Raf, Nino Buonocore, Sergio Caputo, per citare i primi che mi vengono in mente.
Nel nuovo millennio, però, sul palco dell'Ariston sono saliti personaggi del calibro di Cammariere, Mario Venuti, Gino Paoli, Stadio, i Nomadi o Concato. C'hanno provato anche alcuni 'outsider', come Le Vibrazioni, i Velvet, i Subsonica, gli Afterhours e i Bluvertigo. Tutti segati immediatamente.
Ma la vera differenza, ancora più preoccupante, la si nota passando alla categoria 'giovani'.
Tra il '90 e il '99, sono passati sotto le forche caudine di Sanremo: Marco Masini, Silvia Mezzanotte, Timoria, Statuto, Tosca, Gatto Panceri, Laura Pausini, Neri per caso, Nek, Rosario Di Bella, Marco Conidi, Bocelli, Irene Grandi, Joe Barbieri, Giorgia, Grignani, Daniele Silvestri, Marina Rei, Carmen Consoli, Petra Magoni, Alex Baroni, Niccolò Fabi, Max Gazzè, i Quintorigo, etc. etc.
Se si guarda il decennio appena tascorso, invece, il panorama è desolante.
A parte le vittorie della Tatangelo e di Dolcenera (e in attesa di verificare che Arisa e Moro non siano dei fuochi fatui), per il resto si sono visti di passaggio la Laquidara, L'Aura, Meneguzzi e i Tiromancino, oltre a veri e propri artisti di nicchia come Ivan Segreto e Pier Cortese.
Un capitolo intero, a parte, meriterebbe poi l'esclusione dopo la prima sera dei Negramaro (sic!).
Ma di episodi del genere, sono piene le cronache sanremesi!
Per il resto, il nulla assoluto.
Una sfilza di finti talenti che, dopo le luci della ribalta, sono stati ribaltati alla loro vita 'civile'.
Probabilmente, preferiscono tentare di entrare a X-Factor o ad Amici.
Tornando alla domanda di partenza...e si, mi sa che non è proprio un'impressione, e che i direttori artistici si sbaglaino di grosso.
Il festivàl, va sempre peggio!
Puntuale come il Natale, il Ferragosto, le elezioni, è arrivato, ha creato polemiche, ed è finito.
Finito nel dimenticatoio, almeno finchè non inizieranno le polemiche per il prossimo festival.
Come le altre 59 volte, anche quest'anno, abbiamo avuto, tutti, la netta sensazione che le canzoni fossero peggio dello scorso anno.
Tutti, tranne gli organizzatori di turno, stando alle dichiarazioni dei quali, invece, incredibilmente, la qualità del festival è in continua ascesa. Sin dal 1951!
C'è da dire, che sono anni, ormai, che ci provano, ad ammazzarlo definitivamente 'sto festival.
Cambiano ogni anno le regole, le modalità di partecipazione, le modalità di votazione, i direttori artistici.
Oltre alla Rai e a Luzzato Fegiz, l'unica cosa che non cambia, è la costante di alcuni cantanti, uno zoccolo duro, che, a turno (...per fortuna!), onorano il festival della loro presenza: Cutugno, Al Bano, Peppino Di Capri, Ricchi e Poveri, Spagna e, fino a che morte non sopraggiunse, Mino Reitano.
Personaggi che escono di casa solo nella settimana del festival. Dopodichè, non li si vede manco alla Sagra della Sardella di Crucoli!
Ma lui no, il festival resiste.
Risorge ogni anno dalle proprie ceneri, si autocelebra e, alla fine, resta l'unica vera vetrina musicale italiana.
Certo, quest'anno con la piazza d'onore al trio regale, si sono toccate vette che manco ai tempi dei Jalisse, ma sarà poi proprio vero che, ogni anno, il festival è sempre peggio?
O, magari, è solo una nostra impressione?
Proviamo a fare un piccolo confronto. Senza scomodare gli anni d'oro del festival, quando incrociavano le ugole Battisti, Mina, Celentano, Modugno, Villa, Morandi e via discorrendo.
Confrontiamo gli ultimi due decenni. I '90 e gli '00.
Se è ormai assodato che a vincere è sempre la canzone che meno merita, c'è da dire che mentre nei '90 vincevano i Pooh, Cocciante, Giorgia, Ron, Ruggeri, la Oxa e Barbarossa, come a dire mostri sacri o più che onesti e dignitosi artisti, nel decennio appena trascorso, che era pur cominciato in modo nobile, con la vittoria degli Avion Travel, di fianco alle celebrazioni del talento puro di Elisa o della voce di Renga, abbiamo dovuto pagare dazio vedendo vincitori Alexia, Povia, Giò di Tonno, Marco Carta, l'ennesima reincarnazione dei Matia Bazar e un Cristicchi molto (ma molto) sottotono rispetto ai suoi standard. Capitolo a parte merita la vittoria di Masini, nel 2004. Un festival tutto particolare, quasi un contro-festival.
Fuori dal podio, a dire il vero, la maggior parte dei protagonisti ha cavalcato entrambi i decenni.
Però, mentre se per Mia Martini, Bertoli, Ivan Graziani e Bindi, la giustificazione è più che comprensibile, c'è da registrare che all'Ariston non si sono più rivisti Renato Zero, Finardi, Antonacci, Jannacci, Raf, Nino Buonocore, Sergio Caputo, per citare i primi che mi vengono in mente.
Nel nuovo millennio, però, sul palco dell'Ariston sono saliti personaggi del calibro di Cammariere, Mario Venuti, Gino Paoli, Stadio, i Nomadi o Concato. C'hanno provato anche alcuni 'outsider', come Le Vibrazioni, i Velvet, i Subsonica, gli Afterhours e i Bluvertigo. Tutti segati immediatamente.
Ma la vera differenza, ancora più preoccupante, la si nota passando alla categoria 'giovani'.
Tra il '90 e il '99, sono passati sotto le forche caudine di Sanremo: Marco Masini, Silvia Mezzanotte, Timoria, Statuto, Tosca, Gatto Panceri, Laura Pausini, Neri per caso, Nek, Rosario Di Bella, Marco Conidi, Bocelli, Irene Grandi, Joe Barbieri, Giorgia, Grignani, Daniele Silvestri, Marina Rei, Carmen Consoli, Petra Magoni, Alex Baroni, Niccolò Fabi, Max Gazzè, i Quintorigo, etc. etc.
Se si guarda il decennio appena tascorso, invece, il panorama è desolante.
A parte le vittorie della Tatangelo e di Dolcenera (e in attesa di verificare che Arisa e Moro non siano dei fuochi fatui), per il resto si sono visti di passaggio la Laquidara, L'Aura, Meneguzzi e i Tiromancino, oltre a veri e propri artisti di nicchia come Ivan Segreto e Pier Cortese.
Un capitolo intero, a parte, meriterebbe poi l'esclusione dopo la prima sera dei Negramaro (sic!).
Ma di episodi del genere, sono piene le cronache sanremesi!
Per il resto, il nulla assoluto.
Una sfilza di finti talenti che, dopo le luci della ribalta, sono stati ribaltati alla loro vita 'civile'.
Probabilmente, preferiscono tentare di entrare a X-Factor o ad Amici.
Tornando alla domanda di partenza...e si, mi sa che non è proprio un'impressione, e che i direttori artistici si sbaglaino di grosso.
Il festivàl, va sempre peggio!
http://marcomedaglia.blogspot.com/2010/02/perche-sanremo-e-sanremo.html
venerdì 5 febbraio 2010
Crackete!
Visto che un pò tutti si sono sentiti in dovere di dire la propria sull'argomento, io non mi tiro indietro.
Ritengo di poter 'commentare' la vicenda godendo di un punto di osservazione privilegiato.
Su Morgan, infatti, non ho nessun pregiudizio. Artistico o personale.
Credo sia un ottimo musicista. Ha dimostrato di essere anche un buon pigmalione.
Il suo modo di fare, a volte mi piace, altre meno.
In conclusione, non ha un posto nel mio pantheon, ma non è neanche in una black list.
Detto questo, dopo aver letto, come tutti, l'intervista rilasciata a Max, il mio primo, perentorio, secco, commento è stato un lapidario 'E' un coglione!'.
A distanza di giorni, dopo le solite smentite e le altrettatno scontate controsmentite, dopo tutto il fracasso montato su e dopo anche l'immancabile puntata di Porta a Porta (non l'ho vista, avevo il terrore che spuntasse un plastico dell'appartamento di Morgan!), non ho mutato idea: resta un coglione!
Ma non perchè faccia uso di droghe, o perchè lo abbia dichiarato pubblicamente, anzi, il fatto che abbia avuto il coraggio di rompere il muro di ipocrisia e omertà che nasconde, alla vista di noi comuni mortali, l'abuso che di droga si fa nello sfavillante mondo dello spettacolo, ha avuto la sola conseguenza di farmene apprezzare la coraggiosa sincerità.
Che Morgan si droghi, non è un mio problema. La vita è sua, può farne l'uso che più gli aggrada.
La gravità (IMHO) sta nel fatto che Morgan abbia sostenuto chiaramente che fumare basi di cocaina lo aiuti a dissipare le nebbie della depressione.
Sostiene, Morgan, che potè la cocaina, dove i farmaci prescritti dai medici fallirono.
Ma Morgan, per quanto giochi a fare il poeta maledetto non può, non deve, ignorare o sottovalutare l'eco che, inevitabilmente, le sue dichiarazioni avranno sul 'pubblico'.
Non può, Morgan, non pensare che una 'dichiarazione' del genere potrebbe avere un effetto devastante su un ragazzino che soffre di depressione, o che crede di soffrirne.
Molti, anche tra i miei amici, hanno sostenuto che Morgan ha avuto la sola colpa di dire ciò che tanti altri nascondono.
Ribadisco, ho ammirato la sua schiettezza, ma non posso non 'condannare' la superficialità con cui ha confezionato la sua sincerità.
Discorso a parte, invece, meritano tutti quelli che, intorno al cadavere di Morgan, hanno cercato di imbastire il solito circo.
A cominciare dalle solite, inutili, ipocrite 'sentenze' contenute negli strali dei politici, che, ovviamente, non si sono fatti sfuggire l'occasione di presentare la loro faccia di cazzo davanti alle telecamere.
Loro, che hanno avuto il coraggio di difendere quel senatore beccato a consumare cocaina in compagnia di prostitute, dicendo che non c'aveva colpa, il poveretto, e che la soluzione sarebbe stata aumentare lo stipendio ai parlamentari, per favorirne il ricongiungimento familiare!
Loro, che hanno bloccato un servizio de Le Iene dal quale veniva fuori che 1 parlamentare su 3 era positivo al test antidoping!!
Loro, che pur di porsi sopra le leggi, si votano l'impunità!!!
Questi parassiti della società si permettono il lusso di fare la morale, di invocare il controllo antidoping al Festival di Sanremo, mentre tengono lontani i cani poliziotto dalle aule del Parlamento.
A ruota è partita l'autodifesa dell'altra casta, quella della televisione, che ha dato un 'segnale forte', escludendo Morgan dal prossimo festival.
Anche se non si capisce in base a quale articolo del regolamento sia stata presa questa decisione.
Forse perchè Morgan fa uso di droghe? Beh, allora manco il coro della parrocchia potrebbe salire sul palco dell'Ariston!
Con un moto di orgoglio e di onestà intellettuale, anche se senza alzare troppo la voce, a difesa di Morgan (oltre ad un nutrito gruppo di gente comune) si è schierata buona parte dei suoi colleghi.
Alla fine della fiera, grazie all'inutile polverone alzato, finirà nel dimenticatoio (perchè poco interessante per gli sciacalli mediatici) il contrito passo indietro di Morgan, resterà invece nella storia un cantante che ha dichiarato pubblicamente di fare uso di cocaina, ed è stato escluso dal festival.
Rendendo la cosa ancora più 'mitica'.
Ritengo di poter 'commentare' la vicenda godendo di un punto di osservazione privilegiato.
Su Morgan, infatti, non ho nessun pregiudizio. Artistico o personale.
Credo sia un ottimo musicista. Ha dimostrato di essere anche un buon pigmalione.
Il suo modo di fare, a volte mi piace, altre meno.
In conclusione, non ha un posto nel mio pantheon, ma non è neanche in una black list.
Detto questo, dopo aver letto, come tutti, l'intervista rilasciata a Max, il mio primo, perentorio, secco, commento è stato un lapidario 'E' un coglione!'.
A distanza di giorni, dopo le solite smentite e le altrettatno scontate controsmentite, dopo tutto il fracasso montato su e dopo anche l'immancabile puntata di Porta a Porta (non l'ho vista, avevo il terrore che spuntasse un plastico dell'appartamento di Morgan!), non ho mutato idea: resta un coglione!
Ma non perchè faccia uso di droghe, o perchè lo abbia dichiarato pubblicamente, anzi, il fatto che abbia avuto il coraggio di rompere il muro di ipocrisia e omertà che nasconde, alla vista di noi comuni mortali, l'abuso che di droga si fa nello sfavillante mondo dello spettacolo, ha avuto la sola conseguenza di farmene apprezzare la coraggiosa sincerità.
Che Morgan si droghi, non è un mio problema. La vita è sua, può farne l'uso che più gli aggrada.
La gravità (IMHO) sta nel fatto che Morgan abbia sostenuto chiaramente che fumare basi di cocaina lo aiuti a dissipare le nebbie della depressione.
Sostiene, Morgan, che potè la cocaina, dove i farmaci prescritti dai medici fallirono.
Ma Morgan, per quanto giochi a fare il poeta maledetto non può, non deve, ignorare o sottovalutare l'eco che, inevitabilmente, le sue dichiarazioni avranno sul 'pubblico'.
Non può, Morgan, non pensare che una 'dichiarazione' del genere potrebbe avere un effetto devastante su un ragazzino che soffre di depressione, o che crede di soffrirne.
Molti, anche tra i miei amici, hanno sostenuto che Morgan ha avuto la sola colpa di dire ciò che tanti altri nascondono.
Ribadisco, ho ammirato la sua schiettezza, ma non posso non 'condannare' la superficialità con cui ha confezionato la sua sincerità.
Discorso a parte, invece, meritano tutti quelli che, intorno al cadavere di Morgan, hanno cercato di imbastire il solito circo.
A cominciare dalle solite, inutili, ipocrite 'sentenze' contenute negli strali dei politici, che, ovviamente, non si sono fatti sfuggire l'occasione di presentare la loro faccia di cazzo davanti alle telecamere.
Loro, che hanno avuto il coraggio di difendere quel senatore beccato a consumare cocaina in compagnia di prostitute, dicendo che non c'aveva colpa, il poveretto, e che la soluzione sarebbe stata aumentare lo stipendio ai parlamentari, per favorirne il ricongiungimento familiare!
Loro, che hanno bloccato un servizio de Le Iene dal quale veniva fuori che 1 parlamentare su 3 era positivo al test antidoping!!
Loro, che pur di porsi sopra le leggi, si votano l'impunità!!!
Questi parassiti della società si permettono il lusso di fare la morale, di invocare il controllo antidoping al Festival di Sanremo, mentre tengono lontani i cani poliziotto dalle aule del Parlamento.
A ruota è partita l'autodifesa dell'altra casta, quella della televisione, che ha dato un 'segnale forte', escludendo Morgan dal prossimo festival.
Anche se non si capisce in base a quale articolo del regolamento sia stata presa questa decisione.
Forse perchè Morgan fa uso di droghe? Beh, allora manco il coro della parrocchia potrebbe salire sul palco dell'Ariston!
Con un moto di orgoglio e di onestà intellettuale, anche se senza alzare troppo la voce, a difesa di Morgan (oltre ad un nutrito gruppo di gente comune) si è schierata buona parte dei suoi colleghi.
Alla fine della fiera, grazie all'inutile polverone alzato, finirà nel dimenticatoio (perchè poco interessante per gli sciacalli mediatici) il contrito passo indietro di Morgan, resterà invece nella storia un cantante che ha dichiarato pubblicamente di fare uso di cocaina, ed è stato escluso dal festival.
Rendendo la cosa ancora più 'mitica'.
http://marcomedaglia.blogspot.com/2010/02/crackete.html
lunedì 9 novembre 2009
The wall
C'è un ricordo, impresso a fuoco nella mia memoria.
Correva l'anno 1982, grazie ai potenti mezzi messi a disposizione da Wikipedia, mi spingo fino a dire che era un giorno tra marzo e giugno di quell'anno.
Ancora non avevamo vinto il 3° mondiale, anzi, Paolo Rossi era uno che si vendeva le partite, Bearzot un fallito e Pertini...no, lui no, lui era già quel grande che è sempre stato.
Non divaghiamo.
Era un giorno di primavera dell'82 e io, come ogni giorno, mi lamentavo con mio padre perchè mi costringeva a vedere il telegiornale (chè mica c'erano canali con telegiornali 24h su 24: perso il tg di pranzo, ti toccava aspettare quello della sera!).
La particolarità di quel giorno fu che mio padre cercò di argomentarmi quella (che a me sembrava una) tortura.
Era il periodo della Guerra delle Falkland, non so se risponda a verità, ma le notizie di quel tg, nei miei ricordi, sono lette da lui, e mio padre mi spiegò che avrei dovuto stare attento, perchè quelle notizie sarebbero state la storia che avrei studiato negli anni successivi.
Quella frase mi folgorò.
Era come se, tra sumeri, egiziani, papi, re, imperatori e guerre varie, sui libri di storia, potessi trovare spazio anche io.
C'è da dire che la spiegazione, comunque, non mi bastò, allora.
Ma le mie lamentele non convinsero mio padre a cambiare canale (che poi, quanti canali ci potevano essere all'epoca? mah!).
Qualche anno dopo, quella frase di mio padre mi rimbombava in testa, mentre in tv scorrevano le immagini festose dei berlinesi che abbattevano il muro.
La sensazione, palese anche per un 16enne, era che, da quel giorno, niente sarebbe stato più come prima.
Quel giorno mi godevo la storia che mi passava davanti, che mi rendeva protagonista di qualcosa di straordinario.
Correva l'anno 1982, grazie ai potenti mezzi messi a disposizione da Wikipedia, mi spingo fino a dire che era un giorno tra marzo e giugno di quell'anno.
Ancora non avevamo vinto il 3° mondiale, anzi, Paolo Rossi era uno che si vendeva le partite, Bearzot un fallito e Pertini...no, lui no, lui era già quel grande che è sempre stato.
Non divaghiamo.
Era un giorno di primavera dell'82 e io, come ogni giorno, mi lamentavo con mio padre perchè mi costringeva a vedere il telegiornale (chè mica c'erano canali con telegiornali 24h su 24: perso il tg di pranzo, ti toccava aspettare quello della sera!).
La particolarità di quel giorno fu che mio padre cercò di argomentarmi quella (che a me sembrava una) tortura.
Era il periodo della Guerra delle Falkland, non so se risponda a verità, ma le notizie di quel tg, nei miei ricordi, sono lette da lui, e mio padre mi spiegò che avrei dovuto stare attento, perchè quelle notizie sarebbero state la storia che avrei studiato negli anni successivi.
Quella frase mi folgorò.
Era come se, tra sumeri, egiziani, papi, re, imperatori e guerre varie, sui libri di storia, potessi trovare spazio anche io.
C'è da dire che la spiegazione, comunque, non mi bastò, allora.
Ma le mie lamentele non convinsero mio padre a cambiare canale (che poi, quanti canali ci potevano essere all'epoca? mah!).
Qualche anno dopo, quella frase di mio padre mi rimbombava in testa, mentre in tv scorrevano le immagini festose dei berlinesi che abbattevano il muro.
La sensazione, palese anche per un 16enne, era che, da quel giorno, niente sarebbe stato più come prima.
Quel giorno mi godevo la storia che mi passava davanti, che mi rendeva protagonista di qualcosa di straordinario.
http://marcomedaglia.blogspot.com/2009/11/wall.html
venerdì 10 aprile 2009
Il Terremoto (reprise).
Passata l'emozione di questi giorni, finito il clamore che alza l'audience, scenderà l'oblio anche su questa, ennesima, tragedia italica.
Come è successo in Belice, in Friuli, in Irpinia, dove ancora la gente vive nei prefabbricati!
Succederà anche per L'Aquila, succederà qualcos'altro che sposterà altrove l'attenzione dei media e l'interesse dei politici.
Mi piacerebbe, però, che restassero impressi, nella mente di ognuno di noi, due grandi attori di questa tragedia: i media e la politica.
I primi, enfatizzando l'ultimo trend che vuole la tv generalista in gara con quella tematica (RaiSet vs. Sky), hanno sguazzato come pesci nel dramma vissuto dalla povera gente abruzzese.
In questi giorni ho visto tg vantarsi dello share ottenuto con le edizioni speciali sul terremoto; giornalisti (!) annunciare il cartello con l'aggiornamento dei morti "...dopo la pubblicità.."; mezzi busti ostacolare i mezzi di soccorso per poter riprendere il minimo particolare; coglioni microfono-muniti bussare ai finistrini delle macchine, di notte, per chiedere agli sfollati cosa stessero facendo!
E' andata in onda la fiera dell'idiozia, dell'ipocrisia, dello sciacallaggio mediatico.
Ma i media vivono appoggiandosi l'un laltro, piuttosto che fagocitandosi a vicenda, la guerra che si fanno l'un l'altro è finta, virtuale, perciò si coprono a vicenda, e su nessun giornale qualcuno a chiesto la testa del direttore del TgUno per l'indegno spettacolo proposto, per fortuna c'è Internet, che nasconderà parecchia merda al suo interno, ma sa essere un grandissimo strumento di informazione, libera.
La seconda, la politca, intesa come tutta la filiera amministrativa, non solo "i" politici, non solo il governo, o l'opposizione, o gli amministratori locali.
Tutta la politica, o meglio, il modo italiano di fare, di essere, politica.
Ovviamente abbiamo assistito alla sfilata di tutti i ministri, troupe televisive al seguito; abbiamo visto indossare improponibili caschetti (fra i tanti, stranamente quello che rendeva più..."alti"); abbiamo sentito dichiarazioni ignobili, insomma il solito teatrino, spostato solo di qualche Km.
Ma, tutto sommato, non è questo che vorrei ci ricordassimo, vorrei invece che ricordassimo come, dopo una tragedia del genere, pur di non darsi da fare per cercare i responsabili delle tragedie (perchè questa ecatombe HA dei responsabili), si cerca di far cadere la colpa, a pioggia, su tutti. Un pò come a dire, se la colpa è di tutti, la colpa non è di nessuno.
E invece no!
La colpa è proprio vostra, la colpa è di come fate politica, di come amministrate la cosa pubblica.
Queste tragedie sono figlie dei cantieri che non vengono controllati, delle mazzette che girano intorno alle concessioni edilizie e ai certificati di abitabilità, di una assoluta mancanza di prevenzione.
Queste sono le tragedie che provocano le scellerate leggi che condonano gli abusi edilizi, che una volta sanavano situazioni già esistenti, oggi, invece, addirittura!, autorizzano ad "abusare", basta che non si ecceda del 20%! Come a dire, Iva inclusa!!
Questi morti sono sulla coscienza di costruttori senza scrupoli e di amministratori che chiudono gli occhi e aprono le tasche.
Questi morti, in futuro, potranno essere evitati, basterebbe solo che la politica facesse il suo dovere, nell'interesse del paese, e non per il proprio.
Non serve a niente e a nessuno una cattedrale in un deserto, quale sarà un ponte ipermoderno circondato da infrastrutture da terzo mondo, serve mettere in sicurezza migliaia di scuole, di ospedali.
Servono soldi per poter controllare che tutte le costruzioni, anche quelle private, siano a norma.
Servono soldi per poter istruire la gente su come comportarsi e dove andare in caso di grandi disastri.
Servono soldi per poter fornire ogni regione di un'unità di crisi pronta a gestire le emergenze nel più breve tempo possibile.
Poi, dopo, magari lo costruiremo il ponte sullo stretto di Messina, lo chiameremo pure Ponte Berluisconi, se il piccolo dittatore lo vorrà, ma almeno evitiamo di farlo costruire a chi ha costruito l'ospedale inagibile de L'Aquila e a chi da tempo immemore sta succhiando soldi dalla SA-RC.
Come è successo in Belice, in Friuli, in Irpinia, dove ancora la gente vive nei prefabbricati!
Succederà anche per L'Aquila, succederà qualcos'altro che sposterà altrove l'attenzione dei media e l'interesse dei politici.
Mi piacerebbe, però, che restassero impressi, nella mente di ognuno di noi, due grandi attori di questa tragedia: i media e la politica.
I primi, enfatizzando l'ultimo trend che vuole la tv generalista in gara con quella tematica (RaiSet vs. Sky), hanno sguazzato come pesci nel dramma vissuto dalla povera gente abruzzese.
In questi giorni ho visto tg vantarsi dello share ottenuto con le edizioni speciali sul terremoto; giornalisti (!) annunciare il cartello con l'aggiornamento dei morti "...dopo la pubblicità.."; mezzi busti ostacolare i mezzi di soccorso per poter riprendere il minimo particolare; coglioni microfono-muniti bussare ai finistrini delle macchine, di notte, per chiedere agli sfollati cosa stessero facendo!
E' andata in onda la fiera dell'idiozia, dell'ipocrisia, dello sciacallaggio mediatico.
Ma i media vivono appoggiandosi l'un laltro, piuttosto che fagocitandosi a vicenda, la guerra che si fanno l'un l'altro è finta, virtuale, perciò si coprono a vicenda, e su nessun giornale qualcuno a chiesto la testa del direttore del TgUno per l'indegno spettacolo proposto, per fortuna c'è Internet, che nasconderà parecchia merda al suo interno, ma sa essere un grandissimo strumento di informazione, libera.
La seconda, la politca, intesa come tutta la filiera amministrativa, non solo "i" politici, non solo il governo, o l'opposizione, o gli amministratori locali.
Tutta la politica, o meglio, il modo italiano di fare, di essere, politica.
Ovviamente abbiamo assistito alla sfilata di tutti i ministri, troupe televisive al seguito; abbiamo visto indossare improponibili caschetti (fra i tanti, stranamente quello che rendeva più..."alti"); abbiamo sentito dichiarazioni ignobili, insomma il solito teatrino, spostato solo di qualche Km.
Ma, tutto sommato, non è questo che vorrei ci ricordassimo, vorrei invece che ricordassimo come, dopo una tragedia del genere, pur di non darsi da fare per cercare i responsabili delle tragedie (perchè questa ecatombe HA dei responsabili), si cerca di far cadere la colpa, a pioggia, su tutti. Un pò come a dire, se la colpa è di tutti, la colpa non è di nessuno.
E invece no!
La colpa è proprio vostra, la colpa è di come fate politica, di come amministrate la cosa pubblica.
Queste tragedie sono figlie dei cantieri che non vengono controllati, delle mazzette che girano intorno alle concessioni edilizie e ai certificati di abitabilità, di una assoluta mancanza di prevenzione.
Queste sono le tragedie che provocano le scellerate leggi che condonano gli abusi edilizi, che una volta sanavano situazioni già esistenti, oggi, invece, addirittura!, autorizzano ad "abusare", basta che non si ecceda del 20%! Come a dire, Iva inclusa!!
Questi morti sono sulla coscienza di costruttori senza scrupoli e di amministratori che chiudono gli occhi e aprono le tasche.
Questi morti, in futuro, potranno essere evitati, basterebbe solo che la politica facesse il suo dovere, nell'interesse del paese, e non per il proprio.
Non serve a niente e a nessuno una cattedrale in un deserto, quale sarà un ponte ipermoderno circondato da infrastrutture da terzo mondo, serve mettere in sicurezza migliaia di scuole, di ospedali.
Servono soldi per poter controllare che tutte le costruzioni, anche quelle private, siano a norma.
Servono soldi per poter istruire la gente su come comportarsi e dove andare in caso di grandi disastri.
Servono soldi per poter fornire ogni regione di un'unità di crisi pronta a gestire le emergenze nel più breve tempo possibile.
Poi, dopo, magari lo costruiremo il ponte sullo stretto di Messina, lo chiameremo pure Ponte Berluisconi, se il piccolo dittatore lo vorrà, ma almeno evitiamo di farlo costruire a chi ha costruito l'ospedale inagibile de L'Aquila e a chi da tempo immemore sta succhiando soldi dalla SA-RC.
venerdì 27 marzo 2009
giovedì 26 marzo 2009
Generazione di guardoni
Non ho mai amato la formula del "reality show".
Nonostante, un pò come tutti, subisca il fascino dello "spiare dal buco della serratura", non ho mai provato il benchè minimo interesse a seguire i vari grandi fratelli, fattorie, isole di più o meno famosi e via dicendo.
Ancora meno "tollero" la fama di cui godono questi individui, assolutamente privi di talento, una volta vomitati fuori da questi format.
La mia conoscenza dei personaggi che popolano questo ambiente è dovuta alle imitazioni dei vari programmi della Gialappa's.
Non nascondo, però, che ai tempi della prima edizione del Grande Fratello (possibile che ci fosse la Bignardi?), un pò di curiosità (complice il molto tempo libero di cui godevo!) mi spinse a curiosare nella "casa".
Ogni tanto penso a come mi comporterei se dovessi partecipare ad una cosa del genere.
Ogni volta arrivo alla conclusione che, probabilmente, ucciderei gli altri inquilini a colpi di padella!
Ad onor del vero, però, c'è da dire che forse i partecipanti alla prima edizione del Grande Fratello, e solo loro, sono stati realmente cavie di un eseprimento, visto che non potevano avere la percezione di ciò che succedeva fuori, intorno al programma, e quindi c'è la (seppur flebile) possibilità che fossero "spontanei".
Non mi dispiacciono, invece, quei programmi, sempre sulla falsa riga dei reality show, che mettono in competizione tra di loro persone che hanno (o almeno si presume che abbiano) un talento.
Era iniziato così, per esempio, Amici, prima che il marito di Costanzo lo trasformasse in quel circo che è ora.
Era così l'antenato di X factor, mi sembra si chiamasse Operazione Trionfo (ribattezzato Operazione Tonfo), quel programma condotto da Miguel Bosè, che alternava lacrime a bestemmie
Era così Music Farm, che aveva il pregio/difetto di metere in competizione personaggi già famosi (chi più, chi meno) ma che, a ben guardare, poteva avere degli spunti interessanti, se solo non avessero partecipato solo rottami musicali.
E' così quel programma in cui alcuni vip si sfidano a passi di danza.
Ed è così anche X Factor, che a differenza di Amici riesce a far prevalere l'elemento musica sull'elemento polemica e che, pertanto, è decisamente (IMHO) più interessante del competitor made in mediaset.
Non è che sia un aficionado del programma (anche perchè mal sopporto sia il piccolo pooh che la Ventura), ma devo dire che non mi dispiace buttarci un occhio, e soprattutto un orecchio.
E, lo ammetto, spero tanto che vinca lei
lunedì 16 febbraio 2009
Ultimatum
Pare che siamo arrivati al verdetto finale.
Dopo qualche decennio di agonia, il Festival della canzone italiana sembra arrivato al capolinea, o almeno ad un bivio importante.
Stando a quanto dice il direttore di RaiUno, Del Noce, il successo, o l'insuccesso, di questa edizione del festival, deciderà cosa succederà della kermesse canora.
Pare che, almeno in questo caso, persino un allineato come Del Noce abbia preso una decisione drastica e sia nettamente contrario all'accanimento terapeutico.
Se il festival saprà respirare da solo, e bene, altrimenit staccheranno la spina.
Ma allora, perchè hanno messo su il cast più scadente degli ultimi 30 anni, hanno cancellato l'unica cosa buona, cioè il dopo festival, e hanno fatto a gara a creare polemiche?
...non è che stanno stendendo un bel tappeto rosso per dirottare il festival su Canale 5?
Magari la De Filippi sabato non sarà la co-conduttrice, ma prenderà in mano il testimone della conduzione!
A pensar male, si fa peccato...ma si ci azzecca sempre!
giovedì 28 agosto 2008
Spot al risparmio?
In ambito cinematografico si chiamano bloopers (c'è anche un ottimo sito italiano che ne ha creato una sorta di archivio http://www.bloopers.it/), sono degli errori presenti nei film.
In alcuni casi sono bloopers voluti, messi lì apposta, ma nella maggior parte dei casi, nonostante i ripetuti controlli, sono errori che sono sfuggiti.
Nell'ambito degli spot televisivi non so se esista un omologo del blooper cinematografico, pertanto, nell'ignoranza, mi vanto (mica cotica!) di aver inaugurato un nuovo filone.
Lo spot (anzi gli spots) in questione è uno di quelli che, sia al cinema che in tv (se poi vogliamo parlare del fatto che ormai ci sono solo spot di telefoni/telefonia e macchine...), c'ha sfrantacato i coglioni quest'estate, insieme a quello della sig.ra Totti, cioè lo spot Wind con protagonisti i cloni di Aldo, Giovanni e Giacomo (chissà che fine hanno fatto gli originali, se li vedete, dite loro che mi mancano) e il calciatore della Roma Vucinic.
I due spots, rifacendosi (IMHO) alla celeberrima scena di Mediterraneo (e il trio è recidivo, avendo già parafrasato in un loro film un'altra famosa sequenza di Salvatores, e cioè la partita a calcio di Marrakech express), sono ambientati su una spiaggia, durante una partita a calcetto.
I due spots, rifacendosi (IMHO) alla celeberrima scena di Mediterraneo (e il trio è recidivo, avendo già parafrasato in un loro film un'altra famosa sequenza di Salvatores, e cioè la partita a calcio di Marrakech express), sono ambientati su una spiaggia, durante una partita a calcetto.
C'è un fallo da rigore, Aldo, tra Abatantuono e Fantozzi, si propone di pararlo.
A questo punto, lo spot si sdoppia.
C'è uno spot in cui Vucinic segna, e uno in cui Aldo, invece, riesce a parare.
Nulla di male, se non fosse che, sia nel primo, che nel secondo caso, il finale dello spot è identico, e quando si allarga l'inquadratura si vede un gruppo di persone che, in entrambi gli spots, va ad abbracciare Aldo!
Tra l'altro, se non ricordo male, il primo spot ad essere trasmesso, è stato proprio quello in cui Vucinic segna!
Prego la regia di mandare i contributi video.
PS: almeno questa volta, avrò vinto qualche cosa?
PPS: si, effettivamente non ho un cazzo da fare!
PPPS: questo post è dedicato a Gno, così potrà dire che sul mio blog parlo sempre di tv e calcio e, soprattutto, che guardo troppa televisione ;-)
PPPS: ...e un pò anche a Vica, visto che ci sono un bel pò di hyperlink!
mercoledì 9 luglio 2008
Barbecue
Sarà'sto caldo, sarà che se manco una settimana al lavoro, ce ne vogliono 3 per recuperare, sarà 'sto maledetto buco 'naazzoto, sarà quel che sarà (stato) ma proprio non sono riuscito a scrivere.
E dire che di carne da mettere al fuoco ne avevo.
Per incominciare, un bellissimo concerto sabato sera, Meg alla Festa de l'Unità...ops, chiedo scusa, alla Festa dell'unità, hai visto mai che 'sti patetici pieddini si dovessero risentire per averli associati a quei mangiabambini di comunisti (vaffanculo! pacatamente e serenamente, ma vaffanculo!).
Il genere verso cui sta andando Meg non è uno dei miei preferiti (ormai la chiamano la Bjork de noantri), ma il concerto sabato è stato molto bello, lei ha una fortissima presenza scenica e, comunque, ha messo su uno spettacolo molto ben fatto, con ballerine e tanto di prestigiatore (niente nani, pare che Ueltroni si sia opposto, pacatamente, serenamente, ma altrettanto fermamente, perchè non voleva demonizzare l'avversario).
Ha una bella voce, è simpatica, disponibile e carina (che non guasta mai, o quasi) e, comunque, è legata ad una parte della mia vita (quande era la voce femminile dei 99Posse) che ricordo con piacere.
E poi, il concerto costava 5€uri, cosa da non sottovalutare, e infatti c'era un fottìo di gente, e anche un sacco di canne (questo retaggio, però, i pieddini non lo vogliono perdere, eh?).
Sabato, a Roma, sono iniziati i saldi.
Non che avessimo soldi da spendere, ma anche per buttare un occhio al nuovo, ennesimo, più grande centro commerciale d'Europa, ci siamo buttati nelle danze.
Inutile dire che abbiamo comprato ben poco (qualche jeans a 25€uri), aspettiamo i saldi dei saldi. Ho notato, però, che le vere e proprie "code" ai negozi, erano solo davanti alle insegne delle grandi griffe, quasi come quelle che, quotidianamente, vedo alla mensa vicino il mio ufficio.
Lunedi, concertone di Daniele all'Auditorium.
Su Daniele, e sui suoi concerti, ho finito ormai le parole (del resto, sarà stato il 1000simo concerto), e rischierei di essere ancora più retorico di quanto già non lo sia di mio.
Ma ogni volta è un'emozione e una sensazione diversa.
Lunedi, poi, era la prima volta all'auditorium, quindi tutto un altro sapore.
Bello, Bello, Bello!
Ieri pomeriggio, tardo pomeriggio, ho fatto un salto a Piazza Navona.
Sono preoccupato.
Sono preoccupato.
Mi trovo d'accordo con molte delle cose che dice Di Pietro (perchè a me piace notare ciò che mi unisce agli altri, non ciò che mi divide da loro), e a giudicare dalle bandiere rosse in piazza ieri, sono molti a pensarla come me (ce lo volete dare un leader serio, credibile e carismatico, perfavore?).
Ma Veltroni, invece, s'indigna.
S'indigna perchè una manifestazione contro Berlusconi, diventa una manifestazione contro il PD.
S'indigna perchè Grillo fa notare che è vergognoso che Napolitano appoggi il lodo.
S'indigna perchè a lui piace manifestare in autunno, non sotto il solo cocente di luglio.
E se, invece, provasse a dire qualcosa di sinistra e provasse a fare opposizione, magari anche serena e pacata, ma pur sempre opposizione?
Non ho molto apprezzato l'intervento della Guzzanti.
Per i modi e i termini (non che io sia un moralista bacchettone, eh!), la reputo più intelligente di quanto ha dimostrato ieri, sparando a raffica contro tutti e tutto, sperando di colpire un qualche bersaglio.
Che poi avesse ragione sul fatto che sia uno sfregio che (anzi, se) la Carfagna è ministro per un (o più) pompino, su questo non ci piove.
Ieri sera, infine, grande attesa per l'evento: Pino Daniele Live, in diretta da Napoli, su Rai Uno.
M'ero preparato psicologicamente, m'avevano pure fatto commuovere all'inizio, con l'omaggio a Massimo Troisi, ma sono bastati pochi minuti per farmi stramaledire la Rai, la Carlucci, la Prestigiacomo e, ovviamente, Berlusconi (oltre a Bassolino e la Iervolino).
La diretta era solo un subdolo mezzuccio per sponsorizzare una fantomatica "rinascita" di Napoli.
E così interruzioni ogni 2x3, pezzi tagliati, pubblicità lunghissime, interviste a personaggi improbabili e il ministerodellambiente che aleggiava su tutto e tutti.
Che schifo!
M'hanno rovinato la serata.
M'hanno rovinato la serata.
Unica soddisfazione (non da poco) la crisi di rigetto di Piazza Plebiscito nei confronti del reuccio giggidalessio.
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mercoledì 11 giugno 2008
Caressa&Bergomi Fan Club
Dopo 4 giorni di telecronache e trasmissioni sportive della RAI dedicate agli Europei, non ne posso proprio più di Teocoli, Mazzola, la Morace, Tombolini e compagnia bella.
Se fluffa deve essere, che sia fluffa ben fatta e, soprattutto, ben presentata.
Sembrano gli europei dell'80 tanto sono lenti e antichi!
Bastano già Donadoni e Materazzi a rendere triste l'avventura austroelvetica, Bagni me lo vorrei proprio risparmiare!
Se fluffa deve essere, che sia fluffa ben fatta e, soprattutto, ben presentata.
Sembrano gli europei dell'80 tanto sono lenti e antichi!
Bastano già Donadoni e Materazzi a rendere triste l'avventura austroelvetica, Bagni me lo vorrei proprio risparmiare!
lunedì 9 giugno 2008
1982-2008
Riflettevo ieri sera, guardando Germania-Polonia, che, con questo, sono 26 anni di manifestazioni calcistiche che seguo, considerando un evento ogni due anni (tra mondiali ed europei, ovviamente, e tralasciando qualche edizione della Coppa d'Africa e Coppa America), siamo a quota 14.
Mi sono passate davanti centinaia di immagini, di serate passate a mangiare e bere con la scusa delle partite, sfilate, lacrime, abbracci, gioie e dolori, quasi sempre anestetizzati dall'alcol.
Tutto ebbe inizio nel (lontano) 1982, il primo mondiale che io ricordi con l'Italia di zoffgentilecabrini che vince e Pertini che sbeffeggia il cancelliere tedesco Schmidt.
Agli europei dell'84 "noi" non c'eravamo, ma c'era il mio idolo di sempre, che quegli europei li ha vinti (quasi) da solo.
Quella è stata l'ultima volta che la Francia m'è stata simpatica.
Poi ci fu il mondiale in Messico, con una delle peggiori nazionali italiane di sempre, ma tanto quelli erano i mondiali di Maradona (e dei miei esami di III media).
Non ce n'era per nessuno.
Non ce n'era per nessuno.
L'88 ci furono, invece, gli europei in Germania (strane le coincidenze, neh? In Germania proprio nell'88!), un nuovo CT e un nuovo gruppo, promosso quasi in blocco dall'Under 21.
Troppo inesperti, ma arrivarono comunque alla semifinale di un torneo che verrà ricordato soprattutto per qule magnifico gol di Van Basten.
Il '90
fu l'anno delle notti magiche, di Totò Schillaci, del gol di Baggio contro la Cecoslovacchia e delle infinite cene a casa di Karl (cominciavamo a mangiare prima che iniziasse la partita, per evitare di distrarci, puntualmente stavamo ancora mangiando al fischio finale!).
Mai come quell'anno meritavamo di vincere noi, ma l'unico gol preso ci costò la finale.
Ma fu comunque un gran divertimento.
Quelli furono pure gli ultimi mondiali da liceale.
Il 92 agli europei in Svezia non c'andammo proprio, e ho ancora impresso nella memoria il palo di Rizzitelli a Mosca!
In quei giorni, per me, c'era il primo esame all'università: Ragioneria Generale I.
Il '94 ci fu il (fallito) tentativo di esportare il calcio negli USA, l'Italia di Sacchi arrivò in finale grazie soprattutto a Baggio, il cui errore in finale ci costò una vittoria che comunque non meritavamo.
Quelli, per me, furono i mondiali della terrazza in Via Zacchia.
Il '96 cominciò il "tormentone Del Piero", ma quell'anno, più che di Zola-Baggio-Del Piero, mi preoccupavo per Rolle-Cauchy-Lagrange: uno dei 18 più belli della mia (lunga) carriera universitaria.
Nel '98 cominciò la sfida infinita con la Francia e l'immagine, anzi, il "suono" di quei mondiali resterà il "boing" del pallone calciato da Di Biagio che colpisce la traversa e quel testa di cazzo di Barthez che festeggia come se avesse parato lui.
Il 2000 fu l'anno di Toldo e dei rigori parati. Quell'Italia-Olanda resta una delle partite più belle che abbia mai vissuto, anche per il cucchiaio di quell'incosciente di Totti.
Il consiglio di Enzo (che non seguimmo!) di festeggiare dopo la semifinale, che mica si sapeva se la finale l'avremmo vinta!
Il consiglio di Enzo (che non seguimmo!) di festeggiare dopo la semifinale, che mica si sapeva se la finale l'avremmo vinta!
Poi ancora quegli odiosi francesi e la regola più antisportiva che sia mai stata concepita.
Nel 2002 ai mondiali di Corea&Giappone una delle nazionali potenzialmente più belle e forti si scontra contro l'arbitro più inetto e disonesto della storia del calcio: Byron Moreno, possin'ammazzallo!
Gli europei del 2004 faccio quasi fatica a ricordarli, mi vengono in mente lo sputo di Totti, l'ennesima polemica sulla convocazione di Del Piero e le lacrime di Cassano.
E finalmente il mondiali del 2006, che ho vissuto a metà, visto che il gruppo storico con cui avevo guardato tutte le partite importanti del precedente ventennio si era completamente, e per diversi motivi, sfaldato e sparpagliato per la penisola.
Giusto per la finale siamo riusciti a ricostituirlo, sebbene in parte e con assenze importanti e non sempre giustificate.
I mondiali in Germania per me resteranno per sempre i mondiali del 2-0 contro la Germania.
E oggi si riparte, di nuovo col tormentone Del Piero, che ad ogni manifestazione riesce a trovare qualcuno con cui contendersi un posto, senza Totti ma con Cassano, orfani di Cannavaro ma consapevoli (mai come questa volta) di essere i più forti.
E oggi si riparte, di nuovo col tormentone Del Piero, che ad ogni manifestazione riesce a trovare qualcuno con cui contendersi un posto, senza Totti ma con Cassano, orfani di Cannavaro ma consapevoli (mai come questa volta) di essere i più forti.
Una volta tanto sembra che non dobbiamo avere paura di nessuno, se non di noi stessi.
Oggi si ricomincia, e io sono ancora orfano del "mio" gruppo.
Forza Ale!
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mercoledì 14 maggio 2008
Io sto con loro
Senza se.
Senza ma.
Credo che nella vita bisogna (anche) saper prendere decisioni.
Essere di parte, per me, non è deplorevole.
Se fino a ieri andavi a braccetto con un mafioso (e noi meridionali lo sappiamo benissimo che mafioso non si diventa da un giorno all'altro!), io nutro un legittimo sospetto.
Se fino a ieri hai fatto i comodi tuoi e oggi ti vuoi rivendere come l'uomo della provvidenza e del dialogo, io nutro un legittimo sospetto.
Se fino a ieri dicevate che quelli erano i cattivi, e oggi invece li difendete a spada tratta, io nutro un legittimo sospetto.
E' vero, le persone cambiano, le idee cambiano, ma io continuo a nutrire un legittimo sospetto.
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giovedì 3 aprile 2008
Dalla ragione, al torto (uovo) marcio
Io non condivido per niente le idee di Ferrara (a dirla tutta, non condivido proprio Ferrara), non condivido nemmeno come si pone e come porge le sue idee e avrei partecipato alla contestazione organizzata ieri a Bologna.
Ma contestare non significa aggredire ed impedire (o almeno pensare di poterlo fare) a qualcuno (fosse anche Ferrara) di parlare, nel nostro (anche recente) passato, la gente è morta per dare a noi la possibilità di esprimere liberamente le nostre opinioni (fossero anche quelle di Ferrara).
Pensandoci, la miglior risposta da dare a Ferrara, penso sia proprio ignorarlo.
Se ieri a Bologna non fosse stata organizzata la contestazione, probabilmente a sentirlo ci sarebbero state pochissime persone, invece la stupida e incivile manifestazione di ieri, paradossalmente (ma manco tanto) ha dato maggior visibilità a lui e ha ridicolizzato la sostanza della contestazione stessa.
Diceva Voltaire "Non sono d'accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee", è un concetto che fatica ad entrarci in testa.
Eppure molti ieri in Piazza Mazzore avrebbero potuto contestare molto intelligentemente.
O anche più incisivamente.
martedì 25 marzo 2008
Stand by
Tramontata (per fortuna!) la possibilità di una stagione monca, giovedi scorso negli States è andato in onda l'ultimo episodio della prima parte della 4a stagione di Lost, la seconda parte andrà in onda, sempre negli USA, a partire dal 24 aprile.
Ci tocca, quindi, un mese di pausa.
Anche questa stagione sta ponendo più interogativi di quante risposte, in realtà, dia e la paura che non tutto verrà spiegato, o che si troveranno risposte irrazionali e fantascientifiche (nonstante le promesse degli stessi autori) è crescente.
Ma questo video, che mostra il team di autori a lavoro, fuga ogni dubbio!
mercoledì 12 marzo 2008
Pazza Inter ama(te)la!
Sono, da sempre, Juventino ma, per esempio, le volte che le strade della vecchia signora hanno incrociato il Crotone o la Reggina, ho sempre pensato che, in caso di sconfitta, non sarebbero stati punti persi.
Ma, soprattutto, sono un tifoso "del" calcio.
Amo questo sport e mi diverto a vedere quando lo si gioca bene e così mi è capitato di gioire per vittorie di altre squadre o soffrire per le loro sconfitte.
C'ho messo un bel pò, per esempio, per digerire la sconfitta dell'Atalanta col Malines, o la finale Torino-Ajax per finire con Samp- Barcellona.
Di contro, considero un privilegio aver "tifato" per il Milan di Gullit e Van Basten, o per il Napoli del MaGiCa o la Samp di Vialli&Mancini.
Tranne quando dall'altra parte c'è la Juve (quindi Manchester esclusa!) se una squadra italiana lotta per un traguardo europeo, di sicuro non godo per le loro sconfitte (sono felice per la Roma, per esempio).
Ma l'Inter no!
L'Inter proprio non la digerisco, è un concentrato di antipatia, inettitudine e sopravvalutazione.
Già il fatto che per loro sia più che normale giocare con 11 calciatori non italiani mi sta sul cazzo.
Hanno il presidente più inutile e, allo stesso tempo, più osannato di sempre.
Hanno (anzi, per fortuna loro, avevano!) l'allenatore più sopravvalutato della storia del calcio (niente da eccepire sul Mancini calciatore, ovviamente).
E' la squadra che concentra, nella rosa, il non plus ultra dell'antipatia con i tacchetti: Mihajlović, Ibrahimović, Materazzi, Stankovic, Vieira e César.
Prisco e Facchetti erano proprio fuori posto!
E così, nonostante ieri sera ci fosse il Liverpool, che non è che sia tra le mie squadre preferite!, al gol di Torres ho decisamente goduto!
E ora, visto che è difficile (=impossibile) che la mia Juve possa dire la sua, quasi quasi comincio a sperare che la Roma faccia loro lo sgambetto (anche) in campionato.
Ma poi chi li sopporta i romanisti che festeggeranno per 6 mesi di fila?
PS: nonostante argomenti molto invitanti, neanche un hyperlink!
martedì 4 marzo 2008
lunedì 3 marzo 2008
E' morto Sanremo, Viva Sanremo!
Va bene l'ennesimo Pippo Baudo (che è l'unico che può "sostentere" il peso del Festival).
Va bene Chiambretti (che 2 battute su 5 sono godibilissime).
Vanno bene anche Cutugno e Little Tony (che comunque sono rappresentativi di un fetta di pubblico consistente).
Vanno bene anche le vallette/co-conduttrici.
Ma quella giuria di qualità, che cazzo mi rappresentava?
Ma possibile che non si possa trovare una "via di mezzo"? E dire che noi italiani siamo i principi della via di mezzo ("ma anche")!
Come è possibile poter pensar di ri-dare credibilità alla kermesse musicale se il vincitore lo decidono una giuria che con la musica non c'entra nulla, gli sms (era meglio la schedina del totip!) e una fantomatica giuria demoscopica?
Come è possibile poter pensar di ri-dare credibilità alla kermesse musicale se il vincitore lo decidono una giuria che con la musica non c'entra nulla, gli sms (era meglio la schedina del totip!) e una fantomatica giuria demoscopica?
E' davvero così difficile mettere su una VERA giuria di qualità?
Una giuria composta realmente da addetti ai lavori: musicisti, giornalisti musicali, d&v.j., speakers radiofonici, magari dando loro la possibilità di ascoltare i brani già qualche settimana prima.
Una giuria composta realmente da addetti ai lavori: musicisti, giornalisti musicali, d&v.j., speakers radiofonici, magari dando loro la possibilità di ascoltare i brani già qualche settimana prima.
Una giuria che pesi, sul risultato finale, per un buon 50%, e distribuire il restante 50% tra messaggini e giuria (magari non propriamente popolare, ma scelta tra i veri fruitori di musica: chi ascolta la radio, chi compra i dischi e chi va ai concerti).
Io credo che, così facendo, le due anime (quella critica, a volte molto lontana dai gusti popolari, e quella di chi poi ascolta e compra la musica) si completino a vicenda e si potrebbe evitare di mortificare artisti come Cammariere, relegato dietro Toto Cutugno, o lo stesso Mario e Max Gazzè, scomparsi dalla classifica.
Ma così facendo (IMHO) ci sarà anche visibilità per cantanti come la Tatangelo, che magari non raggiunge l'eccellenza della qualità, ma è una cantante che piace, che vende parecchio e molto seguita.
E' davvero così difficile?
E comunque, ecco la mia, personalissima, classifica.
1. Sergio Cammariere
2. Mario Venuti
3. Max Gazzè
4. Loredana Bertè
5. L'aura
6. Frankie Hi-nrg
7. Tricarico
8. Mietta
9. Grignani
10. Fabrizio Moro
11. Eugenio Bennato
12. Paolo Meneguzzi
13. Anna Tatangelo
14. Michele Zarrillo
15. Little Tony
16. Di Tonno&Ponce
17. Tiromancino
18. Finley
19. Toto Cutugno
20 Amedeo Minghi
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venerdì 29 febbraio 2008
Dù gust, is megl che uànn?
Ieri sera s'è celebrata la serata (in teoria) più interessante del Festivàll, per ammission anche di Daniele, è la serata in cui anche gli stessi artisti in gara "buttano un orecchio" a quello che fanno/sperimentano i colleghi.
Il fatto è che non sempre, non tutti, sanno, riescono a sperimentare.
Ci sono quelli che paraculamente invitano un nome altisonante, e magari ne rimangono schiacciati.
Altri, altrettanto furbescamente, invitano artisti di spessore (presunto) minore, per uscirne ingigantiti, e magari vengono tirati verso il fondo dalla loro stessa scelta.
Ma ci sono anche quelli che sperimentano, e sperimentare è rischioso, e il rischio non sempre paga, ma premia.
Il duetto più bello è stato quell iniziale, della Bertè con Spagna. Non avrei mai immaginato che le due potessero essere amiche, e mai le avrei immaginate duettande, ma tant'è, Spagna ha impreziosito il pezzo, che sarà pure plagiato, ma resta bello e se i momenti più deboli erano le stonature della Bertè, se si sostituisce la grinta di Spagna, il risultato non può essere che buono. 9
Paraculo è stato anche Max Gazzè, che il brano lo ha si rivisitato, ma era una sperimentazione col paracadute, si sentiva che erano gli unici che avevano provato o che non ne avevano bisogno. La canzone di Max m'è piaciuta subito, e la Turci e la Rei l'hanno resa ancora più bella. 8 e 1/2
Mietta è stata (forse) l'unica che ha realmente sperimentato e rivoluzionato il pezzo con i Neri per Caso. Ma un'esecuzione a cappella è facile che si trasformi in una cappellata. Hanno rischiato, vanno premiati. 7 +
Il pezzo di L'Aura non mi fa impazzire, e poi scimmiotta troppo El'isa, ma i Rezophonic l'hanno aiutata parecchio, specie la cantante dei Lacuna Coil. 7
Il pezzo di Frankie, invece, mi piace un tot, e mi aspettavo molto dal duetto con Cristicchi, ma non sapevo cosa aspettarmi. Evidentemente non lo sapevano neanche loro, visto che si sono concentrati sulla scenografia, e non sul pezzo. Non era meglio un vero rapper (Caparezza), o gli ospiti originali del pezzo (Roy Paci e Ruggeri) o, magari, uno che non c'entrase nulla col rap e col pezzo, un/a/y melodico (chiunque)? Se proprio voleva una via di mezzo, perchè non Daniele Silvestri? 6--
Meneguzzi, probabilmente per colpa di Oberdan, mi sta simpatico e già la prima sera mi era piaciuto come aveva affrontato il palco (la canzone, no). Tony Hadley è stato un bel valore aggiunto, la paraculata del nome famoso è riuscita. 5 e 1/2 (7 Tony + 4 Pablo/2)
La canzone di Cammariere è quella che mi piace di più, ma Gal Costa, invece di impreziosirla, l'ha mortificata. Probabilmente il mio giudizio è figlio della mia poca dimestichezza con la musica brasiliana (scusami, Rino), ma Sergio da solo ha fatto più bella figua. 5 (di stima)
Zampaglione mi annoia, da morire e la canzone non mi piace, ma Di Battista è enorme anche ai miei occhi, che odio il jazz. Forse, però, era meglio se invitava il Califfo, no? 5 (10 Di Battista + 0 Zampaglione/2)
Zarrillo somiglia a mio cugino (e un poco anche a Karl) e poi suona benissimo la chitarra, ma non basta, e non bastano neanche le (per una volta) castigatissime Paola&Chiara. 4
Cutugno ha preso un pezzo che aveva scritto nel settembre dell'80 e che aveva dimenticato nel dimenticatoio, e l'ha portato al festivàll. Mi sta profondamente sul cazzo, perchè è un arrogante violento che finge di essere piacione (e secondo me vota(va) AN!). La Minetti ha una bella voce, ma non mi piace come/cosa canta. 4- (voto enormemente aumentato per le tette della Minnetti)
Bennato (Eugenio) ha addentato l'osso folk prima di Carmen, e non vuole mollarlo, ma c'ha scassato abbondantemente i cabbasisi. La Montecorvino è una grande performer, ma il pezzo è monotono e affatto originale. 3 (però mi sono emozionato a vedere sul palco quella chitarra battente che, qualche anno fa, ho avuto il privilegio (e il coraggio, spudorato) di suonare, insieme ai ragazzi che ieri erano sul palco)
Nomadi per dimostrano che il pezzo di Grignani è così anonimo, che chiunque lo canti, sembra lo abbia anche scritto. 3--
Ma 'sti Finley, chi sono? E sta Belinda, chi è? Mah! Inutili. 2 e 1/2
Fabrizio Moro aveva una sola cartuccia. Se l'è sparata lo scorso anno. Scimmiottare e fingere di non farlo, Vasco è rischioso, specie se poi inviti Curreri per duettare! 2
Ma perchè basta essere rincoglioniti, per farsi osannare da certa stampa come geni (incompresi, ovviamente). Tricarico non sa cantare, non si sa esibire e ha scritto un pezzo ovvio e anche brutto. Che tristezza vedere il Mago Forrest mortificarsi là dietro. 2--
Ma di giggidalessio, non ne bastava uno? La versione femminile era già di troppo, in inglese, poi, proprio nun se pò sentì! I gridolini di Bolton non migliorano il pezzo della Tatangelo. 1 e 1/2
Ma che volevano fare Little Tony e i Gipsy Kings? Che casino, e che schifo! 1
Lola Ponce, Giò di Tonno e Los Vivancos: che ppppalle! 1--
Minghi, ma quando ti ritiri??? 0
Minghi, ma quando ti ritiri??? 0
Fuori classifica, perchè le emozioni non si possono misurare: grazie, Mario.
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mercoledì 27 febbraio 2008
Sanremo, la prova d'appello
Con la pia speranza che il flop della prima sera fosse dovuto al clamore (e orrore) suscitato dai terribili fatti di Gravina, ieri sera si è celebrata la seconda puntata del 58° festivàll della canzone italiana (?).
Dopo l'invasione degli ultrapippi, la geniale (ma dove li hanno trovati questi autori? Uova di pasqua scaduti?) trovata della seconda serata è stata, nientepopodimenoche, il commissario Rex, e i suoi cloni. Alzi la mano chi non ha pensato che tra tanti cantanti-cani, un cane-cantante avrebbe fatto la sua porca figura! Ma per fortuna (o sfortuna, chi lo potrà mai dire?) il magnifico Deutscher Schäferhund non ha cantato.
A dire il vero, nei più apprensivi (e mentalmente labili) di noi, l'immagine
di tutti quei cani che abbaiavano sul palco ha generato il panico, temendo che le di loro bave potessero far scivolare "iddu".
Infatti di li a poco, sul palco è arrivato Mario.
Infatti di li a poco, sul palco è arrivato Mario.
Bella l'accoglienza riservatagli da Pippo Baudo, tanto da fugare ogni nostro dubbio sul fatto che tra i due non corra buon sangue.
O magari hanno fatto pace, boh!
Carina "A ferro e fuoco", sicuramente non all'altezza di altri brani di Mario (mia madre ha laconicamnete commentato "...ha fatto di meglio..."), ma altrettanto sicuramente più "sanremese" di Crudele e Un altro posto nel mondo, e visto che in altre occasioni c'eravamo lamentati del fatto che avesse portato brani troppo sofisticati per quella platea, mi sembra che ci sia ben poco di cui lamentarsi oggi.
Incontentabili!
Il brano sa molto di Beatles e a me personalmente ricorda molto altri due pezzi di Mario, Estate in città e Grandi imprese.
Dopo averla (finalmente) ascoltata, ho capito perchè Mario abbia pensato a Luca per il duetto di giovedì.
Così come In santità, questa canzone sembra scritta proprio per i Denovo!
L'esibizione è stata emozionata e in alcuni tratti la voce ha stentato, l'effetto "felpa in bocca" non ha sortito effetti dannosi.
L'esibizione è stata emozionata e in alcuni tratti la voce ha stentato, l'effetto "felpa in bocca" non ha sortito effetti dannosi.
Sventato anche il "pericolo Chiambretti", chè temevo reazioni poco simpatiche di Mario....
La lezione della prima serata non è servita a far cambiare registro, lo spettacolo (?) è noioso e fa da cornice a canzoni per lo più brutte (e mal eseguite) e dire che la Guàccero (che io ocntinuerò a chiamare Guaccéro) ce l'ha messa tutta per far alzare lo share!
La lezione della prima serata non è servita a far cambiare registro, lo spettacolo (?) è noioso e fa da cornice a canzoni per lo più brutte (e mal eseguite) e dire che la Guàccero (che io ocntinuerò a chiamare Guaccéro) ce l'ha messa tutta per far alzare lo share!
Ma niente, gli ascolti confermano che il festival, così com'è, non piace.
Perchè così lungo? Perchè 5 giorni? Perchè inutili siparietti? Perchè?
Domande destinate a restare senza risposte.
Che poi, a me neanche dispiace che ci sia Baudo, chè forse solo lui riesce a reggere 'sta corazzata, ma la formula proprio non va.
A niente servono le frecciate di Chiambretti, che sulla distanza risulta anche pesante; sicuramente poco efficace nelle gags costruite, meglio nelle battute estemporanee.
A metà serata l'unico, vero, spettacolo della serata, il ciclone Loredana!
Pazza come un cavallo, fuori come una balconata, si è abbattuta sull'Ariston svegliando tutti.
La canzone non è malvagia, l'esibizione è magnifica, ma neanche lei si sottrae a stonature varie.
Ruggeri (Enrico) sostiene che c'è qualche problema audio sul palco, mi sa che è vero, visto che stonano tutti/e/y.
Tranne Meneguzzi...ma lui mica canta!
Finita l'esibizione, Loredana non ne vuole sapere di lasciare il palco...e nè Baudo nè Chiambretti hanno il coraggio di accompagnarla fuori.
La assecondano per divesi minuti, terrorizzati da ciò che potrebbe direfarebaciareletteratestamento.
La assecondano per divesi minuti, terrorizzati da ciò che potrebbe direfarebaciareletteratestamento.
E per fortuna non era all'oggiata nell'albergo di mAu, chè lui dice che sul palco ce l'avrebbe accompagnata a calci in culo!
C'è ancora spazio per l'unica vera emozione musicale della serata.
Purtroppo (per quelli che si erano già consegnati a Morfeo) l'ora è tarda è così le velleità di abbandonare la nicchia sofisticata e snob in cui si è relegato svaniscono, e così l'immenso Sergio Cammariere è costretto ad eseguire la magnifica "L'amore non si spiega" per pochi intimi.
La cosa migliore ascoltata al festival, non ho dubbi.
Ridendo e scherzando (mica tanto, neh!), siamo arrivati all'1, e gli occhi mi fanno pupi-pupi.
Il dopofestival lo registro e me lo godo in un orario più consono, che quest'anno gli Elii stanno facendo un lavoro M-A-E-S-T-O-S-O.
Stamattina, però, mi sono svegliato con un saporaccio nelle orecchie.
Ho messo gli auricolari sotto il casco e mi sono fatto accompagnare a lavoro dalle anime salve di Fabrizio.
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