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martedì 2 dicembre 2008

lunedì 15 settembre 2008

Pescara

Con tutto il rispetto, ci sono alcuni posti che non sono nella mia personalissima lista dei posti da vedere, mete che di certo non sceglierei per trascorrere una vacanza, o anche solo per un visita.
Ma da qualche anno, tra i motivi che mi spingono ad andare in giro, s'è aggiunto quello "musicale", un sorta di "turismo del pentagramma", andare in giro approfittando di un concerto in zona.
E così, tra un concerto dei Police a Torino, uno di Daniele Silvestri a Perugia, uno di Carmen Consoli a Napoli, uno di Mario Venuti ad Ancona, può capitare di ritrovarsi a Poggibonsi, a Frosinone o a Cerreto d'Esi, per seguire ancora Mario, o a Sant'Oreste per un concerto di Niccolò Fabi, posti che mai mi sarei sognato di visitare altrimenti.
E' capitato anche questo week-end, che da modenese, è diventato Pescarese.
La scusa, anche questa volta, era un concerto di Mario, in quel di Pescara; l'idea era quella di approfitare e fare un week-end fuori.
Ho scoperto una gradevolissima città, viva e organizzata, calorosa e ordinata, e ho deciso, nel mio piccolo, di fargli un piccolo spot, a beneficio di chi volesse trascorrere un paio di giorni all'insegna della buona cucina e del buon vivere.
A cominciare dall'Hotel, il Salus Hotel, sul Lungomare Matteotti, un albergo modesto ma dignitosissimo, con personale premuroso, gentile e simpatico, proprio sul mare, con tanto di spiaggia privata.
Prezzo modico e soddisfazione (nella misura in cui) garantita.
Poi la "movida pescarese" (meglio di quella che mi aveva colpito a Terni): due stradine della Pescara Vecchia (Via delle Caserme e Corso Manthonè) completamente ristrutturate e piene di locali (birrerie, ristoranti (anche giapponese e brasiliano), pizzerie, discopub, trattorie, vinerie, bar, caffè) tutti arredati con molto gusto, con personale gentilissimo e con prezzi "giusti", locali che di sera vengono presi d'assalto da centinaia (e centinaia) di giovani, una situazione che m'ha ricordato la Catania di qualche anno fa (quella di Bianco), piena di ragazzi per strada, estate e inverno.
Abbiamo mangiato, per due sere di seguito, al Chiodofisso, ottimi salumi e ottima carne alla brace, gestori e camerieri oltremodo gentili.
Bell'ambiente anche al Marni, qualche metro più in là, comodissime poltrone e buona birra, oltre che buon gusto (comune denominatore di tutti i locali) nel coniugare l'arredamento e la location, senza stravolgere o mortificare l'architettura del locale.
Per il dolce, tappa obbligata al Caprice, in Piazza Garibaldi (sempre là vicino), delizioso il gelato alla crema e il semifreddo di cioccolato bianco ai frutti di bosco.
Per chi avesse voglia di un buon pasto a base di pesce, vivamente consigliato il ristorante Oriente (a parte il fatto che il nome mi ricorda Lisbona), sul Lungomare Matteotti.
Abbiamo mangiato un'ottima frittura di pesci ("una crema", è stato detto), ma soprattutto una delle cose più buone che abbia mai assaggiato: il brodetto.
Un vero e proprio orgasmo culinario, un'orgia di sapori: ME-RA-VI-GLIO-SO!


Anche la "prova mare" è stata superata oltre ogni aspettativa, nonostante il fondale sabbioso, il livello dell'acqua basso (abituato nel "mio" Jonio, che a 2mt dal bagnasciuga si sprofonda a 3mt!) e il porto a pochi metri, l'acqua era limpida.
Nonostante la pioggia che ha rovinato il concerto e scassato i cabbasisi per tutto il week-end, siamo comunue riusciti a prendere un pò di sole e fare il bagno, oltre che a fare una meravigliosa pennichella postprandiale, con la preziosa collaborazione del sole e del ventarello.
Molto carino anche il Porto Turistico, anche se per arrivarci (dal Lungomare Matteotti) bisogna fare il giro di Peppe...però Berlusconi ha già promesso che farà costruire un ponte!
Avremmo voluto visitare la casa di D'Annunzio...ma il brodetto ha stravinto la gara!
Magari non ci andrei a passare le vacanze a Pescara, ma di certo non mi dispiacerà tornarci.

Peccato solo che, di ritorno a casa, ho trovato questa bella sorpresa.


domenica 14 settembre 2008

giovedì 8 maggio 2008

Estate romana

Sarà che l'inverno, anche se non freddo, è stato lungo e scassacazzi; sarà che, per diversi motivi, questa primavera è da dimenticare al più presto; sarà una una pura e semplice coincidenza, ma quest'anno si sa già molto sugli eventi (musicali) della prossima (e magari ultima!) estate romana.
In (speranzosa) attesa di sapere se per il Telecomcerto 2008 verranno i Led Zeppelin, gli Who o i Pink Floyd (la porticina per i Police è sempre aperta, ovviamente); se lo zio Pino ci degnerà di farsi vedere anche da queste parti; che Mario aggiunga date "pubbliche" e che il Sil sveli tutte le date del tour, mi sono già portato avanti (pure troppo!) col lavoro.
Si inizia il 24 giugno, nella cavea dell'Auditorium, con Alanis Morissette, che, per colpa dell'esame di matematica (che comunque superai), m'ero perso nel '96.
Il 7 luglio mi tocca l'n-esimo concerto di Daniele Silvestri, finalmente all'Auditorium, anche se in esterna.
Dopo solo una settimana, di nuovo seduto nella cavea per il concerto di Max Gazzè (questa volta orfano della Turci e della Rei).
Appena il tempo di tornare a casa e fare un doccia, che debbo ritornare all'Auditorium per vedere Rufus Wainwright, il 18.
Il sabato successivo l'apoteosi, dopo meno di due anni ritorno a vedere un concerto di Ben, quando ancora ho nelle orecchie quello che riuscì a fare al Palalottomatica.
E speriamo che non sia tutto qui!

lunedì 3 marzo 2008

E' morto Sanremo, Viva Sanremo!

Va bene l'ennesimo Pippo Baudo (che è l'unico che può "sostentere" il peso del Festival).
Va bene Chiambretti (che 2 battute su 5 sono godibilissime).
Vanno bene anche Cutugno e Little Tony (che comunque sono rappresentativi di un fetta di pubblico consistente).
Vanno bene anche le vallette/co-conduttrici.
Ma quella giuria di qualità, che cazzo mi rappresentava?
Ma possibile che non si possa trovare una "via di mezzo"? E dire che noi italiani siamo i principi della via di mezzo ("ma anche")!
Come è possibile poter pensar di ri-dare credibilità alla kermesse musicale se il vincitore lo decidono una giuria che con la musica non c'entra nulla, gli sms (era meglio la schedina del totip!) e una fantomatica giuria demoscopica?
E' davvero così difficile mettere su una VERA giuria di qualità?
Una giuria composta realmente da addetti ai lavori: musicisti, giornalisti musicali, d&v.j., speakers radiofonici, magari dando loro la possibilità di ascoltare i brani già qualche settimana prima.
Una giuria che pesi, sul risultato finale, per un buon 50%, e distribuire il restante 50% tra messaggini e giuria (magari non propriamente popolare, ma scelta tra i veri fruitori di musica: chi ascolta la radio, chi compra i dischi e chi va ai concerti).
Io credo che, così facendo, le due anime (quella critica, a volte molto lontana dai gusti popolari, e quella di chi poi ascolta e compra la musica) si completino a vicenda e si potrebbe evitare di mortificare artisti come Cammariere, relegato dietro Toto Cutugno, o lo stesso Mario e Max Gazzè, scomparsi dalla classifica.
Ma così facendo (IMHO) ci sarà anche visibilità per cantanti come la Tatangelo, che magari non raggiunge l'eccellenza della qualità, ma è una cantante che piace, che vende parecchio e molto seguita.
E' davvero così difficile?
E comunque, ecco la mia, personalissima, classifica.

1. Sergio Cammariere
2. Mario Venuti
3. Max Gazzè
4. Loredana Bertè
5. L'aura
6. Frankie Hi-nrg
7. Tricarico
8. Mietta
9. Grignani
10. Fabrizio Moro
11. Eugenio Bennato
12. Paolo Meneguzzi
13. Anna Tatangelo
14. Michele Zarrillo
15. Little Tony
16. Di Tonno&Ponce
17. Tiromancino
18. Finley
19. Toto Cutugno
20 Amedeo Minghi

venerdì 29 febbraio 2008

Dù gust, is megl che uànn?

Ieri sera s'è celebrata la serata (in teoria) più interessante del Festivàll, per ammission anche di Daniele, è la serata in cui anche gli stessi artisti in gara "buttano un orecchio" a quello che fanno/sperimentano i colleghi.
Il fatto è che non sempre, non tutti, sanno, riescono a sperimentare.
Ci sono quelli che paraculamente invitano un nome altisonante, e magari ne rimangono schiacciati.
Altri, altrettanto furbescamente, invitano artisti di spessore (presunto) minore, per uscirne ingigantiti, e magari vengono tirati verso il fondo dalla loro stessa scelta.
Ma ci sono anche quelli che sperimentano, e sperimentare è rischioso, e il rischio non sempre paga, ma premia.
Il duetto più bello è stato quell iniziale, della Bertè con Spagna. Non avrei mai immaginato che le due potessero essere amiche, e mai le avrei immaginate duettande, ma tant'è, Spagna ha impreziosito il pezzo, che sarà pure plagiato, ma resta bello e se i momenti più deboli erano le stonature della Bertè, se si sostituisce la grinta di Spagna, il risultato non può essere che buono. 9
Paraculo è stato anche Max Gazzè, che il brano lo ha si rivisitato, ma era una sperimentazione col paracadute, si sentiva che erano gli unici che avevano provato o che non ne avevano bisogno. La canzone di Max m'è piaciuta subito, e la Turci e la Rei l'hanno resa ancora più bella. 8 e 1/2
Mietta è stata (forse) l'unica che ha realmente sperimentato e rivoluzionato il pezzo con i Neri per Caso. Ma un'esecuzione a cappella è facile che si trasformi in una cappellata. Hanno rischiato, vanno premiati. 7 +
Il pezzo di L'Aura non mi fa impazzire, e poi scimmiotta troppo El'isa, ma i Rezophonic l'hanno aiutata parecchio, specie la cantante dei Lacuna Coil. 7
Il pezzo di Frankie, invece, mi piace un tot, e mi aspettavo molto dal duetto con Cristicchi, ma non sapevo cosa aspettarmi. Evidentemente non lo sapevano neanche loro, visto che si sono concentrati sulla scenografia, e non sul pezzo. Non era meglio un vero rapper (Caparezza), o gli ospiti originali del pezzo (Roy Paci e Ruggeri) o, magari, uno che non c'entrase nulla col rap e col pezzo, un/a/y melodico (chiunque)? Se proprio voleva una via di mezzo, perchè non Daniele Silvestri? 6--
Meneguzzi, probabilmente per colpa di Oberdan, mi sta simpatico e già la prima sera mi era piaciuto come aveva affrontato il palco (la canzone, no). Tony Hadley è stato un bel valore aggiunto, la paraculata del nome famoso è riuscita. 5 e 1/2 (7 Tony + 4 Pablo/2)
La canzone di Cammariere è quella che mi piace di più, ma Gal Costa, invece di impreziosirla, l'ha mortificata. Probabilmente il mio giudizio è figlio della mia poca dimestichezza con la musica brasiliana (scusami, Rino), ma Sergio da solo ha fatto più bella figua. 5 (di stima)
Zampaglione mi annoia, da morire e la canzone non mi piace, ma Di Battista è enorme anche ai miei occhi, che odio il jazz. Forse, però, era meglio se invitava il Califfo, no? 5 (10 Di Battista + 0 Zampaglione/2)
Zarrillo somiglia a mio cugino (e un poco anche a Karl) e poi suona benissimo la chitarra, ma non basta, e non bastano neanche le (per una volta) castigatissime Paola&Chiara. 4
Cutugno ha preso un pezzo che aveva scritto nel settembre dell'80 e che aveva dimenticato nel dimenticatoio, e l'ha portato al festivàll. Mi sta profondamente sul cazzo, perchè è un arrogante violento che finge di essere piacione (e secondo me vota(va) AN!). La Minetti ha una bella voce, ma non mi piace come/cosa canta. 4- (voto enormemente aumentato per le tette della Minnetti)
Bennato (Eugenio) ha addentato l'osso folk prima di Carmen, e non vuole mollarlo, ma c'ha scassato abbondantemente i cabbasisi. La Montecorvino è una grande performer, ma il pezzo è monotono e affatto originale. 3 (però mi sono emozionato a vedere sul palco quella chitarra battente che, qualche anno fa, ho avuto il privilegio (e il coraggio, spudorato) di suonare, insieme ai ragazzi che ieri erano sul palco)
Nomadi per dimostrano che il pezzo di Grignani è così anonimo, che chiunque lo canti, sembra lo abbia anche scritto. 3--
Ma 'sti Finley, chi sono? E sta Belinda, chi è? Mah! Inutili. 2 e 1/2
Fabrizio Moro aveva una sola cartuccia. Se l'è sparata lo scorso anno. Scimmiottare e fingere di non farlo, Vasco è rischioso, specie se poi inviti Curreri per duettare! 2
Ma perchè basta essere rincoglioniti, per farsi osannare da certa stampa come geni (incompresi, ovviamente). Tricarico non sa cantare, non si sa esibire e ha scritto un pezzo ovvio e anche brutto. Che tristezza vedere il Mago Forrest mortificarsi là dietro. 2--
Ma di giggidalessio, non ne bastava uno? La versione femminile era già di troppo, in inglese, poi, proprio nun se pò sentì! I gridolini di Bolton non migliorano il pezzo della Tatangelo. 1 e 1/2
Ma che volevano fare Little Tony e i Gipsy Kings? Che casino, e che schifo! 1
Lola Ponce, Giò di Tonno e Los Vivancos: che ppppalle! 1--
Minghi, ma quando ti ritiri??? 0

Fuori classifica, perchè le emozioni non si possono misurare: grazie, Mario.

mercoledì 27 febbraio 2008

Sanremo, la prova d'appello

Con la pia speranza che il flop della prima sera fosse dovuto al clamore (e orrore) suscitato dai terribili fatti di Gravina, ieri sera si è celebrata la seconda puntata del 58° festivàll della canzone italiana (?).
Dopo l'invasione degli ultrapippi, la geniale (ma dove li hanno trovati questi autori? Uova di pasqua scaduti?) trovata della seconda serata è stata, nientepopodimenoche, il commissario Rex, e i suoi cloni. Alzi la mano chi non ha pensato che tra tanti cantanti-cani, un cane-cantante avrebbe fatto la sua porca figura! Ma per fortuna (o sfortuna, chi lo potrà mai dire?) il magnifico Deutscher Schäferhund non ha cantato.
A dire il vero, nei più apprensivi (e mentalmente labili) di noi, l'immagine di tutti quei cani che abbaiavano sul palco ha generato il panico, temendo che le di loro bave potessero far scivolare "iddu".
Infatti di li a poco, sul palco è arrivato Mario.
Bella l'accoglienza riservatagli da Pippo Baudo, tanto da fugare ogni nostro dubbio sul fatto che tra i due non corra buon sangue.
O magari hanno fatto pace, boh!
Carina "A ferro e fuoco", sicuramente non all'altezza di altri brani di Mario (mia madre ha laconicamnete commentato "...ha fatto di meglio..."), ma altrettanto sicuramente più "sanremese" di Crudele e Un altro posto nel mondo, e visto che in altre occasioni c'eravamo lamentati del fatto che avesse portato brani troppo sofisticati per quella platea, mi sembra che ci sia ben poco di cui lamentarsi oggi.
Incontentabili!
Il brano sa molto di Beatles e a me personalmente ricorda molto altri due pezzi di Mario, Estate in città e Grandi imprese.
Dopo averla (finalmente) ascoltata, ho capito perchè Mario abbia pensato a Luca per il duetto di giovedì.
Così come In santità, questa canzone sembra scritta proprio per i Denovo!
L'esibizione è stata emozionata e in alcuni tratti la voce ha stentato, l'effetto "felpa in bocca" non ha sortito effetti dannosi.
Una discesa col freno tirato, direi, ma nella mediocrità di Sanremo, è sembrato un Km lanciato!
Sventato anche il "pericolo Chiambretti", chè temevo reazioni poco simpatiche di Mario....
La lezione della prima serata non è servita a far cambiare registro, lo spettacolo (?) è noioso e fa da cornice a canzoni per lo più brutte (e mal eseguite) e dire che la Guàccero (che io ocntinuerò a chiamare Guaccéro) ce l'ha messa tutta per far alzare lo share!
Ma niente, gli ascolti confermano che il festival, così com'è, non piace.
Perchè così lungo? Perchè 5 giorni? Perchè inutili siparietti? Perchè?
Domande destinate a restare senza risposte.
Che poi, a me neanche dispiace che ci sia Baudo, chè forse solo lui riesce a reggere 'sta corazzata, ma la formula proprio non va.
A niente servono le frecciate di Chiambretti, che sulla distanza risulta anche pesante; sicuramente poco efficace nelle gags costruite, meglio nelle battute estemporanee.
A metà serata l'unico, vero, spettacolo della serata, il ciclone Loredana!
Pazza come un cavallo, fuori come una balconata, si è abbattuta sull'Ariston svegliando tutti.
La canzone non è malvagia, l'esibizione è magnifica, ma neanche lei si sottrae a stonature varie.
Ruggeri (Enrico) sostiene che c'è qualche problema audio sul palco, mi sa che è vero, visto che stonano tutti/e/y.
Tranne Meneguzzi...ma lui mica canta!
Finita l'esibizione, Loredana non ne vuole sapere di lasciare il palco...e nè Baudo nè Chiambretti hanno il coraggio di accompagnarla fuori.
La assecondano per divesi minuti, terrorizzati da ciò che potrebbe direfarebaciareletteratestamento.
E per fortuna non era all'oggiata nell'albergo di mAu, chè lui dice che sul palco ce l'avrebbe accompagnata a calci in culo!
C'è ancora spazio per l'unica vera emozione musicale della serata.
Purtroppo (per quelli che si erano già consegnati a Morfeo) l'ora è tarda è così le velleità di abbandonare la nicchia sofisticata e snob in cui si è relegato svaniscono, e così l'immenso Sergio Cammariere è costretto ad eseguire la magnifica "L'amore non si spiega" per pochi intimi.

La cosa migliore ascoltata al festival, non ho dubbi.

Ridendo e scherzando (mica tanto, neh!), siamo arrivati all'1, e gli occhi mi fanno pupi-pupi.
Il dopofestival lo registro e me lo godo in un orario più consono, che quest'anno gli Elii stanno facendo un lavoro M-A-E-S-T-O-S-O.
Stamattina, però, mi sono svegliato con un saporaccio nelle orecchie.
Ho messo gli auricolari sotto il casco e mi sono fatto accompagnare a lavoro dalle anime salve di Fabrizio.

martedì 26 febbraio 2008

Sanremo!

E alla fine arriva lui, anzi no, all'inizio, dell'anno, arriva lui.
Puntuale come le elezioni, arriva il Festivàl di Sanremo.
Io faccio parte di quelli che il festival lo guardano, in alcuni casi (come quest'anno) lo aspettano pure.
Diciamo che un motivo in più per guardarlo, c'è quasi ogni anno, una volta Mario, una volta Daniele, un'altra Carmen, quest'anno, poi, c'è una bella concentrazione: Mario, Cammariere, Frankie e Gazzè.
Ieri sera, perciò, non mi sono sottratto al rito.
Come ogni anno, da 58 a questa parte, si sente dire quello dell'anno scorso era meglio, salvo poi dire che le canzoni sono sempre le stesse!
Il fatto è che al festival, tranne una manciata di (pseudo) novità all'anno, è una replica, da almeno 25 anni.
Un pò come i candidati alle elezioni, con la differenza che Grillo ancora non ha organizzato un V-Day per proporre il limite dei 3 Sanremo a cantante!
Ieri sera, quindi, si è celebrata la prima serata del festival.
E' iniziata come peggio non poteva, l'omaggio a Modugno è stato (IMHO) scandaloso.
Sono riusciti a rendere vecchia una canzone che 50 anni era avanti di almeno 50 anni!
E Morandi?....ma non avevano provato prima?
Il povero Mimmo si sarà rivoltato nella tomba!
Sulle canzoni non so (ancora) esprimermi, diciamo che, a primo ascolto, me ne sono piaciute 3 (Max Gazzè, Frankie e i Frank Head), però riesco a canticchiare solo quella di Frankie (...qui si fa la rivoluzione...); non mi è dispiaciuto il ragazzo che ha cantato quella canzone su Moro e Berlinguer, un pò perchè se mi nominano Enrico mi toccano nel profondo, un pò perchè mi ricordava i Modena City Ramblers che furono (e che a Berlinguer dedicarono una bellissima canzone).
Lungi dall'essermi piaciuto, ho apprezzato il Meneguzzi, che chiamato sul palco per primo, non si è affatto emozionato e ha pure cantato bene.
Resta il mistero Annatatangelogiggidalessio, io ero convinto che a Sanremo si potesse andare solo con brani inediti, mentre 'sti due presentano ogni anno la stessa canzone!
E comunque, l'immagine che mi è passata, è che l'amico di Anna non è gay, ma un bel paragnosta che approfitta per coricarsi con lei (e farsi accarezzare come un gatto)!
E Tricarico? Ma che s'era calato? Mi spiace per la mia amica Paola, ma non m'è piaciuto lui, non m'è piaciuta la canzone e non m'è piaciuta l'esibizione.
Il resto, calma piatta, L'aura e Moro, copmpresi, che di Elisa e Vasco bastano gli originali, chè di brutte copie ne abbiamo parecchie.
Comunque, più che scagliarmi contro i cantanti, le canzoni e la commissione che li ha scelti, vorrei tanto capire per quale spacchio di motivo per una settimana all'anno alla Rai non possano rinunciare al giochino del cazzo della prima serata per far iniziare il fastival ad un orario decente e farlo terminare ad un orario meno marzullesco?
Perchè allungare ancora di più il festival con inutili (anche se la Osvart è un gran bel vedere) balletti ed estenuanti spot?
Perchè sottrarre tempo prezioso al vero spasso del festival: il dopofestival?
Quest'anno, soprattutto, che gli Elii hanno ocnfezionato un programma S-T-U-P-E-N-D-O!
Ieri sera è iniziato con una versione riveduta e corretta del pezzo di Cutugno, con tanto di intrusione dello stesso armato di sax, è proseguito con un tentativo di rissa tra Cutugno (sempre lui) e Luzzato Fegiz (provvidenzialmente arginata da Elio) e si è concluso con Zarrillo in versione heavy-metal (che per me non era una sorpresa, chè mi ricordo da piccolo che il buon Michele venne al mio paese a suonare, e la chitarra la sunova divinamente già allora).
Stasera si bissa, il primo è proprio Mario, e la cosa mi preoccupa non poco, visto che a lui il palco dell'Ariston gli provoca l'effetto "felpa in bocca", rompere il ghiaccio, poi!
Peccato solo che quest'anno abbiano deciso di anticipare i pezzi in gara nella seconda serata già dalla sera prima.
Addio sorpresa, uovo rotto e addio sorpresa, come sostiene Ivan, ma io non ci casco, ho accuratamente evitato di ascoltarla.
Il mo uovo è ancora intatto.

sabato 16 febbraio 2008

Denovo loro!

Oramai è ufficiale.
Dopo le prime voci di qualche giorno fa, dopo l'anticipazione de Il Mattino, la conferma viene proprio dal diretto interessato: i DENOVO tornano a Sanremo!
Da qualche anno, infatti, una delle serate del Festival di Sanremo (la più interessante, alla fine dei conti) è dedicata alle rivisitazioni.
Ogni artista in gara rilegge il brano arricchendolo con un'ospitata.
Fuori da ogni pronostico, quando in molti davamo per scontato che Mario avrebbe invitato Carmen Consoli (visto che proprio Mario ce lo aveva anticipato), eccoti invece rispuntare i DENOVO!
A dire il vero, saranno solo i 3/4 dei Denovo.
Come era già accaduto in occasione della stesura del libro "Tempi di libero rock", Gabriele Madonia, il bassista della banda catanese (nonchè fratello di Luca Madonia) si era defilato, facendo sapere che non ne avrebbe voluto più sapere dei Denovo.
Perciò, giovedi 28 febbraio, sul palco dell'Ariston, ad accompagnare Mario Venuti ci saranno Luca Madonia (che, come Mario, ha continuato la carriera solista) e Tony Carbone (che, a parte qualche ospitata in diversi CD) è passato dall'altra parte del mixer.
Nonostante nomi più o meno famosi (pare certa la presenza, nella serata di giovedi, di Michael Bolton e anche di Gianna Nannini), il ritorno sulle scene dei "Denovo" è sicuramente "la" notizia di questo festivàl.
Sicuramente lo è per me, che sogno questo momento da quell'estate del '90, quando li vidi per la prima (e ultima!) volta insieme e che ho ancora i brividi per la stupenda serata di Villa Celimontana.

domenica 1 luglio 2007

Metti una sera...

...di prima estate. Una bella serata fresca, dopo una settimana di temperature africane.
Poi prendi il cassero di una fortezza medicea, costruita nel bel mezzo delle colline senesi, circondata da vigneti e poderi che rivivono come agriturimi e B&B, immersi in un verde che rilassa anche solo a contemplarlo.
Piazzaci in mezzo un bel palco, chiama un artista che sappia accordarsi con questa scenografia naturale, senza turbarne l'equilbrio e spera che la luna faccia il resto.
Ecco, è questo quello che devono aver pensato quando hanno pianificato gli spettacoli per l'estate 2007 a Poggibonsi
.
Certo, non potevano prevedere che, per tutta la serata, un vento indisponente avrebbe imperversato agitando il
simbolo del Sulu Tour, che, minacciosamente, incombeva alle spalle di Mario.
Ma il resto, tutto il resto, era perfetto.
E così, ecoci di nuovo on the road, io e Silvia, per l'ennesimo concerto di Mario, altri chilometri macinati in giro per l'Italia, a vedere posti che mai avremmo immaginato di voler visitare (Poggibonsi, per esempio, ma anche Cerreto d' Esi o Frosinone!), ma anche trovando un'ottima scusa per trascorrere un week end fuori, e sprofondare nella tranquillità di una piscina con vista sullo
skyline più bello d'Italia.
Come al solito, non vogliamo perderci il soundcheck, anche perchè è l'unico modo per scambiare quattro chiacchiere con Mario, e così, di buon'ora, raggiungiamo il
Cassero.
Il posto, effettivamente, è stupendo, c'è una vista meravigliosa, se non fosse per un rudere che si staglia cadente dietro il palco, in bella mostra, visto che a causa del vento, hanno deciso di non mettere il solito panno nero alle spalle di Mario. Qualche minuto di attesa, passato a scherzare con i ragazzi del service e ad arrufianarci gli organizzatori dell'evento (sforzi premiati con la primissima fila riservata, a dispetto degli sponsor, relegati dietro di noi!), e arriva Mario.
Da lontano ci vede, ci riconosce (quasi) subito, gli esce un "ohhh" a metà tra la sorpresa e la rassegnazione (però, era più gratificante quando si sorprendeva di trovarci in luoghi inconsueti e lontani dalle nostre solite rotte) e si dirige verso di noi. Gli andiamo incontro.
Sembra rilassato, tranquillo, invece è in trance post pennichella. Anche lui vittima del microclima delle colline senesi, ci racconta di aver preso la stanza in un agriturismo (che i più feticisti/e/y poitranno ammirare nella prima foto), di essersi affacciato dalla finestra, aver goduto della vista per qualche secondo e poi, richiusa la finestra, di essere sprofondato
nel sonno che solo i giusti sanno assaporare. Gli chiedo com'è stato ritornare a suonare dopo questa breve pausa, ci dice che non se ne è ancora reso conto, tant'è che, salito sul palco per provare, ci scherza su, chiedendosi/ci chi sia, come si chiami e cosa ci faccia su quel palco. Il soundcheck fila via liscio, come non eravamo poi tanto abituati e come ci ha abituati in questo Sulu Tour. C'è anche il tempo per un siparietto con Ermanno.
Pensando di fare cosa utile e gradita, hanno implementato la strumentazione sul palco con una sorta di pedale da grancassa, riposto sotto lo sgabello, cosi che, nei pezzi in cui Mario si aiuta con il piede per tenere il tempo, il suono sia più forte e, soprattutto, costante, e non diverso a seconda della suola o del palco.
La cosa gli provoca non pochi disagi e io lo prendo in giro dicendogli che gli manca solo l'armonica, e lui completa la frase rispondendomi "...così poi sembro Bennato!".
Finito il soundcheck, calato anche il sole, molto più prosaicamente, cominciamo a pensare a come/dove/quando cenare, nel frattempo è arrivata anche la diligazione di PdF e così decidiamo di andare a mangiare qualcosa
insieme. Spazzolato lo spazzolabile (e anche qualcosa in più!), ritorniamo in postazione, un pò di attesa, e Mario ritorna sul palco. Tira vento, e noi che indossiamo la collezione estate piena, ne paghiamo le conseguenze, a niente servono i faretti a pochi centimetri da noi: fa freddo! Se ne accorge anche Mario, che chiede se si può chiudere la porta che fa corrente. Una parte del pubblico (gli invitati d'onore!) bisbiglia rumorosamente, in continuazione, in maniera indisponente. Mario interrompe Echi d'infinito, chiedendo (e questa volta sono d'accordo con lui!) un pò di silenzio. Riprende, la conclude in un silenzio assordante e chiede scusa (lui!) per aver rimproverato il pubblico, giustificandosi col fatto che, se non c'è silenzio, non si possono sentire gli echi d'infinito! Il rudere, alle spalle di Mario, non si vede, il granchietto (o qualsiasi cosa esso sia o rappresenti) ha smesso di ondeggiare, la luna campeggia protettiva sul palco e il pubblico (numeroso) è completamente rapito da Mario e dalla sua musica.
Gli applausi si sprecano e il repertorio più famoso è cantato in coro un pò da tutti. Mario è piacione, oltre al copione, scambia quattro parole con il pubblico, rimproverando chi, investito dal fascio di luce dei faretti, si nasconde: anche lui vuole vedere in faccia noi!
Il bis è chiesto a gran voce e la fine del concerto è accompagnata da una standing ovation. Il camerino non è dietro il palco, ma nella fortezza, a diverse decine di metri dal palco, così la consueta posa degli autografi diventa un comico inseguimento, con Mario combattuto tra la necessità di prendere meno freddo possibile e la voglia di non deludere chi voleva stringergli la mano o ricevere un autografo.

E anche questo concerto è andato.




Edit: non capisco perchè non si riesce ad aprire il link alla foto qui sopra. Per rimediare, eccovi il link diretto.

domenica 20 maggio 2007

Mario@Terni

Ed eccoci a Terni, la capitale della movida del centro Italia, per questa ultima tappa del "Sulu Tour".
O almeno della sua tranche primaverile.
Doppio appuntamento per noi, si celebrava il ritorno sul luogo del delitto, Terni: il teatro dell'incontro con Gno e Haga.
Ma orfani sia di Haga, sia della balena set della foto ricordo, e con Baleria che dava indicazioni via cellulare, non è stata certo la stessa cosa!
La prima difficoltà, è stata trovare la location del concerto.
Io e il mio amico Alzheimer ci ricordavamo Piazza della libertà (ma il navigatore satellitare rispondeva di fare un inversione ad U nel bel mezzo dell'A1!), Baleria ci indicava Porta S. Angelo, Gno si rammentava di una "e" nell'indirizzo (o forse parlava del recital di Vica?).
Vica sosteneva fosse Piazza dell'Olmo e così dicevano anche i manifesti(ni).
Indirizzati da due indigeni sulla retta via, attraversiamo un centro storico tutto tempestato di localini, uno più bello dell'altro.
Una serie senza fine di pubs, gelaterie, vinerie, birrerie, lounge bar, bruschetterie, e ancora pubs, pizzerie, ristoranti all'aperto....insomma, una specie di paese dei balocchi.
Tra l'altro, tutti locali con una loro dignità architettonica.
Ho avuto la stessa sensazione che ebbi quando andai la prima volta a Catania, e mi trovai di fronte ad una selva di persone che sciamavano da un locale all'altro, che sostavano per strada bevendo e chiacchierando, in pieno inverno!
Riusciamo ad arrivare a questa tanto agognata Piazza dell'Olmo.
Ma il concerto non era proprio in Piazza dell'Olmo ma nell'adiacente, di berlusconiana memoria, Piazza dell'Olmo due.
Una piazzetta costruita apposta, di fianco all'originale, e che ricorda la piazzetta di tanti villaggi turistici di mare.
Una sottilissima linea separava il kitsch estremo, dal buon gusto.
Ma credo (correggimi Pietro) che sia un paradosso molto più diffuso di quanto si possa credere, no?
Il concerto è stato organizzato dal costruttore della piazza, proprio per inaugurarla.
Scordiamoci la prima fila, qua dovremmo competere con politici autoctoni e autorità VV&EE. Ci accomodiamo nelle retrovie.
Quattro chiacchiere con Nunzio&Ermanno.
Hanno ancora negli occhi l'emozione per il concerto dello Spasimo, la sensazione che mi trasmettono è che mi sono perso qualcosa di straordinario. Raccontano di un pubblico numerosissimo (oltre 700 paganti), partecipe e attento e di una cornice, lo Spasimo appunto, stupenda. Anche se Nunzio era molto arrabbiato perchè pare che dal palco siano sparite tutte le scalette ("...se me le avessero chieste, gliele avrei date!" mi ha detto), e infatti lui ne aveva una scritta a penna sul mixer luci.
Mi dicono che sono tutti stanchi, estremamente felici e soddisfatti, ma stanchissimi, sia loro, sia Mario.
Ma loro, dello staff tecnico, sono i più entusiati, e infatti sperano di essere riconfermati per la tranche estiva del Sulu Tour, dopo una meritata pausa.
Il concerto inizia in perfetto orario, dopo un paio di marchette ai vari sponsors della serata. Mario è in perfetta forma, o almeno così sembra.
La scaletta scivola via senza troppi intoppi, liscia come l'olio, a parte i prevedibili problemini audio, visto che il service non è adatto a spazi all'aperto. Ma Mario è stanco, si sa, e a farne le spese è un bambino, di fianco al palco, che singhiozzava rumorosamente.
Si merita un rimprovero pubblico, con tanto di interruzione dell'esecuzione di "Mi votu e mi rivotu".
Fuoriluogo.
A farne le spese, oltre al bimbo e il suo passeggino, anche l'esecuzione di Sant'Andrea. E quindi per la prima volta la scaletta cambia!
Il pubblico è numeroso e, a parte il bimbo, gli altri (molti li solo perchè gratis) vengono mano mano conquistati da Mario e dalla sua chitarra, e infatti la richiesta di bis è abbastanza rumorosa!
Mario riesce.
Tocca a "Io che amo solo te", ma la interrompe diverse volte, perchè non si ricorda le parole!
E' sconsolato e imbarazzato, ma proprio non gli vengono. Chiede aiuto al pubblico, io sono sul lato del palco insieme ad Ermanno e ci mette un bel pò a girarsi da questa parte e riuscire a sentire il suggerimento giusto, ma alla fine ce la fa e riparte.
Giusto il tempo per un veniale errore, su "Mai come ieri", questa volta una banalissima nota sbagliata, ma me ne sono accorto (credo) solo io, anche se Mario l'ha sottolineata girandosi verso di me e ridendo di gusto.
Nel frattempo si è materializzata Francesca di Catania: coraggiosamente onnipresente!
Finisce il concerto, lasciamo defluire la folla (manco tanta!) e andiamo a salutarlo.
Effettivamente è visibilmente stanco ma anche nel suo caso, le prime parole sono state per lo Spasimo e per la bellissima atmosfera.
Lo stesso non può dire per Terni. Ma è ingeneroso, con se stesso e con la platea, perchè la serata è riuscitissima e a parte il rimprovero al bimbo, il concerto è stato ottimo e il pubblico ne è stato conquistato. Ma lui non è dello stesso parere, e ha già dato "mandato" di non accettare più proposte per concerti gratuiti.
Arriva il momento del commiato, loro devono andare al ristorante, e noi a buttarci nella movida ternana!
Buonanotte e alla prossima!