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lunedì 11 ottobre 2010

Di ordinarie ipocrisie e indignazioni intermittenti

Avetrana (TA): zio uccide e poi violenta la nipote quindicenne, la butta in un pozzo e dopo recita alcune Ave Maria e si fa il segno della Croce.

Milano: tassista viene picchiato selvaggiamente da un 31enne e lasciato esanime per strada per aver accidentalmente investito e ucciso il cagnolino della fidanzata del ragazzo.

Vado Ligure (SV): un giovane di 21 anni stupra la sorellina della fidanzata, una bimba di 2 anni.

Noto (SR): una donna di 53 anni ferisce la sorella di 74 anni a colpi di pistola.

Savona: donna strangola il figlio di 3 anni e lo abbandona sul ciglio della strada.

San Giuliano Terme (PI): ragazzo di 19 anni uccide il padre con 50 coltellate.

Nonostante tutto ciò, dubito che vedremo la Santanchè agitarsi a Domenica 5 inveendo contro l'Islam, non credo che la Carfagna si costituirà parte civile per combattere contro retaggi socioreligiosoculturali e, giusto per non dilungarmi, scommetto che non vedremo neanche il primissimo e fotogenico primo piano di Gasparri sul TgUno abbaiare contro gli extracomunitari e contro chi vorrebbe abbreviare i tempi di concessione della cittadinanza italiana.
No, non vedremo nessun politico di destra (anche in questo, la maggior parte dei politici di sinistra è sempre stata decisamente restia a prendere posizioni ferme, in un senso, o in un altro, quindi non fa scalpore che nessuno di loro sentenzi al primo fatto di cronaca nera) indignarsi e prendersela con uno dei governi precedenti, ma non uno qualsiasi, uno non loro.
Non ne vedremo neanche uno, perchè dovrebbero ammettere che la violenza, e ancora di più la violenza entro le mura di casa, all'interno della famiglia, luogo dove, per definizione, le difese di ognuno di noi, si abbassano fino a scomparire, non sono state appaltate esclusivamente agli 'altri', il musulmano integralista o lo slavo di turno, per limitarmi ai casi scolastici.
No, la violenza è figlia solo dell'ignoranza e dell'isolamento socioculturale e non ci vuole certo un genio per capire che rendere l'istruzione accessibile a tutti e abbattere tutti gli steccati sociali che ci dividono è l'unico modo per debellare il virus della violenza.



http://marcomedaglia.blogspot.com/2010/10/di-ordinarie-ipocrisie-e-indignazioni.html

giovedì 25 marzo 2010

RaiPerUnaNotte anche io!

venerdì 26 febbraio 2010

C.V.D.!

...come volevasi dimostrare!
Ero stato facile profeta, proprio ieri, quando i media hanno diffuso la notizia della prescrizione dell'avv. Mills.
Ero sicuro che i paladini della libertà ne avrebbero approfittato per fare la solita disinformazione.
Del resto, sono abilissimi nell'usare le loro armi di distrazione di massa, chè se così non fosse, questa banda di nani, clown e ballerine sarebbe a casa (o magari in galera!) già da un pezzo.
Ma non è così, Silvio è vivo, più che mai, e lotta insieme a noi!
Il titolone di oggi di Libero è l'esempio più rappresentativo dell'uso distorto e strumentale di una notizia, è la più classica delle rappresentazioni della 'scomparsa dei fatti'.
E si, perchè il vero fatto è che Mills, l'avvocato corrotto per fornire una falsa testimonanza, è stato riconosciuto sicuramente COLPEVOLE del reato ascrittogli, ma, essendo trascorsi i termini, il reato si è prescritto.
Berlusconi, in questo processo, bontà sua, non c'entra nulla, in quanto la sua posizione, grazie agli effetti temporanei del Lodo Alfano, era stata stralciata.
Questo cosa significa?
Significa che Berlusconi NON E' STATO (ancora) ASSOLTO, anzi, questa sentenza, che ha verificato l'esistenza del reato, rischia di essere una vera disgrazia per Berlusconi, perchè per lui la prescrizione è, al momento, sospesa, quindi, se non dovesse riuscire a trovare l'escamotage per evitare il processo, correrà il rischio di finire condannato, altro che assolto.
Ma nel frattempo, i giornalai di Libero, hanno fatto il loro titolone, peggiorando le cose nel sommario, dove vaticinano che le accuse (che poi, la l'istituto della prescrizione a Berlusconi riguarda i reati, mica le accuse!) sarnno prescritte.
Magari all'interno del giornale, nei vari articoli, anche se con modi soft, il concetto sarà spiegato meglio (giusto per evitare che qualcuno li denunci), ne sono (quasi) certo, ma, si sa, gli articoli di Libero non li leggono neanche i correttori di bozze, chè tanto l'importante è il titolone che finisce nelle rassegne stampa, da dare in pasto a chi forma la sua coscienza politica, sociale solo gaurdando la tv, e non cercando di approfondire e capire.
Tanto non serve. A loro.
Ha da passà a nuttata!...speriamo presto!

PS: ma se un giorno riuscissero davvero a far chiudere Anno Zero, il venerdi, Libero, cosa titolerà? Sarà mica costretto a pagare un giornalista vero, per scrivere un articolo vero, con un titolo vero?...mah!




http://marcomedaglia.blogspot.com/2010/02/cvd.html

giovedì 11 febbraio 2010

Diaspora, 2009 da ricordare

da 'il Crotonese' di martedi 9 febbraio 2010

Roma - Sabato 30 gennaio si è celebrata, nei locali dell’Associazione Diaspora Petilina, in Roma, la tradizionale ‘Festa del tesseramento’.
Come accade ormai dalla nascita di questa associazione, e cioè da ben 8 anni, in concomitanza con l’Assemblea Annuale dei Soci, il Direttivo dell’Associazione ha organizzato una vera e propria festa, per fornire ai soci un’occasione per incontrarsi e, almeno per un pomeriggio, avere l’illusione di vivere tra le mura amiche del proprio paese.
Intorno alle 17:30 ha preso la parola il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Luigi Parise, il quale, dando il benvenuto ai presenti, ha dato inizio all’Assemblea.
Dopo i convenevoli di rito, il Presidente è passato ad illustrare l’operato dell’Associazione nell’anno appena trascorso, elencando le attività svolte, le iniziative promosse e, perché no?, con una punta di giustificato orgoglio, i successi mietuti.
Prima di passare ad illustrare le attività del 2009, il Presidente Parise ha voluto sottolineare come l’Associazione, nata come promotrice di aggregazione tra i tanti petilini a Roma, col tempo, abbia alzato il tiro e, grazie al riconoscimento ottenuto dai ‘non petilini’, che hanno saputo riconoscere e apprezzare il lavoro di questa associazione, sia diventata un punto di riferimento nel panorama dell’associazionismo romano e non più, o non solo, un’associazione ‘partigiana’.
Il 2009 è stato un anno molto importante per la Diaspora, è stato l’anno, infatti, che ha visto consolidarsi l’attività teatrale dell’Associazione, che ha iniziato l’anno con l’ennesima replica dello spettacolo “‘U Zaraffa s’è ammugghiatu ‘e mutenne”, portando in scena la commedia in…Padania, presso l’Auditorium di Rho, a Milano (grazie al prezioso contributo degli amici di Roccabernarda dell’Associzione ‘Agorà’, di Cinisello Balsamo) e finendolo in bellezza, con la presentazione al pubblico romano, del nuovo lavoro, ‘Il figlio del mercante’, andato in scena in novembre nel Teatro di San Giustino, nel popolare quartiere Alessandrino, a Roma, un quartiere simbolo per l’emigrazione petilina a Roma.
Motivo di orgoglio, per la Diaspora, è anche il gruppo di ragazzi, anch’esso più che consolidato, che anima la squadra di calcio della Diaspora, che da diversi anni, ormai, partecipa, con alterne fortune, al campionato organizzato dall’ANSPI.
La squadra, ha spiegato il Presidente Parise, è composta da 20/30 ragazzi, provenienti da diversi paesi, non solo da Petilia e non solo dalla Calabria. Attingendo infatti dal nutrito vivaio che offre il mondo degli studenti fuorisede, la squadra è un perfetto e riuscitissimo esempio di melting pot, che supera i tradizionali campanilismi calcistici.
Ma l’attività della Diaspora non si è limitata a questo. Il 2009 è stato l’anno che ha visto nascere una nuova iniziativa, e cioè le visite guidate di alcuni siti di grande interesse storico, artistico e culturale di Roma. L’esperimento, che ha visto la luce nel mese di aprile, ha avuto un discreto e lusinghiero successo e, dopo le visite guidate che hanno portato decine di attenti e curiosi turisti per le vie del Celio nel primo appuntamento, dell’Aventino nel secondo appuntamento e alla scoperta del Barocco, nel terzo appuntamento, la Diaspora ha tutte le intenzioni di proseguire anche su questa strada.
Non sono mancati, ovviamente, gli appuntamenti ormai consolidati (e che continueranno anche nel 2010) come l’organizzazione del tradizionale viaggio in autobus in occasione del ‘Vennari ‘e marzu’ per assistere alla processione del Calvario, che attraverso le vie di Petilia, arriva fino al Convento della Santa Spina, e anche l’organizzazione di un autobus per riportare a casa i tanti petilini che vivono a Roma in occasione delle festività pasquali.
Altro motivo di orgoglio per la Diaspora, è l’attività di volontariato svolta in collaborazioni con importanti associazioni di livello nazionale, come l’AIL, o l’AIRC o la Comunità di Sant’Egidio.
Sempre forte, poi, è il legame con la comunità Ardorina in Roma, con la quale la Diaspora organizza, ogni anno, il tradizionale appuntamento di San Giuseppe, con la riproposizione del tradizionale ‘mmitu’, e la festa del rinnovo dei voti dei Missionari Ardorini, che si tiene, ogni anno, l’8 dicembre.
Il Presidente Parise, ha poi ricordato che la Diaspora è in prima linea, insieme alle associazioni di Petilia, nella promozione e nell’organizzazione dell’importante appuntamento che vedrà Petilia Policastro protagonista della trasmissione di RaiDue ‘Mezzogiorno in famiglia’, i prossimi 6 e 7 marzo.
A conclusione dell’illustrazione delle attività svolte nell’anno appena trascorso, ha preso la parola il tesoriere dell’Associazione, l’Avv. Luigi Lucente, il quale ha presentato il rendiconto economico e finanziario relativo al 2009.
L’anno, come spiegato dal tesoriere Lucente, si è chiuso con un avanzo di circa 2.000,00 €.
Grazie al prezioso contributo fornito dagli sponsor della squadra di calcio (il Villaggio Baffa di Trepidò, Saporito Vini di Petilia, e la pizzeria da Isidoro, di Guidonia di Tivoli) e ai soldi raccolti in occasione delle rappresentazioni teatrali e degli altri appuntamenti organizzati, è stato possibile acquistare le attrezzature per il gruppo teatrale.
L’importante risultato positivo ottenuto nel 2009, hanno poi spiegato sia il tesoriere Lucente che il segretario dell’Associazione, il Dott. Marco Scordamaglia, servirà per nuovi ‘investimenti’ per il 2010.
Il bilancio è stato poi messo ai voti, e approvato dall’Assemblea all’unanimità, per alzata di mano.
L’assemblea è continuata con l’intervento di alcuni soci i quali, tra le altre cose, si sono fatti portatori presso il Direttivo del desiderio di molti di voler fare della sede dell’Associazione (sita al civico 248/a di Via Prenestina a Roma) un punto di ritrovo e di riferimento fisico, per accentuare ancora di più l’intento aggregativo dell’Associazione.
Il Direttivo ha accolto positivamente la proposta, promettendo di discuterne al più presto sottolineando, però, che l’Associazione, per potersi migliorare e per poter venire incontro alle tante proposte che arrivano, ha un bisogno vitale dell’apporto dei soci.
Prima di concludere i lavori dell’Assemblea, il Presidente Parise ha pertanto fatto un appello ai presenti, invitandoli a partecipare (f)attivamente alla vita dell’Associazione, ricordando che la Diaspora non è ‘solo’ il Direttivo, ma ogni singolo socio.
L’Assemblea si è poi sciolta, dopo la benedizione della sede e dei presenti impartita da Padre Renato Gaglianone, il quale, anche nel ruolo di Presidente Onorario dell’Associazione, ha voluto sottolineare l’importanza del ruolo della Diaspora come motore di aggregazione condivisione.
I presenti si sono poi spostati al piano superiore della sede, dove la festa è continuata con un delizioso e abbondante aperitivo a base di piatti tipici calabresi, come ‘patate e spagnuali frijuti’, o anche ‘bruschette con sardella’, per non parlare di ‘suppressate’, ‘sazizze’ e dell’immancabile ‘pitta ccù passule’.
A conclusione della giornata, resta un solo, grande, rammarico.
I ‘petilini romani’, o comunque la maggior parte della comunità petilina a Roma, continuano, inspiegabilmente quanto ignobilmente, a snobbare le attività della Diaspora e a ignorare gli sforzi di queste persone, che sacrificano anche i loro affetti personali pur di mantenere viva l’Associazione.
A dispetto, infatti, dell’apparente ‘senso di appartenenza’ che sembra trasparire dalle centinaia di adesioni a gruppi nati su Facebook dedicati alle ‘vineddre’ di Petilia, piuttosto che a luoghi di ritrovo classici come ‘la villetta’, questo o quell’altro bar, o a gruppi che si propongono il nobile intento di diffondere il dialetto pulicastrise, tanto da proporne lezioni; a dispetto della voglia di riscatto sociale e culturale che si legge negli interventi in questi gruppi; a dispetto di un moto di orgoglio che sembra muovere questa passione.
A dispetto di tutto ciò, invece, sembra proprio che i petilini, oltre alle scorte di provole, caffè e insaccati vari, nelle loro valigie non abbiano dimenticato di far posto a quell’indolenza, tipica del nostro carattere, che ci fa lamentare di tutto e di tutti, ma che, con sublime codardia, ci impone di non muovere un dito per cambiare le cose, o almeno per supportare chi ci prova, a cambiare le cose.
A meno che non si tratti di muoverlo, il dito, per aggiungersi, con un semplice ‘click’ del mouse, ai quasi 1000 fan del gruppo su Facebook “Tutti i petilini in un solo gruppo”, salvo poi far finta di ignorare di averlo nella realtà un gruppo che si propone di aggregare tutti i petilini, proprio sotto casa.
Solo che bisogna uscire da quella casa, uscire allo scoperto, e ‘rischiare’ di persona, non solo per tramite di un avatar.



Marco Medaglia





http://marcomedaglia.blogspot.com/2010/02/diaspora-2009-da-ricordare.html

martedì 19 gennaio 2010

La memoria corta.

Tra le tante piaghe che affliggono l'Italia, una (mi) è particolarmente fastidiosa.
Più ancora dell'Etna, della siccità e del traffico!
Un male che è insito nei cromosomi italiani, dai tempi dei tempi.
Noi italiani, abbiamo la memoria corta. Troppo corta.
Bastano un paio di generazioni, se non un paio di anni, e tutto passa nel dimenticatoio.
Abbiamo già scordato le umiliazioni che hanno dovuto subire i nostri nonni, emigrati in America, o in Francia, o in Germania.
Vivevano nelle stesse identiche condizioni in cui noi, oggi, riduciamo gli immigrati.
Tra di loro c'erano onesti lavoratori, forse la maggior parte di loro, ma c'erano anche criminali spaventosi.
Venivamo sfruttati e mal pagati ma oggi non riusciamo a rivederci negli occhi degli schiavi del XXI secolo.
La mafia, negli USA, l'abbiamo portata noi, non è nata spontaneamente.
E' bastato che calasse il sipario sulla II Guerra Mondiale, che già era sceso l'oblio sulle vigliaccherie del fascismo e le atrocità del nazismo.
Il comignolo di Auschwitz era ancora caldo, che già erano nati i neo antisemiti.
Le scorte di olio di ricino non erano ancora scadute, che già avevamo riabilitato gli ex fascisti, tanto da nominarli anche ministri della Repubblica!
Bossi doveva ancora finire di pulisri il culo col tricolore, che già lo aspettavano per il giuramento da Ministro delle Riforme!
Ci stavamo ancora domandando perchè mai D'Alema avesse fatto fuori Prodi, che già gli chiedevamo consigli su dove dovesse andare il PD.
Stavamo ancora festeggiando la fine del latrocinio della II Repubblica, che già i protagonisti di ieri erano diventato fari della politica di oggi.
Ma la memoria è importante. Fondamentale. Serve per non incappare negli errori già fatti. La memoria di ciò che è stato, ci aiuta a capire come può andare. La memoria di ieri, ci fa capire che il domani non è ancora scritto, e che possiamo modificarlo, prima ancora che avvenga.
Perciò è importante ricordarsi, ricordare alle nuove generazioni, che Craxi era l'emblema (di certo non l'unico!) di una classe politca corrotta e senza scrupoli.
Perciò bisogna pesare le parole, prima di pronunciarle.
Perchè Craxi non è morto in esilio, ma è morto da codardo, da vigliacco.
Craxi non è stato esiliato, Craxi s'è dato latitante!
Craxi non è un politico da ammirare, ma un esempio da additare per spiegare ai politici di domani come 'non' ci si deve comportare.
Perciò le parole del Presidente Napolitano mi hanno fatto male, perciò la commeorazione di oggi, al Senato, la trovo assolutamente fuoriluogo.
Perchè Craxi, nel decennale della morte, non va ricordato come uno statista, ma come quel ladro farabutto e vigliacco che era.
Perchè Craxi, nel giorno dell'anniversario della sua morte, va ricordato così...







http://marcomedaglia.blogspot.com/2010/01/la-memoria-corta.html

sabato 28 novembre 2009

Cosa nostra


Non è certo una novità.
Non ho mai fatto mistero del fatto che, secondo me, questo Presidente del Consiglio, questo Consiglio dei Ministri, questo Parlamento, sono il peggio che ci sia mai capitato negli ultimi 150 anni.
E tutt'e tre insieme, per giunta!
Certo, poteva andarci pure peggio, basta guardasi in giro, potevamo nascere iraniani, o nordcoreani, per citare i primi due esempi che mi vengono in mente.
Ma è pur vero che questa classe politica/dirigente è sorprendentemente capace di peggiorare.
Giorno dopo giorno.
Fatta questa, dovuta, premessa, va da sé che tutto (o quasi) quello che questo governo ha fatto in questi anni, e continua a fare quotidianamente, con chirugica precisione, mi fa girare le balle come manco Inzaghi quando giocava nella Juve!
Dalle decine (pare siano 18!) di leggi ad personam, anzi no, ad berlusconam, alla deriva razzista della lega, dagli scandali sessuali, alla privatizzazione dell'acqua, dai tagli indiscriminati a tutto, tranne che ai privilegi della casta, ai miliardi buttati nell'Alitalia, e via discorrendo.
Tutte cose che mi meraviglia come non abbiano spinto per primi gli elettori di destra a ribellarsi!
In tutti i modi, mi si potrebbe contestare che la mia è una posizione ideologizzata e politicizzata.
Sacrosanto (e per fotuna, aggiungo io!).
Mi si potrebbe, ancor più a ragione, obiettare che non ho la competenza per contestare i dati e confutare le tesi di questo Governo.
E anche qui, non posso che lasciare uno spiraglio.
Ma se c'è un territorio sul quale non accetto lezioni, è quello che riguarda la mafia.
Prevenendo da un territorio (e da un paese!) ad alto tasso mafioso, pur essendomi tenuto sempre alla larga da alcuni ambienti e pur avendo cercato di tenere le distanze da alcuni personaggi (cosa pressochè impossibile, in un paese di 10mila anime!), so cosa significa vivere a stretto contatto con la criminalità, condividere un paese con i mafiosi, rassegnarsi alla paura.
Non accetto, perciò, che mi si diano lezioni su come comportarsi con la mafia.
Non posso tollerare che un Presidente del Consiglio sostenga che chi scrive di mafia, rende un cattivo servizio all'Italia, e alla sua immagine nel Mondo.
Non riesco a credere che, di colpo, tutti i magistrati sono impazziti o sono diventati comunisti (che poi è la stessa cosa, visti i tempi!) e che quindi vedano la mafia dove non c'è.
Tutto ciò, contemporaneamente, non è possibile.
Ma ancora più sorprendente è che, pur di fare cassa (almeno così dicono!), questo Governo abbia deciso di rimettere sul mercato i beni confiscati alla Mafia!
Proprio per esperienza personale so che nessun semplice cittadino si sognerebbe mai di acquistare una casa, un terreno, persino una macchina sequestrata ad un mafioso.
Perchè il semplice cittadino sa benissimo che, prima o poi, qualcuno verrà a riprenderselo, quel bene.
Con le buone, nella previsione più ottimistica. Con le cattive, nella previsione più realistica.
E il semplice cittadino sa ancora meglio che, in quel momento, sarà solo.
Non ci sarà nessuno che potrà prendere le sue difese.
Perciò il bene sequestrato, se rimesso sul mercato, sarà sicuramente riacquistato dalla mafia!
E allora, sarà un pensiero ideologizzato, o politicizzato.
Sarà che sono un inguaribile comunista mangiabambiniincendiachiese.
Sarà tutto quello che volete, ma mi sorge un dubbio tale da far impallidire Amleto.
La decisione di rivendere i beni sequestrati è stata presa da gente che non conosce assolutamente il terreno sul quale si sta muovendo e che quindi non sa quello che sta facendo, o da gente che, al contrario, sa benissimo cosa sta facendo e che quindi punta proprio a far riacquistare i beni a determinate persone.
Delle due, una.
E, sinceramente, non so proprio quale sia la peggiore!

lunedì 26 ottobre 2009

Un paese normale

In un paese normale, nel mio ideale di paese normale, pagare per avere del sesso, per quanto a me risulti inconcepibile e oltremodo triste, non sarebbe, di per se, un reato.
Mi sembra perfino sciocco precisare che se la prostituzione non è volontaria, ma imposta, (con o senza violenza fisica), se a prostituirsi (in questo caso a prescindere dalla volontarietà) non sono adulti consenzienti, insomma in qualsiasi caso in cui ci sia un reato che accompagna la professione più antica del mondo, il mio castello di normalità, crolla.
Le abitudini sessuali di ogni persona, con i distinguo di cui sopra, attengono alla sfera privata, un pò come le abitudini alimentari, di ogni singola persona.
In un paese normale, nel mio ideale di paese normale, le singole persone vengono considerate non in base a dove, come e con chi fanno sesso, ma piuttosto per la loro capacità di essere coerenti e, soprattutto (= conseguentemente), sinceri. Sempre, e comunque. Senza se, senza ma.
Insomma, la mia ricetta per un paese normale dovrebbe seguire due semplici regole, di quelle che si imparano all'asilo, al più tardi alla scuola elementare.
I diritti di ognuno, finiscono dove iniziano quelli dell'altro.
Le bugie, non vanno mai dette.
Queste due semplici regole, dovrebbero valere per tutti. A maggior ragione per chi ricopre, all'interno della società, ruoli che possono influenzare altre persone, come i "personaggi famosi" che impazzano nei media.
Ancora di più per chi, proprio per il ruolo che ricopre, oltre ad essere "famoso", ha anche l'onere e l'onore di amministrare la cosa pubblica.
Nel mio ideale paese "normale", puoi essere Presidente del Consiglio e andare a puttane, puoi essere Governatore di una Regione e andare a trans, la cosa non mi interessa.
Nel mio paese "normale", però, quando ti presenti agli elettori, quando presenti il tuo programma agli elettori, sarebbe bello che dicessi: "Abbasserò le tasse, ma non chiedetemi di punire la prostituzione, perchè a me piace andare a puttane"o anche, "Miglioreremo la sanità pubblica, ma mi batterò per dare dignità e pari diritti agli omosessuali, perchè lo sono anche io".
Nel mio paese "normale", non tutti possono avere il coraggio di Nichi Vendola, ma tutti dovrebbero essere responsabili delle proprie azioni, e se non disdegnano di andare fuori dai binari in privato, non demonizzano, in pubblico, gli altri che lo fanno.
Nel mio paese "normale", se la coerenza non la si può chiedere a tutti, si può pretendere che, una volta beccati con le mani nel sacco, quel sacco lo si vuoti, tutto, subito, e non si raccontino balle.
Nel mio paese "normale", si reagisce, tutti, allo stesso modo quando si ripetono episodi simili, se non identici. Ci si indigna sempre con lo stesso furore, quando c'è da indignarsi.
Nel mio paese "normale", se a dire balle è Berlusconi e Gasparri sostiene che non c'è alcun motivo per cui si dimetta, quando a raccontare balle sarà Marrazzo, Gasparri dovrà avere il coraggio (la spudoratezza!) di difenderlo con la stessa passione.
Nel mio paese "normale", un amministratore della cosa pubblica, non deve essere in nessun modo ricattabile, da nessuno, e per nessun motivo.
Nel mio paese "normale", Marrazzo e Berlusconi, che hanno raccontato balle con la stessa, identica, mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini italiani, devono chiedere scusa, e farsi da parte.




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venerdì 22 maggio 2009

Facciamoci sentire!

Sono ormai (quasi) 18 anni che vivo a Roma, da "fuorisede".
Studente prima, disoccupato per un pò, sfruttato in nero per un altro pò, lavoratore a tempo indeterminato da qualche anno orami.
Sempre, da sempre, residente in Calabria.
Per pigrizia, ma anche per un pizzico di orgoglio, non ho mai voluto spostare la residenza a Roma.
Da 18 anni, quindi, convivo con un domicilio che dista centinaia di Km dalla mia residenza.
Quando ho bisogno di un docuemento, per il quale la mia presenza fisica, e non delegata, è necessaria (penso, per esempio, alla Carta d'Identità), se non voglio litigare con qualche sportellista del comune di Roma che fa ostruzione e mi dice che è troppo complicato e lungo fare la Carta presso un comune diverso da quello di residenza, devo per forza tornare al mio paese.
Ma non m'ha dato mai fastidio, più di tanto. Dopotutto, è una volta ogni 5 anni (forse ora 10).
Non mi pesa nanche il fatto che la corrispondenza ufficiale arrivi giù, o che per le cose importanti debba sempre indicare due diversi indirizzi.
Diciamo che c'è di peggio in giro.
Ciò che non mi è mai andato giù, invece, è sempre stato il fatto che, questo "disagio" (voluto o iposto, poco importa) mi impedisse (o comunque mi rendesse quanto meno complicato) di svolgere l'unico (ancora per poco, mi sa) diritto/dovere che mi permette di partecipare alla vita politica e democratica del mio paese: VOTARE!
Che si tratti di elezioni politiche o amministrative, europee o referendum, chi, come me, non si trova fisicamente nel suo paese al momento del voto, di fatto, NON PUO' VOTARE.
Certo, ci sarebbe la scappatoia del "rappresentante di lista", ma vale solo per i referendum e implica, comunque, un impegno che va ben oltre il voto.
Se voglio esprimere il mio parere, attraverso un voto, devo, per forza, tornare a casa.
Si, è vero, lo Stato (bontà sua) mi riconosce uno sconto sul biglietto del treno.
L'ultima volta che ne ho usufruito, mi sembra che lo sconto fosse del 66% (su un biglietto A/R, però!), non so se esista ancora e a quanto ammonti ora.
Mi sta bene, anzi, mi starebbe bene se mi trovassi a Roma e la mia residenza fosse a Latina.
Mi metto sul treno la domenica mattina, voto, magari pranzo con i miei, mi faccio un giro in piazza e poi, la sera, me ne torno a Roma.
Ma se, porca puttana!, lavoro (o studio) a Trieste e sono residente a Ragusa, e se, soprattutto, non è previsto che un lavoratore abbia diritto a dei giorni di ferie (retribuiti e non scalati dal monte ferie!) per recarsi a votare, così come non è previsto che le Università sospendano le attività durante le votazioni, mi spiegano lor signori come faccio a votare???!!!
Le soluzioni sono due.
Fare i salti mortali, o prendere dei giorni di ferie.
Tra le due, la stragrande maggioranza di noi, sceglie la terza: non votare!
E che giramento di balle sentire le solite osservazioni di grandi politologi che commentano il dato della grande astensione al Sud!
Ho asistito, negli ultimi anni, con rabbia al dibattito sul dovere morale di far votare gli italiani all'estero.
Ho subito l'umiliazione di veder votare nipoti di cittadini italiani residenti in Honduras, persone che l'Italia non sanno manco dove sta.
Ebbene, loro, da latitudini e longitudini lontanissime, possono votare, noi, a 700Km, no!
Io non so se la soluzione possa essere il voto delegato, o magari quello per corrispondenza.
Immagino, però, che le difficoltà che ci sono per un voto amministrativo, non ci siano per partecipare ad una tornata elettorale europea o, meglio ancora, ad un referendum.
Si potrebbero studiare e cercare soluzioni diverse per permetterci di votare, se solo qualcuno fosse interessato al problema.
In questi giorni un gruppo di ragazzi ha creato un sito web e lanciato una petizione.
Forse è il caso che cominciamo ad alzare la voce anche noi, perchè tanto mi sembra sia acclarato che, in questo paese, ha ragione chi riesce a fare la voce più grossa.

venerdì 10 aprile 2009

Il Terremoto (reprise).

Passata l'emozione di questi giorni, finito il clamore che alza l'audience, scenderà l'oblio anche su questa, ennesima, tragedia italica.
Come è successo in Belice, in Friuli, in Irpinia, dove ancora la gente vive nei prefabbricati!
Succederà anche per L'Aquila, succederà qualcos'altro che sposterà altrove l'attenzione dei media e l'interesse dei politici.
Mi piacerebbe, però, che restassero impressi, nella mente di ognuno di noi, due grandi attori di questa tragedia: i media e la politica.
I primi, enfatizzando l'ultimo trend che vuole la tv generalista in gara con quella tematica (RaiSet vs. Sky), hanno sguazzato come pesci nel dramma vissuto dalla povera gente abruzzese.
In questi giorni ho visto tg vantarsi dello share ottenuto con le edizioni speciali sul terremoto; giornalisti (!) annunciare il cartello con l'aggiornamento dei morti "...dopo la pubblicità.."; mezzi busti ostacolare i mezzi di soccorso per poter riprendere il minimo particolare; coglioni microfono-muniti bussare ai finistrini delle macchine, di notte, per chiedere agli sfollati cosa stessero facendo!
E' andata in onda la fiera dell'idiozia, dell'ipocrisia, dello sciacallaggio mediatico.
Ma i media vivono appoggiandosi l'un laltro, piuttosto che fagocitandosi a vicenda, la guerra che si fanno l'un l'altro è finta, virtuale, perciò si coprono a vicenda, e su nessun giornale qualcuno a chiesto la testa del direttore del TgUno per l'indegno spettacolo proposto, per fortuna c'è Internet, che nasconderà parecchia merda al suo interno, ma sa essere un grandissimo strumento di informazione, libera.
La seconda, la politca, intesa come tutta la filiera amministrativa, non solo "i" politici, non solo il governo, o l'opposizione, o gli amministratori locali.
Tutta la politica, o meglio, il modo italiano di fare, di essere, politica.
Ovviamente abbiamo assistito alla sfilata di tutti i ministri, troupe televisive al seguito; abbiamo visto indossare improponibili caschetti (fra i tanti, stranamente quello che rendeva più..."alti"); abbiamo sentito dichiarazioni ignobili, insomma il solito teatrino, spostato solo di qualche Km.
Ma, tutto sommato, non è questo che vorrei ci ricordassimo, vorrei invece che ricordassimo come, dopo una tragedia del genere, pur di non darsi da fare per cercare i responsabili delle tragedie (perchè questa ecatombe HA dei responsabili), si cerca di far cadere la colpa, a pioggia, su tutti. Un pò come a dire, se la colpa è di tutti, la colpa non è di nessuno.
E invece no!
La colpa è proprio vostra, la colpa è di come fate politica, di come amministrate la cosa pubblica.
Queste tragedie sono figlie dei cantieri che non vengono controllati, delle mazzette che girano intorno alle concessioni edilizie e ai certificati di abitabilità, di una assoluta mancanza di prevenzione.
Queste sono le tragedie che provocano le scellerate leggi che condonano gli abusi edilizi, che una volta sanavano situazioni già esistenti, oggi, invece, addirittura!, autorizzano ad "abusare", basta che non si ecceda del 20%! Come a dire, Iva inclusa!!
Questi morti sono sulla coscienza di costruttori senza scrupoli e di amministratori che chiudono gli occhi e aprono le tasche.
Questi morti, in futuro, potranno essere evitati, basterebbe solo che la politica facesse il suo dovere, nell'interesse del paese, e non per il proprio.
Non serve a niente e a nessuno una cattedrale in un deserto, quale sarà un ponte ipermoderno circondato da infrastrutture da terzo mondo, serve mettere in sicurezza migliaia di scuole, di ospedali.
Servono soldi per poter controllare che tutte le costruzioni, anche quelle private, siano a norma.
Servono soldi per poter istruire la gente su come comportarsi e dove andare in caso di grandi disastri.
Servono soldi per poter fornire ogni regione di un'unità di crisi pronta a gestire le emergenze nel più breve tempo possibile.
Poi, dopo, magari lo costruiremo il ponte sullo stretto di Messina, lo chiameremo pure Ponte Berluisconi, se il piccolo dittatore lo vorrà, ma almeno evitiamo di farlo costruire a chi ha costruito l'ospedale inagibile de L'Aquila e a chi da tempo immemore sta succhiando soldi dalla SA-RC.

sabato 4 aprile 2009

Commonplaces

Ho sempre diffidato, dei luoghi comuni.
Da convinto sostenitore della relatività...assoluta, non credo, nei luoghi comuni.
Forse perchè, per vari motivi, sono spesso vittima dei luoghi comuni: sono un calabrese "capatosta", uno juventino "ladro", un comunista "coglione", un italiano che "grida e gesticola" e che "non parla inglese", m'hanno sempre dato fastidio, i luoghi comuni.
Siccome so per certo che i genovesi non sono tutti tirchi, che i siciliani non sono tutti mafiosi e che i milanesi non sono tutti snob, allora penso siano tutte fesserie, i luoghi comuni.
Ma, cazzo, se mi clonano il bancomat a Napoli, e mi trovo 1.400€ di addebiti in Romania, posso rimangiarmi tutto e pensare che napoletani e rumeni sono tutti ladri??!!

martedì 31 marzo 2009

La faccia come il culo!

"[...] una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non crede che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento dell'atmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso fra 0,7 e 0,8 gradi centigradi) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all'anidride carbonica di emissione antropica. Se pure vi fosse a seguito dell'aumento della concentrazione dell'anidride carbonica nell'atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all'ambiente, all'economia e all'incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici."


(fonte: repubblica.it)


Cari elettori di questo Governo di Merda, vi ringrazio anche per questo!

lunedì 30 marzo 2009

Senza titolo

A meno che non sia realmente immortale, come di tanto in tanto va farneticando, prima o poi dovrà cedere il passo, dovrà andare in pensione, no?
Ormai do per scontato che la giustizia degli uomini non lo colpirà mai, gli mancano ancora un paio di tasselli (tipo fare una legge che gli assicuri l'assoluta immunità per qualsiasi tipo di reato, a prescindere dalla carica che riveste) e poi sarà sicuro di non finire i suoi giorni in carcere, quindi non ci resta che sperare che la giustizia divina (sempre che non sia davvero l'unto dal Signore!) provveda.
E quindi, quando arriverà quel giorno, in cui andrà in pensione, che ne sarà di tutti questi baciapile, queste mignottelle prestate alla politica, questi cavalli promossi senatori?
Questo bagno di folla e la percentuale bulgara con cui il nano è stato eletto presidente, confermano che, hai voglia a chiamarlo partito, questa accozzaglia è tenuta insieme, e va avanti (a vele spiegate, purtroppo!) solo perchè (e finchè) c'è lui che arringa la folla e che dispensa "carinerie".
L'ulteriore prova è data dal fatto che, con spavalda arroganza, ha confermato che lui si candiderà alle Europee, e la cosa non ha suscitato nessuna perplessità tra gli elettori, ai quali è bastato sentire la voce del padrone che sfidava il rivale sullo stesso terreno per andare in sollucchero, ma non ha neanche provocato reazioni tra gli altri politici dello schieramento, che quindi confermano la loro inferiorità nei confronti del padrone, accettano di ammettere, urbi et orbi, che senza di lui, rischiano la figuraccia e quindi, meglio fare l'ennesima figura di merda davanti all'Europa e sostenere (come capolista!) una persona che, comunque andranno le cose, rinuncerà (DOVRA' RINUNCIARE!) a sedersi tra gli scranni del parlamento europeo.
Come dire, "...finchè dura, meglio raccogliere le briciole finchè cadono dal tavolo, prima di ritornare nell'oblio da cui proveniamo."
E si, perchè, ammesso e non concesso che trovino una figura carismatica che sappia trascinare le folle come il nano, magari Fini stesso (che passa di delfinato in delfinato), anche perchè all'orizzonte non vedo altro (Gasparri? La Russa? la Carfagna? Cicchitto?), dopodichè, ce lo vedete l'ex missino che sopporta uno che si pulisce il culo con la bandiera italiana, una che da lezioni di fisica ai premi nobel, uno che condona l'impossibile, e via dicendo?
Perciò, speriamo che ci sia ancora qualcosa da salvare, quando questo circo leverà le tende e nani, ballerine e pagliacci si toglieranno dalle palle.

lunedì 26 gennaio 2009

...lügen...lügen...lügen...

Io non lo so se Dio esiste (e questo sarà un colpo per chi sostiene, da sempre, che io sono presuntuoso!).
O se, magari, ne esiste più d'uno e quale, fra i tanti, abbia ragione.
Non sarà certo una campagna schifosamente elettorale o una spudoratamente provocatoria ad indirizzare i miei pensieri.
Mi sarebbe di grande aiuto, invece, se un fulmine (magari a ciel sereno) carbonizzasse questo individuo.


martedì 23 dicembre 2008

'a capa mia nunn'è bbona!

Da un (bel) pò di tempo, ormai, evito di guardare i Tg, e evito anche programmi come Anno Zero e Ballarò.
Una volta tanto, sono d'accordo con lo psiconano, questi programmi mettono addosso ansia, paura per il futuro (ammesso e non concesso che ne avremo uno!).
Perciò, come uno struzzo, preferisco nascondere la testa nella sabbia, e aspettare che tutto passi, o che tutto mi travolga.
Ogni tanto, però, qualcosa sfugge al controllo, e mi capita sotto gli occhi un articolo di giornale, un tg, uno spezzone di Travaglio e, come da copione, vado in depressione.
Non riesco più nemmeno ad incazzarmi, tanto avvelenarmi il fegato non serve a nulla, aumenta solo l'agonia, e in più, tutto quello che sento e vedo, mi sembra non abbia nessun contatto con la realtà, sembra tutto un sogno, un bruttissimo sogno, di cui, però, non si intravede la fine.
Si sa, (e si nun lo sai, sallo!), questo governo mi fa rabbrividire, non riesco a condividere una (che sia una) cosa che fadicepensa, ma riesco a riconoscergli una certa coerenza.
Berlusconi&Co. si sono sempre battuti per gli interessi del capo e, quando restava tempo e spazio, di qualcuno vicino al capo, facendo credere che, invece, si battevano per tutti (infatti, continua ad avere un altissimo concenso).
Così, la massa è stata convinta che l'abolizione dell'ICI e il salvataggio di Alitalia fossero delle mosse strategiche, ma non hanno collegato che i miliardi persi in uqeste due operazioni inutili, sono stati sottratti alla scuola, alla ricerca e alla sanità.
Hanno varato un decreto salva banche di nonsoquanti miliardi, magari anche sacrosanta come misura (peccato che il nano abbia interessi nelle banche, però), ma i devoti di re silvio non riescono a capire il nesso tra questi miliardi, e i 600.000 posti di lavoro che si perderanno nei primi sei mesi del 2009.
Ogni giorno abbiamo notizie di famiglie che non arrivano a fine mese, e lui con quella faccia di cazzo che si ritrova, va in tv a dire che bisogna spendere, che la crisi si batte aumentando i consumi, e regala 40€ (QUARANTA!!!) ai pensionati.
L'altro giorno credo di aver visto una perla, arringava la (sua) folla, e cercava di spiegare che i milioni di dipendenti pubblici non hanno nessun motivo di temere per il loro futuro, e che quindi non c'è alcun motivo per cui modificare le abitudini di spesa.
Qualcuno di buon cuore, gli spieghi che questi milioni di persone potrebbero anche essere maritimoglifiglipadrimadri di persone che NON sono dipendenti pubblici e che potrebbero perdere il lavoro nei prossimi mesi, ovviamente tutti si sono guardati bene dal fargli notare questa piccolissima incongruenza.
Mentre il paese sta precipitando nel baratro di in una crisi devastante, lui se la prende con i magistrati e va farfugliando di priorità per il paese: la riforma della giustizia e la svolta presidenzialistica!
Ma questo è il suo mestiere, è un venditore di fumo, ha persino convinto (per l'ennesima volta) quelli della Lega che gli darà la Padania!, quindi non mi aspetto niente di più da lui e da questa massa di appecoronati ai suoi sogni&bisogni.
Ma quello che proprio non riesco a capire, è cosa stiano facendo dalle parti del PidDì!
L'ultima che ho sentito, all'indomani della sconfitta (c'erano dubbi?) in Abbruzzo, è che la colpa fosse di Di Pietro e che bisognava scaricarlo.
Gli idioti del PD hanno ricevuto manforte dai colleghi di destra: Di Pietro è brutto e cattivo, va isolato!
Ma come? L'unico che aumenta consensi, l'unico che s'è salvato dalla debacle delle politiche e ha persino incrementato alle amministrative abruzzesi, l'unico capace di infondere fiducia negli elettori, va silurato?
Walter, ma che cazzo dici?
Ho letto che in molti auspicano un netto spostamento al centro, in cerca di Casini, per sbolognare Di Pietro. Ma dico, non vi è bastato Villari? Siete ancora convinti che questi democristiani impenitenti siano degni di un briciolo di fiducia?
Oh, svegliatevi, tiratevi su le maniche, leggetevi qualche discorso di Berlinguer, fatevi un bell'esamone di coscienza e, se propio non riuscite fare di meglio, ANDATEVENE AFFANCULO, che un Berlusconi già ce l'abbiamo, e c'avanza pure, non ci serve una copia sbiadita.
Ma, forse, sono io che non capisco, forse è proprio vero che 'a capa mia unn'è bbona!

giovedì 20 novembre 2008

Creduloni!


...ma davvero Veltroni e il PD credevano che un democristiano, una volta annusato l'odore di una poltrona, avrebbe mollato la presa così facilmente?
Ma perfavore!

giovedì 30 ottobre 2008

Fascisti!

I bravi maestri, creano sempre bravi discepoli.
Questa è la loro ricetta, la loro idea di democrazia.
Grazie, grazie di cuore a tutte quelle teste di minchia che hanno creduto in Berlusconi, nel suo "ottimismo" e ci hanno condannato a questo fascimo mascherato (e anche mascarato), mascherato come le spranghe ricoperte dal tricolore che, ieri, centinaia di poliziotti hanno "finto" di non vedere.
Adesso godiamoci questo governo delle meraviglie, che salva le banche e taglia la ricerca, che ragala l'ICI a chi la casa ce l'ha ma non aiuta chi una casa non può neanche permettaersela, che non vuole vendere i debiti dell'Alitalia ad Air France ma li distribuisce agli italiani, che licenzia migliaia di insegnanti ma pensa già di dare nuovi conributi alle scuole private.
Siamo senza speranza?...forse i caschi blu dell'ONU...ma è probabile che li blocchino al Brennero, perchè extracomunitari.



Cossiga: “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…”

Giornalista: “Gli universitari, invece?”

Cossiga: “Lasciarli fare. Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città“.

Giornalista: “Dopo di che?”

Cossiga: “Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri”.

Giornalista: “Nel senso che…”

Cossiga: “Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano“.

Giornalista: “Anche i docenti?”

Cossiga: “Soprattutto i docenti”.

Giornalista: “Presidente, il suo è un paradosso, no?”

Cossiga: “Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!”

Giornalista: “E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? In Italia torna il fascismo, direbbero”.

Cossiga: “Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”.

Giornalista: “Quale incendio?”

Cossiga: “Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese”.

mercoledì 10 settembre 2008

Meravigliandosi del mondo

Io non credo che se la Chiesa, anzi no, il Papa, si schiera in maniera violenta contro la possibilità che ogni individuo decida come vivere la sua vita e la sua sessualità, che si tratti di decidere di non mettere alla luce un figlio, o di amare un essere umano dello stesso sesso o, ancora, di amare talmente tanto una figlia, da non volere che soffra fino a consumarsi, questo atteggiamento porti a comportamenti altrattanto violenti da parte della massa.
Io non credo che un partito di destra al governo sia l'anticamera di un ritorno al fascismo, anche se un Presidente del Consiglio vota il suo cuore ad un neonato partito di estrema destra, infarcito di nostalgici del fascismo e neanche se, sempre lo stesso Presidente del Consiglio candida nel suo partito uno che il suo essere fascista non l'ha mai nascosto.
Io non credo che se un ex fascista diventa sindaco di Roma, e un altro Ministro della Difesa, questo rappresenti un pericolo per la democrazia, neanche quando questi personaggi pubblici, pubblicamente, minimizzano le colpe e i danni del fascismo.
Io non credo che sia chi governa a decidere che se duecento vandali scorazzano per Roma, mettendola sotto assedio, saccheggiandola e distruggendo tutto ciò che gli si para davanti, sono una minoranza, mentre qualche decina di idioti teste di cazzo vestiti di nero siano l'emblema di un intero movimento pacifista e antiglobalizzazione.
Io non credo che la violenza verbale nei confronti dei "diversi" di molti esponenti della maggioranza che ci governa, sia strettamente collegata alla violenza fisica che, invece, imperversa nelle nostre città.
Io no, non ci voglio credere.
Però, non mi meraviglio poi tanto se i medici si appellano all'obiezione di coscienza e non prescrivono pillole anticoncezionali, spingono le donne ad abortire clandestinamente o a portare avanti gravidanze non volute e se tutti si sentono in dovere di pontificare su scelte già di per se difficilissime.
Non mi meraviglio poi tanto se un manipolo di ragazzini si sente in dovere di malmenare una coppia gay, se una manica di fieri, audaci e coraggiosi combattenti si presenta ad un concerto armato di mazze, spranghe e catene per picchiare i comunisti.
Non mi meraviglio poi tanto se la polizia entra in una scuola che ospita centinaia di giovani no global e massacra chiunque gli capiti a tiro, e invece concede una gita turistica di Roma in pullman a centinaia di teppisti.
No, non mi meraviglio affatto, però mi fa male entrare in un negozio nel centro di Roma, incrociare sull' ingresso due turisti che si lasciano dietro una scia puzzolente di sudore e sentire poi una sconsolata commessa di colore (con accento marcatamente romano) dire "...passame er deodorante, che sennò poi dicono che sò io che puzzo...".

venerdì 4 luglio 2008

Roadity Show

Voglio proporre a qualche network televisivo un nuovo reality show.
In linea con la recessione, questo reality costerebbe pochissimo, quasi nulla.
Unico requisito per partecipare al reality è avere una patente di guida, non è necessario possedere un auto, anzi, si potrebbe studiare una forma di sponsorizzazione (ho pensato proprio a tutto, eh?) da parte di qualche marchio che fornisca i veicoli.
Da valutare se i partecipanti siano famosi o non, o misti. Non è molto rilevante, almeno al momento.
La location del reality sarebbe la A3, lungo i 440Km del tratto da Salerno a Reggio Calabria.
Lo scopo del gioco, arrivare integri (nel fisico e nella psiche) a destinazione.
Diverse le prove da superare durante il tragitto.
Ad iniziare dalla coda al casello di Salerno, giusto per far capire che se il buongiorno si vede dal mattino....che giornata di merda!
I partecipanti possono anche decidere di usufruire del Telepass, ma rischiano di dover comunque fare la coda perchè potrebbero esserci degli automobilisti (e non c'è bisogno di ingaggiare comparse!) che occupano anche la corsia riservata, credendo di fare i furbi con l'unico risultato di creare un ingorgo a croce uncinata.
Inutile provare a suonare, si potrebbe ricevere la seguente risposta "ehhh...tien'press?".
Nel caso si rimanesse intrappolati nella coda al casello, subentrerebbero i primi "disturbatori" (anche in questo caso, nessun costo per le comparse, anche perchè si rischierebbe di vederseli arrestare!), i famelici venditori ambulanti.
Quelli che, facendo uso solo sugli arti in normale dotazione, riescono a vendere CD (già in vendita quelli di Sanremo 2009), DVD (ovviamente porno), iPod, iPhone, TvLCD, fazzolettini, accendini, cubi di rubik (a proposito, nessuno ha notato il ritorno di fiamma?) e qualsiasi cosa gli venga richiesta.
Superato il casello, ci si addentra nel cuore del gioco.
L'inizio è illusorio, fino ad Eboli si ha l'impressione che sia un gioco da ragazzi, ci sono persino tratti a 3 corsie, ma ecco subentrare altri disturbatori.
Nel bel mezzo della strada, una Panda con portabagagli in ferro battuto, alla guida un 75enne con tanto di panama e moglie di 1m3 al fianco.
Tachimetro fermo sui 60Kmh.
Corsia di sorpasso intasata.
Corsia di estrema destra completamente libera.
La tentazione è forte, ma la stradale è in agguato: si va in nomination!
Rientrati in gioco, si può provare a sorpassare sulla sinistra, si trova uno spazio, si accende la freccia ed ecco che, da distanza siderale, un BMW comincia lampeggiare chiedendo strada.
I nervi cominciano a cedere.
Meglio fermarsi ad un autogrill.
Inutile tentare di parcheggiare all'ombra, è un concetto assolutamente astratto.
Buona cosa sarebbe anche soprassedere dall'acquisto di un panino, tanto vale addentare la custodia della macchina fotografica, il sapore è lo stesso.
Si riparte, iniziano i lavori, la produzione consiglia di munirsi di travelgum, i continui cambi di corsia, è stato accertato, provocano l'effetto mal di mare.
I punti di maggiore ingorgo, magicamente, si creeranno all'interno delle gallerie, tutti allegramente in coda col motore acceso.
All'uscita dalla galleria, altro "disturbatore", un ominide con giubbetto catarifrangente, bandierina nella mano sinistra e cellulare nella destra.
Nonostante siate costretti dalla coda di 85Km a procedere a 20Kmh, lui, con gli occhi sul display del cellulare e la lingua fuori dalla bocca a sottolineare l'ardua lotta del suo pollice contro il T9, vi agiterà davanti la bandierina intimandovi di affrettarvi.
Se il giocatore non resisterà alla tentazione di infilargli la bandierina su per il culo, la nomination sarà certa!
Alla fine della gimkana, un tratto di felicità, e poi le curve calabro-lucane.
A questo punto entrano in gioco i principi dell'asfalto: i Tir.
Costoro si sorpasseranno a vicenda alla folle velocità di 90Kmh, tempo minimo per ogni sorpasso: 8'!
Inutile attaccarsi al clacson, il pubblico da casa ne terrà conto al televoto!
Giunti nel vibonese, anche la natura si metterà contro i partecipanti: gli altissimi viadotti sul mare sono un pericolosissimo elemento di disturbo (ma contro questo non si può fare nulla).
Alla fine, forse!, ne resterà solo uno.
Chi riuscirà a raggiungere Reggio Calabria senza aver bisogno di un periodo di riposo presso una clinica psichiatrica, sarà il campione.
Forse, così facendo, almeno un turista riuscirà ad arrivare in Calabria.

giovedì 12 giugno 2008

Roma città chiusa

Ma è mai possibile, dico io, mettere in stato d'assedio un'intera città?







Meno male che è l'ultima volta, và!

mercoledì 14 maggio 2008

Io sto con loro










Senza se.
Senza ma.
Credo che nella vita bisogna (anche) saper prendere decisioni.
Essere di parte, per me, non è deplorevole.
Se fino a ieri andavi a braccetto con un mafioso (e noi meridionali lo sappiamo benissimo che mafioso non si diventa da un giorno all'altro!), io nutro un legittimo sospetto.
Se fino a ieri hai fatto i comodi tuoi e oggi ti vuoi rivendere come l'uomo della provvidenza e del dialogo, io nutro un legittimo sospetto.
Se fino a ieri dicevate che quelli erano i cattivi, e oggi invece li difendete a spada tratta, io nutro un legittimo sospetto.
E' vero, le persone cambiano, le idee cambiano, ma io continuo a nutrire un legittimo sospetto.