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venerdì 29 gennaio 2010

La mia vita, secondo Daniele Silvestri

Uno dei tanti test che girano, via mail, o su Facebook.
La scelta è caduta su Daniele, piuttosto che su Mario Venuti, o su Pino Daniele (ante 1990, avviamente), o su Rino Gaetano, perchè il mio rapporto con la musica di Daniele, ha un che di viscerale.
Da sempre, da quando l'ho ascoltato per la prima volta, ho sempre pensato che riuscisse a dare musica&parole ai miei pensieri.
Molto meglio di quanto avrei saputo fare io, ovviamente.
E così, questo è il test, e queste le mie risposte.

Scegli il tuo artista:
Daniele Silvestri

Sei un uomo o una donna?
L'uomo intero

Descriviti:
Illuso

Come ti senti?:
Idiota

Descrivi dove vivi al momento:
Sulle rive dell'Arrone

Se potessi andare ovunque, dove andresti?
Via col vento

Il tuo mezzo di trasporto preferito:
L'autostrada

Il tuo migliore amico?
Amore mio

Tu e i tuoi migliori amici siete?
Insieme

Com'è il tempo?
Desaparecido!

Momento preferito della giornata:
Intro

Se la tua vita fosse uno show televisivo, come si chiamerebbe?
Pozzo dei desideri

Che cos'è la vita per te?:
Ancora importante

La tua relazione:
Amarsi cantando

Hai paura di?
La bomba

Qual è il miglior consiglio che tu possa dare?:
Love is in the air

Pensiero della giornata:
Mi fido poco

Il mio motto:
Mi interessa



http://marcomedaglia.blogspot.com/2010/01/la-mia-vita-secondo-daniele-silvestri.html

mercoledì 9 luglio 2008

Barbecue

Sarà'sto caldo, sarà che se manco una settimana al lavoro, ce ne vogliono 3 per recuperare, sarà 'sto maledetto buco 'naazzoto, sarà quel che sarà (stato) ma proprio non sono riuscito a scrivere.
E dire che di carne da mettere al fuoco ne avevo.

Per incominciare, un bellissimo concerto sabato sera, Meg alla Festa de l'Unità...ops, chiedo scusa, alla Festa dell'unità, hai visto mai che 'sti patetici pieddini si dovessero risentire per averli associati a quei mangiabambini di comunisti (vaffanculo! pacatamente e serenamente, ma vaffanculo!).
Il genere verso cui sta andando Meg non è uno dei miei preferiti (ormai la chiamano la Bjork de noantri), ma il concerto sabato è stato molto bello, lei ha una fortissima presenza scenica e, comunque, ha messo su uno spettacolo molto ben fatto, con ballerine e tanto di prestigiatore (niente nani, pare che Ueltroni si sia opposto, pacatamente, serenamente, ma altrettanto fermamente, perchè non voleva demonizzare l'avversario).
Ha una bella voce, è simpatica, disponibile e carina (che non guasta mai, o quasi) e, comunque, è legata ad una parte della mia vita (quande era la voce femminile dei 99Posse) che ricordo con piacere.
E poi, il concerto costava 5€uri, cosa da non sottovalutare, e infatti c'era un fottìo di gente, e anche un sacco di canne (questo retaggio, però, i pieddini non lo vogliono perdere, eh?).

Sabato, a Roma, sono iniziati i saldi.
Non che avessimo soldi da spendere, ma anche per buttare un occhio al nuovo, ennesimo, più grande centro commerciale d'Europa, ci siamo buttati nelle danze.
Inutile dire che abbiamo comprato ben poco (qualche jeans a 25€uri), aspettiamo i saldi dei saldi. Ho notato, però, che le vere e proprie "code" ai negozi, erano solo davanti alle insegne delle grandi griffe, quasi come quelle che, quotidianamente, vedo alla mensa vicino il mio ufficio.

Lunedi, concertone di Daniele all'Auditorium.
Su Daniele, e sui suoi concerti, ho finito ormai le parole (del resto, sarà stato il 1000simo concerto), e rischierei di essere ancora più retorico di quanto già non lo sia di mio.
Ma ogni volta è un'emozione e una sensazione diversa.
Lunedi, poi, era la prima volta all'auditorium, quindi tutto un altro sapore.
Ah, finalmente è riuscito a duettare, dal vivo, con il Bove: guest star, Franco!
Bello, Bello, Bello!




Ieri pomeriggio, tardo pomeriggio, ho fatto un salto a Piazza Navona.
Sono preoccupato.
Mi trovo d'accordo con molte delle cose che dice Di Pietro (perchè a me piace notare ciò che mi unisce agli altri, non ciò che mi divide da loro), e a giudicare dalle bandiere rosse in piazza ieri, sono molti a pensarla come me (ce lo volete dare un leader serio, credibile e carismatico, perfavore?).
Ma Veltroni, invece, s'indigna.
S'indigna perchè una manifestazione contro Berlusconi, diventa una manifestazione contro il PD.
S'indigna perchè Grillo fa notare che è vergognoso che Napolitano appoggi il lodo.
S'indigna perchè a lui piace manifestare in autunno, non sotto il solo cocente di luglio.
E se, invece, provasse a dire qualcosa di sinistra e provasse a fare opposizione, magari anche serena e pacata, ma pur sempre opposizione?
Non ho molto apprezzato l'intervento della Guzzanti.
Per i modi e i termini (non che io sia un moralista bacchettone, eh!), la reputo più intelligente di quanto ha dimostrato ieri, sparando a raffica contro tutti e tutto, sperando di colpire un qualche bersaglio.
Che poi avesse ragione sul fatto che sia uno sfregio che (anzi, se) la Carfagna è ministro per un (o più) pompino, su questo non ci piove.

Ieri sera, infine, grande attesa per l'evento: Pino Daniele Live, in diretta da Napoli, su Rai Uno.
M'ero preparato psicologicamente, m'avevano pure fatto commuovere all'inizio, con l'omaggio a Massimo Troisi, ma sono bastati pochi minuti per farmi stramaledire la Rai, la Carlucci, la Prestigiacomo e, ovviamente, Berlusconi (oltre a Bassolino e la Iervolino).
La diretta era solo un subdolo mezzuccio per sponsorizzare una fantomatica "rinascita" di Napoli.
E così interruzioni ogni 2x3, pezzi tagliati, pubblicità lunghissime, interviste a personaggi improbabili e il ministerodellambiente che aleggiava su tutto e tutti.
Che schifo!
M'hanno rovinato la serata.
Unica soddisfazione (non da poco) la crisi di rigetto di Piazza Plebiscito nei confronti del reuccio giggidalessio.

giovedì 8 maggio 2008

Estate romana

Sarà che l'inverno, anche se non freddo, è stato lungo e scassacazzi; sarà che, per diversi motivi, questa primavera è da dimenticare al più presto; sarà una una pura e semplice coincidenza, ma quest'anno si sa già molto sugli eventi (musicali) della prossima (e magari ultima!) estate romana.
In (speranzosa) attesa di sapere se per il Telecomcerto 2008 verranno i Led Zeppelin, gli Who o i Pink Floyd (la porticina per i Police è sempre aperta, ovviamente); se lo zio Pino ci degnerà di farsi vedere anche da queste parti; che Mario aggiunga date "pubbliche" e che il Sil sveli tutte le date del tour, mi sono già portato avanti (pure troppo!) col lavoro.
Si inizia il 24 giugno, nella cavea dell'Auditorium, con Alanis Morissette, che, per colpa dell'esame di matematica (che comunque superai), m'ero perso nel '96.
Il 7 luglio mi tocca l'n-esimo concerto di Daniele Silvestri, finalmente all'Auditorium, anche se in esterna.
Dopo solo una settimana, di nuovo seduto nella cavea per il concerto di Max Gazzè (questa volta orfano della Turci e della Rei).
Appena il tempo di tornare a casa e fare un doccia, che debbo ritornare all'Auditorium per vedere Rufus Wainwright, il 18.
Il sabato successivo l'apoteosi, dopo meno di due anni ritorno a vedere un concerto di Ben, quando ancora ho nelle orecchie quello che riuscì a fare al Palalottomatica.
E speriamo che non sia tutto qui!

venerdì 29 febbraio 2008

Dù gust, is megl che uànn?

Ieri sera s'è celebrata la serata (in teoria) più interessante del Festivàll, per ammission anche di Daniele, è la serata in cui anche gli stessi artisti in gara "buttano un orecchio" a quello che fanno/sperimentano i colleghi.
Il fatto è che non sempre, non tutti, sanno, riescono a sperimentare.
Ci sono quelli che paraculamente invitano un nome altisonante, e magari ne rimangono schiacciati.
Altri, altrettanto furbescamente, invitano artisti di spessore (presunto) minore, per uscirne ingigantiti, e magari vengono tirati verso il fondo dalla loro stessa scelta.
Ma ci sono anche quelli che sperimentano, e sperimentare è rischioso, e il rischio non sempre paga, ma premia.
Il duetto più bello è stato quell iniziale, della Bertè con Spagna. Non avrei mai immaginato che le due potessero essere amiche, e mai le avrei immaginate duettande, ma tant'è, Spagna ha impreziosito il pezzo, che sarà pure plagiato, ma resta bello e se i momenti più deboli erano le stonature della Bertè, se si sostituisce la grinta di Spagna, il risultato non può essere che buono. 9
Paraculo è stato anche Max Gazzè, che il brano lo ha si rivisitato, ma era una sperimentazione col paracadute, si sentiva che erano gli unici che avevano provato o che non ne avevano bisogno. La canzone di Max m'è piaciuta subito, e la Turci e la Rei l'hanno resa ancora più bella. 8 e 1/2
Mietta è stata (forse) l'unica che ha realmente sperimentato e rivoluzionato il pezzo con i Neri per Caso. Ma un'esecuzione a cappella è facile che si trasformi in una cappellata. Hanno rischiato, vanno premiati. 7 +
Il pezzo di L'Aura non mi fa impazzire, e poi scimmiotta troppo El'isa, ma i Rezophonic l'hanno aiutata parecchio, specie la cantante dei Lacuna Coil. 7
Il pezzo di Frankie, invece, mi piace un tot, e mi aspettavo molto dal duetto con Cristicchi, ma non sapevo cosa aspettarmi. Evidentemente non lo sapevano neanche loro, visto che si sono concentrati sulla scenografia, e non sul pezzo. Non era meglio un vero rapper (Caparezza), o gli ospiti originali del pezzo (Roy Paci e Ruggeri) o, magari, uno che non c'entrase nulla col rap e col pezzo, un/a/y melodico (chiunque)? Se proprio voleva una via di mezzo, perchè non Daniele Silvestri? 6--
Meneguzzi, probabilmente per colpa di Oberdan, mi sta simpatico e già la prima sera mi era piaciuto come aveva affrontato il palco (la canzone, no). Tony Hadley è stato un bel valore aggiunto, la paraculata del nome famoso è riuscita. 5 e 1/2 (7 Tony + 4 Pablo/2)
La canzone di Cammariere è quella che mi piace di più, ma Gal Costa, invece di impreziosirla, l'ha mortificata. Probabilmente il mio giudizio è figlio della mia poca dimestichezza con la musica brasiliana (scusami, Rino), ma Sergio da solo ha fatto più bella figua. 5 (di stima)
Zampaglione mi annoia, da morire e la canzone non mi piace, ma Di Battista è enorme anche ai miei occhi, che odio il jazz. Forse, però, era meglio se invitava il Califfo, no? 5 (10 Di Battista + 0 Zampaglione/2)
Zarrillo somiglia a mio cugino (e un poco anche a Karl) e poi suona benissimo la chitarra, ma non basta, e non bastano neanche le (per una volta) castigatissime Paola&Chiara. 4
Cutugno ha preso un pezzo che aveva scritto nel settembre dell'80 e che aveva dimenticato nel dimenticatoio, e l'ha portato al festivàll. Mi sta profondamente sul cazzo, perchè è un arrogante violento che finge di essere piacione (e secondo me vota(va) AN!). La Minetti ha una bella voce, ma non mi piace come/cosa canta. 4- (voto enormemente aumentato per le tette della Minnetti)
Bennato (Eugenio) ha addentato l'osso folk prima di Carmen, e non vuole mollarlo, ma c'ha scassato abbondantemente i cabbasisi. La Montecorvino è una grande performer, ma il pezzo è monotono e affatto originale. 3 (però mi sono emozionato a vedere sul palco quella chitarra battente che, qualche anno fa, ho avuto il privilegio (e il coraggio, spudorato) di suonare, insieme ai ragazzi che ieri erano sul palco)
Nomadi per dimostrano che il pezzo di Grignani è così anonimo, che chiunque lo canti, sembra lo abbia anche scritto. 3--
Ma 'sti Finley, chi sono? E sta Belinda, chi è? Mah! Inutili. 2 e 1/2
Fabrizio Moro aveva una sola cartuccia. Se l'è sparata lo scorso anno. Scimmiottare e fingere di non farlo, Vasco è rischioso, specie se poi inviti Curreri per duettare! 2
Ma perchè basta essere rincoglioniti, per farsi osannare da certa stampa come geni (incompresi, ovviamente). Tricarico non sa cantare, non si sa esibire e ha scritto un pezzo ovvio e anche brutto. Che tristezza vedere il Mago Forrest mortificarsi là dietro. 2--
Ma di giggidalessio, non ne bastava uno? La versione femminile era già di troppo, in inglese, poi, proprio nun se pò sentì! I gridolini di Bolton non migliorano il pezzo della Tatangelo. 1 e 1/2
Ma che volevano fare Little Tony e i Gipsy Kings? Che casino, e che schifo! 1
Lola Ponce, Giò di Tonno e Los Vivancos: che ppppalle! 1--
Minghi, ma quando ti ritiri??? 0

Fuori classifica, perchè le emozioni non si possono misurare: grazie, Mario.

lunedì 24 settembre 2007

Il capisaldo

"Buonasera e benvenuti a Guidonia [...] e ringraziamo quindi il sindaco di Guidonia [omissis] per questa prima scelta e diamo il benvenuto ad un capisaldo della nostra cultura cantautorale italiana....DANIELE SILVESTRI!"
Esordisce così, con oltre mezz'ora (canonica) di ritardo, il "presentatore" del concerto, avvisando(ci) pure di non andare via dopo la fine del concerto, chè il cantautoredanielesilvestri riceverà, nientepopòdimenoche, dalle mani del sindaco di Guidonia (che durante il concerto credo di scorgere a lato palco, accompagnato da una procace indigena in abito da sera) un premio per un non meglio specificato merito.
Inutile dire che, da quel momento in poi, Daniele è stato apostrofato "...a capisardo!".
Grazie alla complicità di Vica, mi aggrappo alla transenna e nel frattempo l'immensa piazza va riempiendosi.
Arriva Daniele, si comincia, come al solito, con Marzo 3039.
Sul palco dovrebbe arrivare un ospite, per l'ennesima volta mi era arrivata voce di una A me ricordi il mare fatta in due, Daniele preannuncia una sorpresa, un ospite....sarà il Bove?
Niente affatto, e il set da percussionista già allestito ci fa capire che l'amico ritrovato è il grande Ramòn, finalmente libero dalle grinfie della Bandabardò, che se l'è tenuto in tour per ben cinque anni!
Che bello rivederlo sul palco, che bello risentire la tromba e che bello vedere Daniele che,seduto al piano, alza lo sguardo sorridente ogni qual volta Ramòn ci soffia dentro.
E' proprio vero, la musica è l'unico linguaggio universale.
Il concerto è sempre lo stesso, Daniele, all'inizio, mi sembra un pò corrucciato, quasi come l'avvocato di Che bella faccia.
Ma è solo una mia impressione, o forse man mano che la piazza si riempie e che il calore del pubblico arriva fino ai musicisti, Daniele si scioglie, e ritorna quello di sempre.
Una fantomatica "direzione" ha deciso che le prime file non possono fare foto, perciò, dopo pochi scatti, ripongo la mia Nikon e mi godo lo spettacolo immortalandolo nella mia memoria (che non arriva ad 1GB, ma contiene abbastanza roba).
Da un concerto all'altro, ho la capacità di scordare i pezzi in scaletta, e così mi sembra che Manifesto a Perugia non ci fosse, ma a Guidonia c'è.
C'è, ovviamente, la nuova, spassosissima, versione de Il flamenco della doccia (con tanto di testo dimenticato e suggerito da Maurizio) con rima baciata adattata a Cristicchi e c'è anche una versione "sperimentale" de La paranza, che, anche se continua a non convincermi affatto, non può non coinvolgermi ritmicamente.
Tra una pausa e l'altra, un gruppetto continua a chiamarlo "capisaldo", ma Daniele non raccoglie, o non sente, raccoglie invece il commento di qualcuno, in lontananza, che gli chiede che colore abbia la quiete, "E' che sò daltonico, e ancora non l'ho capito", risponde Daniele.
Senza la responsabilità della macchina fotografica, mi godo ancora di più quei pezzi che, in questi anni, ho sempre bistrattato e che per questo, ho sempre ascoltato distrattamente, canzoni che, nell'arrangiamenteo di questo tour, ho imprato a capire, ad ascoltare, ad amare: Aria, L'autostrada, La bomba e l'ultima Mi persi.
Poesia, allo stato puro.
Si avvicina la fine del concerto, e il pubblico comincia con la consueta richiesta (comincio ad odiare questo momento!), ma questa volta, al coro "co-hi-ba! co-hi-ba!", si aggiunge un'altra, più opportuna, richiesta: "Daniè! Facce testardo!"
E così, introdotta da un "...a gentile richiesta", arriva l'inno bergamasco per eccellenza.
Che bei momenti!
Anche se, e solo chi c'era può capire, la versione che Daniele fece in duetto con Max Gazzè a Capannelle qualche anno fa, resta memorabile!
E' arrivato il momento tanto atteso, volo solo andata per Cuba, omaggio al paese di Ramòn, chiosa Daniele.
Ma mentre riaccorda la chitarra, alle spalle del palco partono i fuochi d'artificio di una qualche festa patronale (mi sa che, novelli Don Camillo e Peppone, sindaco e parroco di Guidonia si siano pestati i piedi, altrimenti non si spiega perchè concerto e spettacolo pirotecnico si siano accavallati), lo faccio notare a Daniele, il quale si gira e dice "..su questa canzone i fuochi ci stanno bene!".
Inizia la favola cubana, e mentra l'America ci osserva con sospetto, noi cominciamo a defluire, chè mica vogliamo fare la fine di Guzzanti sulla tiburtina, e così, allontanandoci dal palco, lo spettacolo delle fontane di fuoco che sovrastano il palco ci ripaga alla grande per il mancato finale.
In macchina chiedo al mio amico Emilio, trascinato ad un concerto di Daniele per la prima volta, cosa gliene sia sembrato, "Proprio bravo...e proprio bello lo spettacolo".
Ne sono orgoglioso, quasi come se avessi un qualche merito nella bravura di Daniele.
E ora inizia l'attesa per il tour invernale, perchè, salvo improbabili cambiamenti, questa era la mia ultima tappa del Latitante Tour Summer Edition.
Venceremos, por esto, venceremos.

domenica 16 settembre 2007

Sil@Perugia



E dopo la pausa estiva, si riparte, si ritorna on the road!
Mi mancava il mio turismo musicale e meno male che ho trovato in S. una complice perfetta, così, appena c'è una data a portata di...mano, sono (abbastanza) certo che sarà ben felice di partire.
Arriviamo presto, troppo presto, sul luogo del delitto, Perugia è bella, mi è sempre piaciuta, ma dopo un paio d'ore (e un gelato pessimo!), ne avevamo già la scatole piene.
Aspettiamo, pazientemente, che si faccia l'ora di cena e, nel frattempo, seduti sulle scalinate, ci godiamo l'umanità varia che ci passa davanti, nutrendo la vana speranza di riuscire ad assistere al sound check, che non riusciremo a scoprire se, effettivamente, Daniele abbia fatto oppure no.
Per cena ci concediamo il lusso di un ristorante di quelli da guida Michelin ("primo in Umbria per rapporto qualità prezzo", recita una scitta sulla porta d'entrata). A parte le porzioni, che per un calabrese e una siciliana sono un'offesa alla sacralità della tavola, effettivamente mangiamo bene (ma poco!) e le improbabili "fettuccine di crusca ai ceci, lardo di colonnata e melone" si rivelano una vera quisitezza.
Ritorniamo in piazza giusto in tempo per assistere al gustosissimo spettacolo di un gruppo di percussionisti (il presentatore si affretta a sottolinearne la condizione di "dilettanti", prima di darli in pasto alla piazza!), gli "Ohibò", gruppo che si meriterà un posto nei saluti finali di Daniele, con tanto di invito, rivolto alla piazza, ad informarsi sulla bella storia che c'è dietro.
C'è ancora spazio per inserirci a ridosso delle prime file.
Con la canonica mezz'ora di ritardo, si palesano sul palco i musicisti.
Dopo tutti, compare Daniele, jeans e felpa blu, imbraccia la chitarra e si parte con Marzo 3039.
La piazza è stracolma, Daniele lo sottolinea, più volte.
Davanti a noi stazionano 3 idiote con due cani (uno è un dolcissimo e spaurito, oltre che enorme, maremmano, o 'na cosa simile), la loro idiozie era tutta nel fatto che erano convinte di essere amanti degli animali e, in particolare, dei loro cani, che avevano trascinato al concerto a prendere polvere, paura e calcioni.
Vorrei conoscerle, per poterle denunciare alla protezione animali!
Su Che bella faccia parte la coreografia, si alzano dalla prima fila dei palloni gonfiati con uno smile disegnato sopra, mi è sembrato di riconoscere qualcuno/a del fan club tra i coreografi.
Sono trascorsi un mese e una manciata di concerti da Civitavecchia, e la differenza si nota.
Lo spettacolo è ancora più rodato e ci sono parecchie variazioni sul tema, tra cui la definitiva promozione a "musicisti" di due tecnici, che danno una mano ale percussioni e ai cori, e una versione ancora più flamencata de Il flamenco della doccia.
Manca, invece, Testardo, che, evidentemente, viene eseguita solo entro le mura amiche, quindi non mi resta che aspettare domenica prossima, sperando che Guidonia sia suolo amico!
La scaletta è sempre la stessa, forse viene invertito l'ordine di alcune canzoni, mi sembra, per esempio, che La paranza slitti in avanti (permane la sensazione di "fastidio" stampata sulla faccia di Daniele quando la fa: finge o è realmente "infastidito"?).
Due curiosità: su Domani mi sposo, l'orario della funzione (undicievventi) coincide con l'orario in cui Daniele canta la strofa; su L'autostrada (questo tour, fra le altre cose, ha il merito di avermi fatto innamorare di questa canzone e avermi stampata in mente la frase e tirava una brezza che dava un colore alla quiete) , quando Daniele nomina la chiesa, alle nostre spalle rintocca il campanile.
Mi piace, come sempre, girarmi intorno, e registrare lo stupore generale di chi non conosce Sogno B, vederli ridere di gusto o, rassegnati, concordare annuendo.
C'è ancora il tempo di litigare con una ragazzina che, fresca e tosta, voleva fregarmi il posto faticosamente guadagnato...oh, sò aggressivi i gggiovani d'oggi!
Parte il Dj-set, arrivano gli "ncruattàti", è il momento di saltellare con Gino, la sua alfetta e Salirò.
Salutano e vanno via, ma la gente vuole una sola cosa (ancora), e lo urla a gran voce.
Risalgono sul palco, c'è Aria, e la gente lo travolge di applausi, e non è roba da non tenere in conto, visto che è un concerto in una piazza e se non tutti sono lì non sapendo chi sia su quel palco, molti erano lì per sentire La paranza.
E' arrivato il momento tanto atteso da molti, si va a Cuba; il viaggio dura poco, lo spazio di una canzone e di diversi "venceremos" gridati a gran voce.
Cominciano a dirigersi verso la batteria ma, contrariamente al solito, Daniele non invita il pubblico ad andare via (chè tanto "questo finale è per noi, non per voi"), questa volta, visto che la festa è riuscita così bene, invita tutti a restare, e condividere con loro il momento in cui la musica ritorna all'approccio iniziale, quando è puro divertimento.
Grazie per aver musicato queste altre due ore (e passa) della mia vita, ci vediamo domenica prossima, Daniè.

PS: mentre stavano ancora montando il palco, una coppia di turisti stranieri ci si avvicina e ci chiede chi fosse il "singer" del manifesto e, soprattutto, che genere di musica suonasse. Che genere di musica fa, Daniele???

venerdì 3 agosto 2007

Sil@Civitavecchia




Questa volta la trasferta non è poi così lunga, non oltrepassiamo neanche i confini della provincia, ma la A12 deve essere costata parecchio, visto che si paga sia in entrata che in uscita!
Recuperati i vari pezzi per strada, dopo aver razziato dolci e patatine all'aneto all'Ikea, ci dirigiamo verso Civitavecchia.
Pensiamo di essere in ritardo mostruoso, anche per colpa di qualche strada sbagliata (ce l'hai il navigatore?...e perchè diamine non lo usi??), ma , come nella migliore tradizione, il concerto deve ancora iniziare.
Non c'è molta gente, quella che c'è non è in assetto da concerto, e perciò riusciamo, abbastanza agevolmente, ad arrivare sotto palco, a qualche metro dalla transenna.
Giusto il tempo di guardarci intorno, che le "luci di cortesia" si spengono.
Evidentemente Daniele, da dietro le quinte, spiava in attesa di scorgermi tra il pubblico.
Inizia il concerto.
La prima è, come anche a Roma (se non ricordo male), Marzo 3039.
I pezzi scivolano via, le presentazioni (e questo un pò mi dispiace) ricalcano quelle del Fiesta.
Sarà la vicinanza al palco, sarà l'aria salmastra o la nafta che respiravo a pieni polmoni, ma il sound mi sembra vagamente più tosto, più "rock".
Ma non mancano i momenti intimi e toccanti, e così, nonostante le abbia ascoltate centinaia di volte, Aria, Mi persi e La bomba mi mettono i brividi addosso.
Aspettavo, impaziente, un ospite sul palco; mi era stato detto, infatti, che c'era la concreta possibilità che a Civitavecchia ci fosse anche Andrea "Bove" Leuzzi.
Ospite doveva essere, e ospite fu.
Ma, a sorpresa, da dietro le quinte esce un ospite di peso: Ramon!
Inevitabile, a questo punto, 1000 € al mese, non provata, non prevista, ma assolutamente da fare.
Come al (mio) solito, spesso e volentieri mi guardavo intorno per scrutare gli sguardi del pubblico.
E' una situazione strana, è un concerto gratuito (come molti altri di Daniele ho visto negli anni), ma in una piazza e, guardando la gente intorno a me, mi sono reso conto che era la mia prima volta.
Gli altri concerti di Daniele, anche quelli gratis, erano comunque in un contesto che prevedeva una selezione all'origine, invece qui mancavano solo gli anziani cone le sedie portate da casa.
E così, ai già noti sguardi ammirati di fan avvezzi, ad incolpevoli bimbi che si addormentano sulle spalle dei papà, si aggiungono gli sguardi di chi pensava che Daniele fosse "quello di Salirò" o, peggio ancora (IMHO!), "quello della Paranza" (anche a Civitavecchia mi è sembrato di notare un certo disagio di Daniele al momento di fare La paranza, sembrava piuttosto una pratica da sbrigare, che un pezzo in scaletta), e invece si trova davanti un signor Musicista che diverte e si diverte, che non occupa la scena ma divide e condivide il palco con i suoi musicisti, generoso come pochi.
Vedere le loro espressioni cambiare di volta in volta che si palesavano loro le varie e diverse "anime" di Daniele è stata una grande soddisfazione, come sicuramente soddisfatto era il ragazzo di fianco a me che, alla fine di ogni pezzo, si girava verso i suoi amici e diceva loro: "...e da oggi in poi non voglio più sentirvi parlare male di Daniele Silvestri!".
E alla fine, sbigottimento totale e generale per il finale alla batteria, una cosa dell'altro mondo per chi non conocsce Daniele, per noi, invece, l'inequivocabile segnale che il concerto è finito.
Grazie, ancora una volta, Daniè.

lunedì 2 luglio 2007

Sil@Fiesta!

Giorno più, giorno meno, è da oltre una dozzina di anni che lo seguo.
Decine (e decine!) di concerti, tante feste de l'Unità e di Rifondazione, insalate di fagioli fredde e Montepulciano (d'Abruzzo) caldo, la consapevolezza che anche la mia generazione (nel senso anagrafico, si, ma soprattutto politico) avesse trovato il suo artista di riferimento.
La sensazione che la scuola romana stesse risorgendo dalle proprie ceneri prendeva consistenza, non c'era solo Daniele, ma anche Niccolò Fabi, Marco Conidi, Max Gazzè, Marina Rei e altri che dimentico.
Roma aveva trovato gli eredi della tradizione cantautorale degli anni '70.
Il Folkstudio ieri, Il locale oggi.
Abbiamo fatto parecchia strada insieme, parte di quello che sono oggi, nel bene e nel male, è opera sua, sono cresciuto con le sue canzoni, m'ha fatto ballare, incazzare, divertire ma, soprattutto, pensare.
Molto spesso riesce a dare voce a ciò che penso, a mettere in musica i miei pensieri, a darmi le parole per esprimere in poesia ciò che vorrei dire.
Dodici(lunghi)anni, quindi, e questo, ennesimo, concerto.
Ma questa volta è diverso, è un concerto che sento speciale, non c'è un motivo, non ce n'è uno solo, sono tanti e diversi.
Cerco di tornare indietro con la mente all'ultimo concerto, lo scorso anno? Si, ma era con gli Inti Illimani, emozionante, molto emozionante (e chi se la scorda El pueblo unido cantata insieme a migliaia di persone?). L'anno prima ancora? Quel bellissimo trio acustico a Montale, troppo poco, ma pelle d'oca su L'uomo intero. E l'anno prima ancora? Ancora al Fiesta! (ma dalla parte opposta), un divertentissimo concerto in coppia con Max Gazzè, un bel tuffo indietro nel passato. Ma quanto tempo è che non vedo un concerto DI Daniele?
Mi sa che l'ultimo è stato a La Palma, non mi ricordo più neanche quando.
Arrivati, di buon ora, a Capannelle, mi rendo subito conto che questa serata non è speciale solo per me. L'atmosfera che si respira è quella dell'evento. Sono da poco passate le 19 e c'è un mare di gente, già in fila davanti ai cancelli ancora chiusi (e che, molto provvidenzialmente, verranno aperti in orario!).
Mi sfilano davanti centinaia di persone: ex ventenni famigliamuniti (con tanto di pargoli al seguito), coppie gay, attempati e improbabili hippies, gli immancabili finto comunisti (pariolini vestiti di stracci da centinaia di €uri), qualche rasta.
Un popolo colorato, abbronzato, sorridente ed emozionato.
Entriamo che gli spalti sono già pieni, guadagniamo una buona posizione a pochi metri dal palco.
Il tempo di un panino e una birra, che l'area si riempie.
Gli accenti intorno a me si mescolano tra di loro, un esperanto incomprensibile: calabresi, salentini, napoletani, siciliani, romani e chi più ne ha, più ne metta.
Non è molto diverso dai concerti di 10 anni fa. Daniele è sempre stato un artista che ha solo sfiorato lo star system, ma la sua nicchia di pubblico è sempre stata numericamente importante; già agli esordi i suoi concerti non erano per pochi intimi.
Si spengono le luci, inizia il concerto.
Eccolo sul palco. Ora ha nuovamente i capelli lunghi, come tanti anni fa, se non fosse che mi circonda mi riporta a questo presente, potrebbe benissimo essere un concerto del '96!
Quasi dueoremezza di concerto, tante per molti, poche per Daniele.
Troppe canzoni restano fuori dalla scaletta, (mi) mancano L'Y10 bordeaux, Me fece mele a chepa, Samantha, Amore mio, La classifica, e chissà quanti altri avranno una lista diversa.
Forse anche questo è un altro metro per misurare la statura di un artista: quante persone riesci a lasciare a bocca asciutta, nonostante oltre 2 ore di concerto.
Ma per una canzone che manca, altre dieci sono in scaletta.
E allora agli occhi e alle orecchie arrivano tra le altre, Il mio nemico, Banalità e Io fortunatamente.
Ma Daniele gioca in casa, e se sei a casa tua, inviti chi vuoi, e così si materializzano un irriconoscibile Valerio Mastandrea, a coreografare Gino e l'alfetta, e Fabio Ferri a ripetere (dopo chissà quanto tempo) il balletto di Salirò.
Oltre ad invitare gli amici, se sei a Roma, non puoi non fare Testardo, una canzone "che ci si ritorce contro", dice Daniele alla fine.
Stremato, sudato e strafelice, il pubblico ora desidera una sola cosa, ed eccolo accontentato.
E' sempre un'emozione cantare Cohiba col pugno alzato.
Certo, 10 anni fa i pugni erano di più e quel venceremos era più incazzato.
Ora i pugni sono di meno, e qualcuno pensa che basta avere un paio di ministri, per ritenere di avere vinto.
Ora si, che possiamo tornare a casa.
Ma prima, una birra, da guadagnarsi sgomitando tra la folla di quello che voleva essere il festival della cultura latinamericana, ma che, molto opportunamente, da qualche anno, si chiama solo "Fiesta!", chè sennò doveva sottotitolarsi "festival del culturismo coatto".

Si ringraziano gli utenti youtube "citati" in questo post.