martedì 4 agosto 2009

Sembrava impossibile potesse capitarmi...

....e invece mi è successo veramente!
Me ne arrivano a decine ogni settimana.
Mails con offerte di voli e vacanze a prezzi stracciatissimi. Almeno all'apparenza.
Le volte che non le ho cestinate per direttissima, e m'è venuta la curiosità di seguire il link, ho puntualmente scoperto che c'era la magagna o le destinazioni erano improponibili o, nel migliore e più beffardo dei casi, le date e le destinazioni che mi interessavano, erano a prezzo non poi così stracciatissimo.
In questi giorni, poi, la mia casella di posta è presa d'assalto da tutti i tour operators e tutte le compagnie di volo del globo terracqueo, a giudicare dalla massa di mails, sembrerebbe che nessuno sia partito per le vacanze e che gli operatori corrano ai ripari.
Magari, i turisti sono ancora sul passante di Mestre!
Una delle ultime megasuperofferte che mi sono arrivate, è della compagnia di volo EasyJet, di cui abbiamo una diapositiva.
Le premesse per un'altra delusione c'erano tutte, ma, complice la devastante crisi d'astinenza da viaggio, ho voluto seguire il Bianconiglio.
(Antefatto: qualche sera fa, a cena da (e con) amici, è venuto fuori che sono anni che minacciamo una gita a Venezia e che, un pò come le promesse di Berlusconi, le nostre minacce si rivelano sempre molto poco consistenti. Presi nell'intimo del nostro orgoglio, abbiamo puntato il dito contro il nostro commensale siculoveneziano assicurandogli che, in settembre, gli avremmo invaso casa. Fine dell'antefatto.)
Giunto nel paese delle meravigliose offerte easyjet, con fare fintamente distaccato e sguardo fortemente annoiato, ho controllato le rotte.
Beh, Roma c'è. Sia Ciampino che Fiumicino.
...hmmm.... Lamezia?... anche no .... Berlino?... magari! ... Atene?...mai! Cicladi o niente! ... Venezia?... Venezia???.... VENEZIA???!!!
Il tempo di un paio di telefonate e avevo in tasca (oddio, per adesso solo sull'estratto conto della mia Visa!) un biglietto (ad essere sinceri, 4) per un volo Roma-Venezia (A/R) pagato la bellezza (e si, è proprio il caso di dirlo!) di € 19,35!
Veramente!

lunedì 3 agosto 2009

...prima di andare via...

...toc...toc...posso entrare? In punta di piedi, per non rompere il silenzio assordante che da troppo tempo regna sovrano tra queste pagine.
Accidenti! Quasi due mesi di latitanza...sono proprio indegno di definirmi "blogger", ne sono assolutamente consapevole.
C'è da dire, però, che la latitanza dal blog ben rappresenta questo periodo della mia vita, dove alti e bassi sono banditi, e una linea monotòna (ma comunque non monòtona) caratterizza il susseguirsi dei giorni.
Nessun bel film da recensire, nessun libro degno di un sussulto, nessun concerto particolarmente esaltante (e dire che, qualche giorno fa, sono andato a vedere&sentire Sil!), nessuna vacanza da fermare con una fotografia.
Parte della colpa, lo ammetto, ce l'ha anche faccialibbro, al quale, comunque, consegno istantanee giornaliere, che in altri tempi avrebbero trovato posto qui, ma che ora trovano sfogo da quelle parti.
Ma, comunque, il mio blog non ha perso granchè, se non una serie infinita di improperi per lo psiconano e qualche attacco a Veltroni & Co.
Tuto sommato, meglio riversare questi umori nella cloaca di FB, piuttosto che elevarli a rango di "post".
Detto questo, mi serviva una "scusa" per rispolverare la password del blog, e quale migliore scusa, degli acquisti in libreria per le (agognatissime!) vacanze estive?
Oggi, prima parte degli acquisti, ai quali si aggiungeranno, entro venerdi, altri due acquisti, già in lista.
Prenderanno il "volo" con me, innanzitutto I gatti lo sapranno, di Giovanni Ricciardi.
Non conosco nè l'autore, nè il protagonista di questo romanzo, il Commissario Ponzetti, ma la definizione di "Montalbano romano" mi è bastata, e poi, mi piace tantissimo leggere libri ambientati nei luoghi che conosco, che posso riconoscere e nei quali poter meglio immaginare la scena.
Da Roma a Napoli: dopo aver visto l'intervista dalla Bignardi, durante la quale sono rimasto affascinato dal "personaggio" Erri De Luca, ho letto il suo ultimo libro (Il giorno prima della felicità). Non mi ha deluso, ma non mi ha neanche entusiasmato, ma qualche frase, qualche immagine, qualche personaggio, di tanto in tanto, mi sono piaciuti, e così ho deciso di cominciare dal principio, col suo primo libro, Non ora, non qui.
Come dico sempre, non siamo noi a scegliere i libri, ma piuttosto il contrario. Così è stato con Vedi di non morire, del quale non so assolutamente nulla e che ha avuto il solo merito di saltare fuori da una pila di centinaia di libri e travolgermi.
Ultimo, ma non ultimo, un libro che avevo perso per strada, e che mi ero ripromesso di tornare indietro a recuperare. Come Dio comanda. Perchè non sono un fan sfegatato di Ammaniti, ma la trasposizione cinematografica di Salvatores mi è piaciuta (...ma và?) e mi ha messo addosso la curiosità di confrontare le due cose, visto che il precedente (Io non ho paura) è stato doppiamente soddisfacente.
Si aggregheranno nei prossimi giorni altri due titoli, Tempesta solare, di Åsa Larsson (alla Feltrinelli non c'era), perchè ormai sono entrato nel tunnel dei gialli scandinavi e non voglio uscirne presto, anzi, ho intenzione di arredarlo (all'Ikea, ovviamente!) e La biblioteca dei morti, un'incognita anche questa, ma che ha tutti i numeri per rapirmi.
Saranno troppi per due settimane di ferie?...beh, forse si, ma considerando il fatto che alcuni sono leggibili in una giornata e che non ho intenzione di fare una beneamata minchia, sono fiducioso che le pagine finiranno prima dei giorni di vacanza.


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venerdì 12 giugno 2009

Autocritica

Stamattina, appena letta questa "notizia", ne ho sorriso.
Dirò di più, ho gongolato.
Ho pensato a questo uomo abbronzato che, in pochi mesi, sta stravolgendo moltissime regole, anche di protocollo.
Ho immaginato l'emozione della ragazzina.
Ho invidiato gli statunitensi.
Poi c'ho riflettuto un pò.
E se, questo gesto, lo avesse fatto Berlusconi? ho pensato.
Tutto sommato, è una tipica "berlusconata", gliene abbiamo viste fare a decine in questi 15 anni.
Mi sono fermato un attimo, ho cercato di immaginare cosa sarebbe successo se, invece che a Washington, fosse successo a Domodossola (una volta tanto, nominiamo questa cittadina al di fuori di "nomicosecittà.."!), se quella bambina, invece che Kennedy (!), si fosse chiamata Antonella.
Mi sono visto davanti il sorriso a 93 denti di Berlusconi, mentre porge il foglietto ad Antonella.
Cosa sarebbe successo?
Ne sono certo, sarebbe successo il finimondo.
Oggi i blogs sarebbero pieni di commenti e insulti, tutti (noi orridi dipietristi) gli avremmo dato del buffone, lo avremmo accusato di delirio di onnipotenza.
Avremmo riso delle migliaia di fotomontaggi in cui, di volta in volta, venivano cambiati i connotati alla bambina, o veniva cambiato il fogliettino (già me ne immagino una in cui la bimba diventa Provenzano, e il foglietto un pizzino!).
Sarebbero sorti decine di gruppi su FaceBook dal titolo "Papi, firmi la giustificazione anche a noi?", oppure, "Berlusconi, giustifica questo...", e via dicendo.
Franceschini sarebbe andato in tivvù a dire che lui non commenta le azioni del premier che non siano di matrice politica, però avrebbe aggiunto "Cosa direbbe qualsiasi mamma d'Italia, se sapesse che la figlia può bigiare la scuola, e farsi firmare la giustificazione da uno sconosciuto?".
Di Pietro avrebbe subito chiesto le dimissioni del Premier, così, giusto per non sbagliare.
Casini si sarebbe dissociato, invitando tutti a pensare ai problemi del paese, quelli veri.
Ghedini avrebbe detto "mavàlà...mavàlà!".
L'abbronzatissimo Bonaiuti, con dietro l'immancabile fontana, avrebbe invitato il popolo di sinistra a distinguersi dai loro leaders e convertirsi al verbo del signore di Arcore.
Fiorello avrebbe distribuito giustificazioni a tutti gli spettatori del suo show.
D'Avanzo avrebbe posto 5 domande al premier.
Vespa avrebbe fatto una puntata intitolata "Fare sega", ospiti la Fenech, Carmen Russo, Alvaro Vitali, Nadia Cassini, un oculista e Andreotti (che non guasta mai).
Travaglio avrebbe scavato nella storia del padre di Antonella, scoprendo che, nel '76, non aveva pagato una multa e che, nell'84, era uscito da un bar dimenticando lo scontrino sul tavolo.
Gli italiani si sarebbero divisi: il 40% pro, un altro 40% contro, il 10% avrebbe continuato a non aver opinioni in merito, il 5% avrebbe votato per i Bastard sons of Dioniso, il 4% sarebbe stato favorevole al passaggio di Ibra al Barcellona e l'1% avrebbe risposto "la fotosintesi clorofilliana!".
Io, probabilmente, avrei scritto un post, ricordando quando le giustificazioni me le firmavo da solo (tanto dubito che il preside legga il mio blog o il mio profilo FB...Cinzia, tu non dirgli niente, eh!), senza bisogno di chiedere a "Papi".
Insomma, mi sono reso conto che, una volta tanto, ci saremmo davvero accaniti senza giustificazione contro il nano.

giovedì 4 giugno 2009

giovedì 28 maggio 2009

Pontifiche letture

Quando ancora sono invischiato nelle ultime pagine de I codici del labirinto, di Kate Mosse (niente a che spartire con Kate Moss!), un tomo di quasi 700 pagine spacciato per avvincente, che parte si da una storia potenzialmente interessante (dietro c'è sempre il Graal), ma che poi si perde per strada, rendendo la lettura noiosa.
Ben scritto (e anche ben tradotto) comunque, anche se, almeno per un pò, non voglio vedere libri che superino le 200 pagine!
Dunque, quando ancora mi mancano una manciata di pagine per capire il nesso tra Alice e Alais, e in previsione del ponte del 2 giugno (W Ciampi!) che mi vedrà spaparanzato sulla "mia" spiaggia, ho fatto acquisti.
Due acquisti.
Monotematici, però.
Proprio oggi, infatti, è uscito "La danza del gabbiano", ultima (in ordine di tempo!) fatica del Sommo, nuovo "episodio" della saga di Montalbano.
La speranza è di trovare un romanzo che sia un pò meglio degli ultimi due "montalbani", che mi hanno, anche se in parte, deluso.
Diventa sempre più difficile, per Camilleri, riuscire a stare all'altezza di Camilleri!
L'altro libro, sempre del Sommo, è invece di qualche settimana (forse mese) fa, Il sonaglio, romanzo che chiude la "Trilogia della metamorfosi", iniziata con Maruzza Musumeci e proseguita, prima di questo capitolo conclusivo, con Il casellante, tre storie fantastiche ambientate, manco a dirlo, in Sicilia.
Particolarità "estetica" di questo libro, pur se nella consueta, sobria, veste Sellerio, sta nella "fascetta", che per la prima volta viene accompagnata ad un libro di Camilleri, e che recita: "Il meglio di me risiede in questa trilogia fantastica".

Speriamo!




domenica 24 maggio 2009

Piatto multietnico

E' arrivata l'estate: è tempo di pasta fredda!
Siccome il nostro duce in miniatura non vuole che il nostro "diventi" una paese multietnico, preferndogli, piuttosto, un paese di pecore appecoronate, il nostro melting pot comincia dalla tavola.
Non volendo esprimerci con la classica pasta fredda "pomodori, mozzarella e basilico", che ci sapeva troppo nazionalista, ci siamo prodotti in questo trionfo di cucine (apparentemente) diverse.
Le farfalle sono integrali, quelle della Barilla, però, che sono molto più buone di quelle classiche (è stata una scelta di gusto, e non di calorie!).
Il pesto è fatto con il basilico del balcone di mia mamma, in Calabria (tranne quel ciuffo decorativo, che è, invece, l'orgoglio del nostro balcone!).
I fagiolini sono di provenienza ignota, omaggio agli apolidi, ai nomadi e a quelli che da dove vengono, lo vorrebbero scordare.
Poi c'è la Feta originale greca, che non sarà raffinata come i nostri formaggi, ma è sempre un gran bel mangiare.
Le olive sono spagnole (di greco c'era già la Feta).
Poi ci sono i pomodori secchi (pardòn, il capuliato!), provenienza sicula, fatti a mano dalla mamma di Silvia.
Per finire, una bella spolverata di mandorle tostate, provenienza agro pontino.
Buon appetito!

venerdì 22 maggio 2009

Facciamoci sentire!

Sono ormai (quasi) 18 anni che vivo a Roma, da "fuorisede".
Studente prima, disoccupato per un pò, sfruttato in nero per un altro pò, lavoratore a tempo indeterminato da qualche anno orami.
Sempre, da sempre, residente in Calabria.
Per pigrizia, ma anche per un pizzico di orgoglio, non ho mai voluto spostare la residenza a Roma.
Da 18 anni, quindi, convivo con un domicilio che dista centinaia di Km dalla mia residenza.
Quando ho bisogno di un docuemento, per il quale la mia presenza fisica, e non delegata, è necessaria (penso, per esempio, alla Carta d'Identità), se non voglio litigare con qualche sportellista del comune di Roma che fa ostruzione e mi dice che è troppo complicato e lungo fare la Carta presso un comune diverso da quello di residenza, devo per forza tornare al mio paese.
Ma non m'ha dato mai fastidio, più di tanto. Dopotutto, è una volta ogni 5 anni (forse ora 10).
Non mi pesa nanche il fatto che la corrispondenza ufficiale arrivi giù, o che per le cose importanti debba sempre indicare due diversi indirizzi.
Diciamo che c'è di peggio in giro.
Ciò che non mi è mai andato giù, invece, è sempre stato il fatto che, questo "disagio" (voluto o iposto, poco importa) mi impedisse (o comunque mi rendesse quanto meno complicato) di svolgere l'unico (ancora per poco, mi sa) diritto/dovere che mi permette di partecipare alla vita politica e democratica del mio paese: VOTARE!
Che si tratti di elezioni politiche o amministrative, europee o referendum, chi, come me, non si trova fisicamente nel suo paese al momento del voto, di fatto, NON PUO' VOTARE.
Certo, ci sarebbe la scappatoia del "rappresentante di lista", ma vale solo per i referendum e implica, comunque, un impegno che va ben oltre il voto.
Se voglio esprimere il mio parere, attraverso un voto, devo, per forza, tornare a casa.
Si, è vero, lo Stato (bontà sua) mi riconosce uno sconto sul biglietto del treno.
L'ultima volta che ne ho usufruito, mi sembra che lo sconto fosse del 66% (su un biglietto A/R, però!), non so se esista ancora e a quanto ammonti ora.
Mi sta bene, anzi, mi starebbe bene se mi trovassi a Roma e la mia residenza fosse a Latina.
Mi metto sul treno la domenica mattina, voto, magari pranzo con i miei, mi faccio un giro in piazza e poi, la sera, me ne torno a Roma.
Ma se, porca puttana!, lavoro (o studio) a Trieste e sono residente a Ragusa, e se, soprattutto, non è previsto che un lavoratore abbia diritto a dei giorni di ferie (retribuiti e non scalati dal monte ferie!) per recarsi a votare, così come non è previsto che le Università sospendano le attività durante le votazioni, mi spiegano lor signori come faccio a votare???!!!
Le soluzioni sono due.
Fare i salti mortali, o prendere dei giorni di ferie.
Tra le due, la stragrande maggioranza di noi, sceglie la terza: non votare!
E che giramento di balle sentire le solite osservazioni di grandi politologi che commentano il dato della grande astensione al Sud!
Ho asistito, negli ultimi anni, con rabbia al dibattito sul dovere morale di far votare gli italiani all'estero.
Ho subito l'umiliazione di veder votare nipoti di cittadini italiani residenti in Honduras, persone che l'Italia non sanno manco dove sta.
Ebbene, loro, da latitudini e longitudini lontanissime, possono votare, noi, a 700Km, no!
Io non so se la soluzione possa essere il voto delegato, o magari quello per corrispondenza.
Immagino, però, che le difficoltà che ci sono per un voto amministrativo, non ci siano per partecipare ad una tornata elettorale europea o, meglio ancora, ad un referendum.
Si potrebbero studiare e cercare soluzioni diverse per permetterci di votare, se solo qualcuno fosse interessato al problema.
In questi giorni un gruppo di ragazzi ha creato un sito web e lanciato una petizione.
Forse è il caso che cominciamo ad alzare la voce anche noi, perchè tanto mi sembra sia acclarato che, in questo paese, ha ragione chi riesce a fare la voce più grossa.

lunedì 11 maggio 2009

USA FOR ITALY

“Senza un giornalismo che ci chiama costantemente a rispondere delle nostre azioni, che ci mantiene onesti, che sa essere duro e vivace, questa cosa chiamata democrazia non può funzionare”




Barack H. Obama, 9 maggio 2009

giovedì 7 maggio 2009