Passata l'emozione di questi giorni, finito il clamore che alza l'audience, scenderà l'oblio anche su questa, ennesima, tragedia italica.
Come è successo in Belice, in Friuli, in Irpinia, dove ancora la gente vive nei prefabbricati!
Succederà anche per L'Aquila, succederà qualcos'altro che sposterà altrove l'attenzione dei media e l'interesse dei politici.
Mi piacerebbe, però, che restassero impressi, nella mente di ognuno di noi, due grandi attori di questa tragedia: i media e la politica.
I primi, enfatizzando l'ultimo trend che vuole la tv generalista in gara con quella tematica (RaiSet vs. Sky), hanno sguazzato come pesci nel dramma vissuto dalla povera gente abruzzese.
In questi giorni ho visto tg vantarsi dello share ottenuto con le edizioni speciali sul terremoto; giornalisti (!) annunciare il cartello con l'aggiornamento dei morti "...dopo la pubblicità.."; mezzi busti ostacolare i mezzi di soccorso per poter riprendere il minimo particolare; coglioni microfono-muniti bussare ai finistrini delle macchine, di notte, per chiedere agli sfollati cosa stessero facendo!
E' andata in onda la fiera dell'idiozia, dell'ipocrisia, dello sciacallaggio mediatico.
Ma i media vivono appoggiandosi l'un laltro, piuttosto che fagocitandosi a vicenda, la guerra che si fanno l'un l'altro è finta, virtuale, perciò si coprono a vicenda, e su nessun giornale qualcuno a chiesto la testa del direttore del TgUno per l'indegno spettacolo proposto, per fortuna c'è Internet, che nasconderà parecchia merda al suo interno, ma sa essere un grandissimo strumento di informazione, libera.
La seconda, la politca, intesa come tutta la filiera amministrativa, non solo "i" politici, non solo il governo, o l'opposizione, o gli amministratori locali.
Tutta la politica, o meglio, il modo italiano di fare, di essere, politica.
Ovviamente abbiamo assistito alla sfilata di tutti i ministri, troupe televisive al seguito; abbiamo visto indossare improponibili caschetti (fra i tanti, stranamente quello che rendeva più..."alti"); abbiamo sentito dichiarazioni ignobili, insomma il solito teatrino, spostato solo di qualche Km.
Ma, tutto sommato, non è questo che vorrei ci ricordassimo, vorrei invece che ricordassimo come, dopo una tragedia del genere, pur di non darsi da fare per cercare i responsabili delle tragedie (perchè questa ecatombe HA dei responsabili), si cerca di far cadere la colpa, a pioggia, su tutti. Un pò come a dire, se la colpa è di tutti, la colpa non è di nessuno.
E invece no!
La colpa è proprio vostra, la colpa è di come fate politica, di come amministrate la cosa pubblica.
Queste tragedie sono figlie dei cantieri che non vengono controllati, delle mazzette che girano intorno alle concessioni edilizie e ai certificati di abitabilità, di una assoluta mancanza di prevenzione.
Queste sono le tragedie che provocano le scellerate leggi che condonano gli abusi edilizi, che una volta sanavano situazioni già esistenti, oggi, invece, addirittura!, autorizzano ad "abusare", basta che non si ecceda del 20%! Come a dire, Iva inclusa!!
Questi morti sono sulla coscienza di costruttori senza scrupoli e di amministratori che chiudono gli occhi e aprono le tasche.
Questi morti, in futuro, potranno essere evitati, basterebbe solo che la politica facesse il suo dovere, nell'interesse del paese, e non per il proprio.
Non serve a niente e a nessuno una cattedrale in un deserto, quale sarà un ponte ipermoderno circondato da infrastrutture da terzo mondo, serve mettere in sicurezza migliaia di scuole, di ospedali.
Servono soldi per poter controllare che tutte le costruzioni, anche quelle private, siano a norma.
Servono soldi per poter istruire la gente su come comportarsi e dove andare in caso di grandi disastri.
Servono soldi per poter fornire ogni regione di un'unità di crisi pronta a gestire le emergenze nel più breve tempo possibile.
Poi, dopo, magari lo costruiremo il ponte sullo stretto di Messina, lo chiameremo pure Ponte Berluisconi, se il piccolo dittatore lo vorrà, ma almeno evitiamo di farlo costruire a chi ha costruito l'ospedale inagibile de L'Aquila e a chi da tempo immemore sta succhiando soldi dalla SA-RC.
venerdì 10 aprile 2009
martedì 7 aprile 2009
Imagine
«La drammatica notizia del violento terremoto che ha scosso il territorio di questa diocesi ha riempito di costernazione l'animo del sommo pontefice, il quale incarica vostra eccellenza di trasmettere l'espressione della sua viva partecipazione al dolore delle care popolazioni colpite dal tragico evento. Nell'assicurare fervide preghiere per le vittime, in particolare i bambini, sua santità invoca dal Signore conforto per i loro familiari, e mentre rivolge una affettuosa parola di incoraggiamento ai superstiti e a quanti in vario modo si prodigano nelle operazioni di soccorso invia a tutti la speciale benedizione apostolica»
Immagino che gli sfollati, quelli che hanno perso i loro cari, quelli sono rimasti senza nulla, troveranno grande giovamento dal sapere che l'animo del pontefice partecipa al loro dolore.
Immagino anche che le notti all'addicaccio dei bambini saranno meno gelide, confortate dal calore del fervido pregare del papa.
Immagino che tutti quei (VERI!) santi, uomini e donne, che stanno scavando anche a mani nude tra le macerie, con la speranza di riuscire a salvare un'altra vita umana, scommetto che saranno rinfrancati dall'incoraggiamento del santo padre.
Immagino, infine, che col cazzo che il Vaticano rinuncerà all'8x1000 per devolverlo alle popolazioni terremotate!
lunedì 6 aprile 2009
Il terremoto.
Io ho diverse paure.
Alcune molto razionali, altre del tutto irrazionali.
Di alcune mi vergogno, altre mi sono servite a non cacciarmi in guai potenzialmente seri.
Per esempio mi provoca ansia il vento forte, ma non mi fanno paura i temporali, non ho paura del buio, ma ho la fobia delle fughe di gas.
Il terremoto, invece, non mi ha mai fatto paura più di tanto.
Non l'ho mai sottovalutato, ma non mia ha mai provocato alcuna forma di panico.
Eppure, il mio paese è in una zona ad altissimo rischio sismico, il terremoto lo ha colpito diverse volte, ma la fortuna (delle ultime generazioni) è che sono sempre stati episodi lievi, siamo sempre stati colpiti di striscio.
Del "terremoto" vero, quello che provoca tragedie e devastazioni, di quello resta il segno solo in un rito, che si ripete ormai da diversi decenni, e che vede le finestre e i balconi del mio paese illuminarsi, per una notte, con un lumino, in ricordi delle vittime di un terremoto che distrusse il paese.
Ma di terremoti, anche brutti, ne ho visti diversi.
Come quella volta che eravamo a casa, io e mio fratello con mia madre.
Lei stava lavando i piatti, noi eravamo davanti la tv.
Mio padre era giù, in garage.
Ricordo nitidamente il rumore dei piatti che vengono smossi violentemente.
Poi il silenzio, silenzio assoluto, e un deciso, ma ordinato, rumore di calpestìo.
Nella mia mente di bambino, quel rumore era collegato, indissolubilmente (ancora ora) ad una sola cosa, al passaggio dei funerali (quando ancora sfilavano per il paese).
Dietro il feretro, solitamente, c'erano "e fimmine", che accompagnavano il corteo sottolineandolo con un costante, anche se sommesso, vocìo.
Dietro di loro "l'ùamini", che invece, sguardo basso e braccia dietro la schiena, seguivano in silenzio assoluto, gomito a gomito, scortati dal solo rumore dei loro passi sull'asfalto.
Quella sera, invece, i passi erano delle persone (tutti "ùamini", evidentemente) che uscivano dal cinema (che era a pochissimi metri da casa mia).
Insieme a questo fruscìo, vedo mio padre comparire sulla porta, aria preoccupata ma volutamente non preoccupante, parlotta con mia madre con voce leggermente alterata, dopodichè uno dei due si dirige a prendere delle coperte, e l'altro a riempire un paio di bottiglie d'acqua.
Senza moltissime spiegazioni, ci dicono che dobbiamo uscire.
Non percependo la gravità della cosa, io e mio fratello eravamo alquanto eccitati dall'improvvisata scampagnata notturna.
Dopodichè ricordo che quasi tutto il paese si ritrovò fuori dall'abitato, come se ci fossimo dati appuntamento, tutti con delle coperte e pronti a passare la notte in macchina.
Era la sera del 23 novembre dell'80, e quello era stato il terremoto che sconvolse l'Irpinia e si lasciò dietro migliaia di morti.
Oppure quell'altra volta, che ero già (anzi, ancora!) all'università, stavo studiando e la mia sedia, trotterellando, si allontanava sempre più dalla scrivania.
Ebbi il tempo di alzarmi, uscire dalla mia stanza, schivare le ante dell'armadio a muro nel corridoio che si aprivano e chiudevano, bussare alla porta del mio vicino di stanza il quale non s'era accorto di nulla, nonostante fosse, inspiegabilmente, seduto al centro della stanza, con una biro in mano, lontano diverse decine di centimetri dalla sua scrivania.
Era il settembre del '97, e quello era il terremoto che devastò l'Umbria.
Sarà stata incoscienza, superficialità, ma in nessuno di questi casi, nè in tutti gli altri, ho mai avuto il "panico" da terremoto.
Ma questa notte no, questa notte è stato diverso.
Probabilmente la paura del terremoto si è aggiunta al fatto che mi sentissi già poco bene e allo scazzo per la clonazione del bancomat, fattostà che la scossa, fortissima e lunghissima, che c'è stata alle 3.30, mi ha fatto svegliare di soprassalto e mia ha messo addosso un'ansia e una paura dell'inevitabile che non avevo mai provato in vita mia.
Il traballare della casa (che dubito rispetti le più elementari norme antisismiche!) mi impediva persino di alzarmi dal letto, in questo aiutato dal blocco dovuto alla paura.
Sono riuscito ad alzarmi e tutto mi ballava intorno, le imposte scricchiolavano, le chiavi appese all'ingresso tintinnavano come spostate dal forte vento e persino la lampada Ikea dondolava su se stessa.
E' stato terribile, sono stati tremendi, interminabili, secondi.
Ecco, ora si, ho paura del terremoto.
sabato 4 aprile 2009
Commonplaces
Ho sempre diffidato, dei luoghi comuni.
Da convinto sostenitore della relatività...assoluta, non credo, nei luoghi comuni.
Forse perchè, per vari motivi, sono spesso vittima dei luoghi comuni: sono un calabrese "capatosta", uno juventino "ladro", un comunista "coglione", un italiano che "grida e gesticola" e che "non parla inglese", m'hanno sempre dato fastidio, i luoghi comuni.
Siccome so per certo che i genovesi non sono tutti tirchi, che i siciliani non sono tutti mafiosi e che i milanesi non sono tutti snob, allora penso siano tutte fesserie, i luoghi comuni.
Ma, cazzo, se mi clonano il bancomat a Napoli, e mi trovo 1.400€ di addebiti in Romania, posso rimangiarmi tutto e pensare che napoletani e rumeni sono tutti ladri??!!
martedì 31 marzo 2009
La faccia come il culo!
"[...] una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non crede che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento dell'atmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso fra 0,7 e 0,8 gradi centigradi) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all'anidride carbonica di emissione antropica. Se pure vi fosse a seguito dell'aumento della concentrazione dell'anidride carbonica nell'atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all'ambiente, all'economia e all'incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici."
(fonte: repubblica.it)
Cari elettori di questo Governo di Merda, vi ringrazio anche per questo!
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lunedì 30 marzo 2009
Senza titolo
Ormai do per scontato che la giustizia degli uomini non lo colpirà mai, gli mancano ancora un paio di tasselli (tipo fare una legge che gli assicuri l'assoluta immunità per qualsiasi tipo di reato, a prescindere dalla carica che riveste) e poi sarà sicuro di non finire i suoi giorni in carcere, quindi non ci resta che sperare che la giustizia divina (sempre che non sia davvero l'unto dal Signore!) provveda.
E quindi, quando arriverà quel giorno, in cui andrà in pensione, che ne sarà di tutti questi baciapile, queste mignottelle prestate alla politica, questi cavalli promossi senatori?
Questo bagno di folla e la percentuale bulgara con cui il nano è stato eletto presidente, confermano che, hai voglia a chiamarlo partito, questa accozzaglia è tenuta insieme, e va avanti (a vele spiegate, purtroppo!) solo perchè (e finchè) c'è lui che arringa la folla e che dispensa "carinerie".
L'ulteriore prova è data dal fatto che, con spavalda arroganza, ha confermato che lui si candiderà alle Europee, e la cosa non ha suscitato nessuna perplessità tra gli elettori, ai quali è bastato sentire la voce del padrone che sfidava il rivale sullo stesso terreno per andare in sollucchero, ma non ha neanche provocato reazioni tra gli altri politici dello schieramento, che quindi confermano la loro inferiorità nei confronti del padrone, accettano di ammettere, urbi et orbi, che senza di lui, rischiano la figuraccia e quindi, meglio fare l'ennesima figura di merda davanti all'Europa e sostenere (come capolista!) una persona che, comunque andranno le cose, rinuncerà (DOVRA' RINUNCIARE!) a sedersi tra gli scranni del parlamento europeo.
Come dire, "...finchè dura, meglio raccogliere le briciole finchè cadono dal tavolo, prima di ritornare nell'oblio da cui proveniamo."
E si, perchè, ammesso e non concesso che trovino una figura carismatica che sappia trascinare le folle come il nano, magari Fini stesso (che passa di delfinato in delfinato), anche perchè all'orizzonte non vedo altro (Gasparri? La Russa? la Carfagna? Cicchitto?), dopodichè, ce lo vedete l'ex missino che sopporta uno che si pulisce il culo con la bandiera italiana, una che da lezioni di fisica ai premi nobel, uno che condona l'impossibile, e via dicendo?
Perciò, speriamo che ci sia ancora qualcosa da salvare, quando questo circo leverà le tende e nani, ballerine e pagliacci si toglieranno dalle palle.
domenica 29 marzo 2009
...siccome è una giornata di merda...
...ho deciso di rispondere all'invito di Juri.
La mattina quando ti svegli: ...ancora 5 minuti...
Pronti via o lento risveglio: sabbia negli occhi
Colazione casa o bar: casa E bar
Quanto tempo passi al bagno la mattina: giusto il tempo di pettinarmi
Il cellulare utile o futile: utile, ma non indispensabile
Quanti sms mandi al giorno: un paio, a settimana
Ti riconosci nel tuo segno zodiacale: non mi riconosco negli oroscopi
Ragione o Istinto: istinto ragionevole
Cuore o Cervello: stomaco
Bacio al primo appuntamento: perchè no?
Cosa ti colpisce nell'altro sesso: il culo
Quale abbigliamento ti piace: uno che mi faccia sembrare magro
Trasparenze o nudo: nudo
Ti piace mangiare con le mani: si
Ristorante elegante o bettola: bettola tutta la vita
Guardi il cielo e cosa pensi: smetterà di piovere, prim'o poi, si?!
C'è un fulmine tu: aspetto il tuono
Piove e fà freddo dove vorresti stare: al coperto al caldo!
Camicia con gemelli o bottoni: tShirt
Gonna lunga o corta: dipende dalle gambe
Occhiali da sole mai o sempre: anche di notte
Dove ti fai la ceretta: sulla lingua
Un proverbio: aru terrianu ce vò litame, aru munnu ce vò furtuna!
Una frase che dici spesso: figacazzoculotette
Birra o vino: birra
Aperitivo o caffè: aperitivo prima e caffè dopo
Dubbi o certezze: dubbi
Cosa non può mancarti: domani
Cosa desideri: un futuro
Volere è potere: madecheaò?
Mare o montagna: mare, mare, fortissimamente mare
Sguardi o parole: parole
La mattina quando ti svegli: ...ancora 5 minuti...
Pronti via o lento risveglio: sabbia negli occhi
Colazione casa o bar: casa E bar
Quanto tempo passi al bagno la mattina: giusto il tempo di pettinarmi
Il cellulare utile o futile: utile, ma non indispensabile
Quanti sms mandi al giorno: un paio, a settimana
Ti riconosci nel tuo segno zodiacale: non mi riconosco negli oroscopi
Ragione o Istinto: istinto ragionevole
Cuore o Cervello: stomaco
Bacio al primo appuntamento: perchè no?
Cosa ti colpisce nell'altro sesso: il culo
Quale abbigliamento ti piace: uno che mi faccia sembrare magro
Trasparenze o nudo: nudo
Ti piace mangiare con le mani: si
Ristorante elegante o bettola: bettola tutta la vita
Guardi il cielo e cosa pensi: smetterà di piovere, prim'o poi, si?!
C'è un fulmine tu: aspetto il tuono
Piove e fà freddo dove vorresti stare: al coperto al caldo!
Camicia con gemelli o bottoni: tShirt
Gonna lunga o corta: dipende dalle gambe
Occhiali da sole mai o sempre: anche di notte
Dove ti fai la ceretta: sulla lingua
Un proverbio: aru terrianu ce vò litame, aru munnu ce vò furtuna!
Una frase che dici spesso: figacazzoculotette
Birra o vino: birra
Aperitivo o caffè: aperitivo prima e caffè dopo
Dubbi o certezze: dubbi
Cosa non può mancarti: domani
Cosa desideri: un futuro
Volere è potere: madecheaò?
Mare o montagna: mare, mare, fortissimamente mare
Sguardi o parole: parole
venerdì 27 marzo 2009
giovedì 26 marzo 2009
Generazione di guardoni
Non ho mai amato la formula del "reality show".
Nonostante, un pò come tutti, subisca il fascino dello "spiare dal buco della serratura", non ho mai provato il benchè minimo interesse a seguire i vari grandi fratelli, fattorie, isole di più o meno famosi e via dicendo.
Ancora meno "tollero" la fama di cui godono questi individui, assolutamente privi di talento, una volta vomitati fuori da questi format.
La mia conoscenza dei personaggi che popolano questo ambiente è dovuta alle imitazioni dei vari programmi della Gialappa's.
Non nascondo, però, che ai tempi della prima edizione del Grande Fratello (possibile che ci fosse la Bignardi?), un pò di curiosità (complice il molto tempo libero di cui godevo!) mi spinse a curiosare nella "casa".
Ogni tanto penso a come mi comporterei se dovessi partecipare ad una cosa del genere.
Ogni volta arrivo alla conclusione che, probabilmente, ucciderei gli altri inquilini a colpi di padella!
Ad onor del vero, però, c'è da dire che forse i partecipanti alla prima edizione del Grande Fratello, e solo loro, sono stati realmente cavie di un eseprimento, visto che non potevano avere la percezione di ciò che succedeva fuori, intorno al programma, e quindi c'è la (seppur flebile) possibilità che fossero "spontanei".
Non mi dispiacciono, invece, quei programmi, sempre sulla falsa riga dei reality show, che mettono in competizione tra di loro persone che hanno (o almeno si presume che abbiano) un talento.
Era iniziato così, per esempio, Amici, prima che il marito di Costanzo lo trasformasse in quel circo che è ora.
Era così l'antenato di X factor, mi sembra si chiamasse Operazione Trionfo (ribattezzato Operazione Tonfo), quel programma condotto da Miguel Bosè, che alternava lacrime a bestemmie
Era così Music Farm, che aveva il pregio/difetto di metere in competizione personaggi già famosi (chi più, chi meno) ma che, a ben guardare, poteva avere degli spunti interessanti, se solo non avessero partecipato solo rottami musicali.
E' così quel programma in cui alcuni vip si sfidano a passi di danza.
Ed è così anche X Factor, che a differenza di Amici riesce a far prevalere l'elemento musica sull'elemento polemica e che, pertanto, è decisamente (IMHO) più interessante del competitor made in mediaset.
Non è che sia un aficionado del programma (anche perchè mal sopporto sia il piccolo pooh che la Ventura), ma devo dire che non mi dispiace buttarci un occhio, e soprattutto un orecchio.
E, lo ammetto, spero tanto che vinca lei
domenica 15 marzo 2009
Bene, bravi, ter!
C'è il cinema di Hollywood, quello che muove milioni di dollari. C'è il cinema d'autore, quello che deve piacere per forza, sennò vuol dire che non capisci un cazzo. C'è il cinema di fantascienza, quello dagli effetti speciali stupefacenti. C'è il cinema che racconta di tragedie e drammi, quello che fa piangere.
E poi, c'è un cinema, sincero, onesto, direi artigianale.
Quel cinema che, una volta uscito dalla sala, non ti deve far sentire necessariamente più ricco, o più consapevole, o più incazzato, ma deve semplicemente lasciarti la sensazione di aver trascorso un pò del tuo tempo in maniera piacevole.
Questo è il cinema in cui io colloco i film di Ficarra e Picone, questo è il cinema de "La Matassa".
Mai volgari o eccessivi, come quella che, purtroppo, spacciano per la nuova commedia italiana!
Non una sfilza di sketch uno appresso all'altro, come ci hanno abituato certi cabarettisti prestati al cinema.
Ma una storia, appunto, semplice ma ben raccontata, dove i due protagonisti si muovono (con agilità) circondati da attori veri (fra tutti, un generosissimo Tuccio Musumeci), e non macchiette e controfigure.
Tutti gli elementi del meridione (la famiglia, la chiesa, la mafia, l'amicizia) sono riportati con ironia, senza ricamarci su caricature esagerate, ma con grande astuzia "terrona" (leggendaria la scena dei "pizzini"), e se pensate che il mafioso "scemo" sia una caricatura...è solo perchè non siete terroni!
Anche gli elementi più squisitamente tecnici, quelli che "certa" commedia italiana (ma non solo quella dei cinepanettoni!) ci ha disabituato ad apprezzare, sono curati in maniera egregia, tanto da farsi apprezzare per una doviziosa cura dei particolari, come le foto appese al muro in perfetto stile anni '80 (colori "senape" e flash di polaroid sparati in faccia) e, soprattutto, la chicca della bottiglia di vetro di Fanta, quella arancione.
Da vedere, non fosse altro per "premiarli", con la speranza che questo tipo di commedia, la vera commedia italiana, anche quella dei grandi duetti della storia del cinema italiano, torni e soppianti questa commediucola da quattro soldi e molte tette.
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