Premetto che sono un sostenitore di Grillo della prima ora, e forse anche per questo tutto questo polverone, mi stupisce parecchio, per quantità e qualità.
Innanzitutto, leggo questo astio da parte dei media nei confronti di Grillo come una fustrazione, una sorta di conferma che non sanno fare il loro mestiere, visto che si sono accorti di Grillo solo dopo che lo stesso ha portato in piazza (ma sarebbe più corretto dire che è stato portato lui in piazza) tutta qualla gente e dopo aver raccolto oltre 300.000 firme.
I politici si sentono seriamente minacciati e pertanto il loro proverbiale istinto di conservazione ha preso subito il sopravvento, facendo partire il solito disco con le solite cose trite e ritrite.
Ma dov'è stata tutta questa gente (giornalisti e politici) negli ultimi anni?
Non ha saputo vedere, leggere, nella insoddisfazione della gente un montante malcontento e una crescente insofferenza nei confronti di questo modo di fare politica e gestire la cosa pubblica?
Se solo fossero stati un pò più attenti, avrebbero sottovalutato di meno le centinaia di migliaia di contatti giornalieri del blog di Grillo e il tenore dei vari interventi.
Da qui, secondo il mio modesto parere, nasce il primo errore di valutazione (voluto o solo casuale, non so) nei confronti del "fenomeno Grillo": non è stato Grillo che ha messo su tutto 'sto casino. L'8 settembre non è stato proposto o, peggio ancora, imposto da Grillo, ma piuttosto gli è stato suggerito da tutte le testimonianze che ha raccolto in questi anni.
Non è da sottovalutare il fatto che chi è sceso in piazza per il V-Day, lo ha fatto perchè il V-Day se l'è andato a cercare, perchè si è voluto informare sul dovequandocome, perchè i media (per lo più), fino all'ultimo minuto hanno ignorato la cosa e, un minuto dopo, tentato di minimizzare, salvo poi impostare i Tg e le prime pagine dei giorni seguenti solo dopo aver dato un'occhiata al blog di Grillo.
I media e la politica (per incompetenza, cecità o presunzione) sono stati presi alla sprovvista da questo nuovo movimento, e forse questo sarà quel qualcosa in più che (me lo auguro) non farà finire nel nulla quanto di buono si può estrarre da tutto ciò.
In questi giorni si sono dette tante cose, ma le parole che più si sono sentite sono state due: antipolitica e qualunquismo.
E qui, mi ritorna in mente la mai fuoriluogo definizione della Guzzanti: armi di distrazione di massa!
Ma con quale coraggio, voi politici e giornalisti tuttologi, vi permettete di definire questo movimento antipolitico e qualunquista???
Non avete tratto nessun insegnamento dall'errore che avete fatto a sottovalutare Grillo?
Errare è (più che) umano, mai il vostro perseverare è più che diabolico, è stupido!
Parto da quella, tra le due, che mi è da subito sembrata la panzana più grossa: la gente del V-Day non sostiene l'antipolitica, ma piuttosto auspica un ritorno della Politica, di quella vera, fatta dalla gente, partecipata.
Proporre un disegno di legge è l'atto più squisitamente politico che possa esistere, voler sostituire questa classe politica, non significa voler abolire la politica, ma solo rinnovarla, rinfrescarla, DISINFETTARLA!
L'altro uso improprio è quello del termine qualunquista.
A parte che mi piacerebbe sapere se e quante eminenti personalità del parlamento (tipo la Gardini) sanno cosa significa, il sentimento di presa per il culo che ho quando lo sento riproporre è devastante. Ma come qualunquista??? Ma se dopo nonsopiùquanti anni finalmente (FINALMENTE!) arriva uno che fa nomi e cognomi, che conduce battaglie in prima persona (e non nascondendosi dietro la massa o nel più vile anonimato), si becca querele, viene processato e poi, puntualmente, assolto, uno che anni prima che la Parmalat fallisse, lo andava dicendo con i bilanci alle mani, vi trovate davanti uno così, e che fate? Gli date del qualunquista???
Non sono nè Grillo nè il popolo del V-Day i qualunquisti, è questa classe politica che è adagiata su un livello bassissimo.
Non è Grillo il paladino dell'antipolitica, è questa classe politica che ha allontanato la gente dalla politica, rendendogliela indigesta.
Poi, poi ci sono quei politici che ancora non riesco bene ad inquadrare, come Di Pietro o il mio ex faro politico, Bertinotti.
Combattuto tra i ricordi e il ruolo che riveste il secondo, forse in cerca di facili consensi il primo?
Non lo so, so per certo, però, che (e fino a qualche mese fa non me lo sarei mai aspettato) l'ex PM spesso e volentieri dice ciò che vorrei sentir dire e altre volte, come ieri sera a Ballarò e dal redivivo Costanzosciò, mi fa anche fare delle grosse e grasse risate.
In molti additano Grillo come pifferaio magico, agitatore di folle, un "delinquente senza cuore" (Mastella dixit!), Ferrara ha persino detto che Grillo è volgare (com'è quella storia del bue e dell'asino?), tutti si concentrano sul dito, pochi hanno levato lo sguardo verso ciò che il dito sta indicando.