Auguri, maestro Camilleri!
giovedì 6 settembre 2007
mercoledì 5 settembre 2007
Il meraviglioso mondo di Camillo
Ha iniziato con un suo cavallo di battaglia, la genocida legge 194.
Con notevole (e inaspettato) anticipo sui tempi soliti, ha ammesso l'ineluttabilità della legge "Quella legge c'è, per un credente sarebbe meglio che non ci fosse, però c'è, né c'è la condizione culturale per abrogarla", ma si è spinto più in là, arrivando ad affermare che, alla luce "progressi medico scientifici" raggiunti, sarebbe "doverosa una interpretazione che aggiorni e migliori la legge", senza, ovviamente, peggiorarla.
Curioso che si faccia riferimento a progressi scentifici, quando la Chiesa ha impiegato oltre 400 anni per ammettere che forse (ma forse!), su Galileo si erano sbagliati. O forse si riferiva all'invenzione dell'ecografia???
Ha poi continuato sul tema, commuovendo i commensali tirando in ballo bambini, che meritano di vivere sempre e comunque perchè, "a parte tutte le altre considerazioni, avrebbero comunque una vita normale". Non so quali siano le altre considerazioni, e francamente non mi interessano, ma mi farebbe piacere affrontare con il Cardinale una discussione sul significato di "vita normale". Perchè sono legittimato a pensare che per la Chiesa sia una vita nomale quella che aspetta le vittime della pedofilia, visto che la contromisura più dura ai casi conclamati di preti pedofili è lo spostamente ad altra curia, dove quel prete potrà ricominciare indisturbato a fare i suoi porci comodi!
Ma non si è mica fermato qui il Cardinale!
Ritornando sul caso forse più discusso degli ultimi mesi, il funerale di Welby, il generosissimo Cardinale si è assunto tutte le responsabilità del diniego, argomentando che, la sua, è stata una decisione sofferta quanto obbligata, che per la Chiesa "il suicidio è intrinsecamente negativo" e che "concedere il funerale sarebbe stato come dire "il suicidio è ammesso".
Quando ho sentito queste parole, sacrosante e soprattutto coraggiose, quando finalmente sono stato messo al corrente delle motivazioni di un gesto che, al momento, mi era sembrato solo e soltanto vigliacco, nella mia mente si sono susseguite una serie di immagini.
Erano immagini di funerali, funerali di mafiosi, ma anche immagini di mafiosi con vistosi crocifissi, mi è venuta in mente la Madonna della Montagna e tutti i malviventi che l'hanno eletta loro protettrice.
Probabilmente la fraschetta dove il Cardinale e i suoi stavano amabilmente conversando rispettava l'ordinanza comunale e, pertanto, a mezzanotte, a malincuore, si son dovuti accomodare fuori impedendo al Cardinale di dire che "la mafia è intrinsecamente negativa" e che "concedere i funerali ai mafiosi è come dire che la mafia e ammessa" e che nessun malvivente può impunemente farsi proteggere dalla Vergine Maria.
Sarà per la prossima volta.
Sicuro.
lunedì 3 settembre 2007
Dubbi amletici
Se sei un ministro di un governo (ammesso e non concesso che non sia il governo dell'Isola di Bananas), non puoi manifestare contro l'esecutivo di cui fai parte.
Mi sta bene.
E' un pò come se, durante Juve-Inter, di punto in bianco, Camoranesi cominciasse a giocare con l'Inter senza nemmanco cambiarsi di casacca.
E' sleale, e anche vigliacco.
Ma allora vorrei sapere perchè se Mastella e Rutelli aderiscono al Family Day, manifestazione organizzata contro un provvedimento del Governo (provvedimento presente nel programma di governo!), non è scandaloso e non si paventano crisi di governo, mentre se quei ministri mangiabambini della sinistra estremamente antagonista partecipano una manifestazione contro un provvedimento del governo (non discusso o concordato nel programma di governo!), proprio i due di cui sopra (con la memoria evidentemente corta) minacciano di far cadere il governo?
Perchè la coerenza, l'onestà intellettuale e la lealtà (nei confronti di chi, letto un programma di governo, avendolo reputato condivisibile, ti ha dato un mandato affinchè tu governi seguendo quella proposta) non sono considerate qualità da esaltare, ma piuttosto sono stigmatizzate come azioni terroristiche?
Ridatemi i miei vent'anni, che me ne vado da questo paesedimmerda!
Mi sta bene.
E' un pò come se, durante Juve-Inter, di punto in bianco, Camoranesi cominciasse a giocare con l'Inter senza nemmanco cambiarsi di casacca.
E' sleale, e anche vigliacco.
Ma allora vorrei sapere perchè se Mastella e Rutelli aderiscono al Family Day, manifestazione organizzata contro un provvedimento del Governo (provvedimento presente nel programma di governo!), non è scandaloso e non si paventano crisi di governo, mentre se quei ministri mangiabambini della sinistra estremamente antagonista partecipano una manifestazione contro un provvedimento del governo (non discusso o concordato nel programma di governo!), proprio i due di cui sopra (con la memoria evidentemente corta) minacciano di far cadere il governo?
Perchè la coerenza, l'onestà intellettuale e la lealtà (nei confronti di chi, letto un programma di governo, avendolo reputato condivisibile, ti ha dato un mandato affinchè tu governi seguendo quella proposta) non sono considerate qualità da esaltare, ma piuttosto sono stigmatizzate come azioni terroristiche?
Ridatemi i miei vent'anni, che me ne vado da questo paesedimmerda!
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domenica 2 settembre 2007
Non è vero, ma ci credo
Un giorno qualsiasi, appena tornati dalle vacanze, quando la casa è ancora piena di borsoni aperti, buste sparse diquàedillà e la netta sensazione che, mettendo tuto in ordine, si sancirà definitivamente, irrevocabilmente, la fine dell'estate.
M è stravaccato sul letto che guarda la tv, S si aggira per la stanza cercando di ripristinare una parvenza di ordine.
S: Dove hai messo il trolley blu?
M: ...l'ho già messo a posto, perchè?
S: Nella tasca interna c'è una collanina, quella blu....
M: OK, dopo vado a prendertela.
Il giorno dopo, sullo scooter. Gli stessi protagonisti di prima stanno andando a cena.
S: ..me l'hai poi presa la collanina?
M: ...quale collanina???
S: ..nel mio trolley...te l'avevo detto ieri...non ricordi?
M: ..ah, si, ora ricordo...non, non l'ho presa, m'è passto completamente di mente. Quando torniamo te la prendo.
S: Non te lo scordare, però, che me l'ha regalata il mio papà. E' il mio portafortuna...
M: S.! Ti prego, non dire così, che poi te ne convinci e le sfighe te le vai a cercare!
S: ...
Sempre quella sera. Di ritorno a casa. Sempre sullo scooter. Un semaforo sulla Collatina. La mamma degli idioti è sempre incinta e uno dei figli ha deciso che il suo rosso era un "rosso relativo" e che quindi poteva benissimo impegnare l'incrocio e tagliare la strada ai nostri due protagonisti, evitando di travolgerli per una manciata di centimetri.
M: ...
S: ...
La mattina dopo. Ancora S e M. S scende per andare a lavoro. M è ancora in casa.
Uno squillo di cellulare.
M: ....ehi, S, che è successo?
S: ...ho trovato la ruota a terra, puoi scendere?
M: Si, scendo subito.
Quella stessa sera, di ritorno a casa, sempre sullo sccoter. Ancora un semaforo, sulla Prenestina, l'allegro giovane che precede i nostri protagonisti è abituato a non usare la freccia per svoltare. Per fortuna la velocità è più che moderata e i riflessi di M (!) sono ancora apprezzabili. Una bella strusciata, ma niente di grave.
M: ...ti sei fatta male?
S: ...no, no...tutt'apposto, non preoccuparti.
Poco dopo, a casa.
M: Dove hai detto che era quella collanina?
S: Nel mio trolley, nella tasca interna.
M è stravaccato sul letto che guarda la tv, S si aggira per la stanza cercando di ripristinare una parvenza di ordine.
S: Dove hai messo il trolley blu?
M: ...l'ho già messo a posto, perchè?
S: Nella tasca interna c'è una collanina, quella blu....
M: OK, dopo vado a prendertela.
Il giorno dopo, sullo scooter. Gli stessi protagonisti di prima stanno andando a cena.
S: ..me l'hai poi presa la collanina?
M: ...quale collanina???
S: ..nel mio trolley...te l'avevo detto ieri...non ricordi?
M: ..ah, si, ora ricordo...non, non l'ho presa, m'è passto completamente di mente. Quando torniamo te la prendo.
S: Non te lo scordare, però, che me l'ha regalata il mio papà. E' il mio portafortuna...
M: S.! Ti prego, non dire così, che poi te ne convinci e le sfighe te le vai a cercare!
S: ...
Sempre quella sera. Di ritorno a casa. Sempre sullo scooter. Un semaforo sulla Collatina. La mamma degli idioti è sempre incinta e uno dei figli ha deciso che il suo rosso era un "rosso relativo" e che quindi poteva benissimo impegnare l'incrocio e tagliare la strada ai nostri due protagonisti, evitando di travolgerli per una manciata di centimetri.
M: ...
S: ...
La mattina dopo. Ancora S e M. S scende per andare a lavoro. M è ancora in casa.
Uno squillo di cellulare.
M: ....ehi, S, che è successo?
S: ...ho trovato la ruota a terra, puoi scendere?
M: Si, scendo subito.
Quella stessa sera, di ritorno a casa, sempre sullo sccoter. Ancora un semaforo, sulla Prenestina, l'allegro giovane che precede i nostri protagonisti è abituato a non usare la freccia per svoltare. Per fortuna la velocità è più che moderata e i riflessi di M (!) sono ancora apprezzabili. Una bella strusciata, ma niente di grave.
M: ...ti sei fatta male?
S: ...no, no...tutt'apposto, non preoccuparti.
Poco dopo, a casa.
M: Dove hai detto che era quella collanina?
S: Nel mio trolley, nella tasca interna.
martedì 28 agosto 2007
venerdì 10 agosto 2007
lunedì 6 agosto 2007
L'uomo è stupido
Non c'era nemmeno un segnale
o il tempo di avere terrore
soltanto l'odore bruciato di plastica
e un cielo che ha sbagliato colore
e la luce che cambia, che cresce che esplode
e la rabbia che sale e col sangue corrode
e intanto intuire o persino sapere
che niente e nessuno
potrà mai spiegarmi perché
Daniele Silvestri (1997)
venerdì 3 agosto 2007
Sil@Civitavecchia
Questa volta la trasferta non è poi così lunga, non oltrepassiamo neanche i confini della provincia, ma la A12 deve essere costata parecchio, visto che si paga sia in entrata che in uscita!
Recuperati i vari pezzi per strada, dopo aver razziato dolci e patatine all'aneto all'Ikea, ci dirigiamo verso Civitavecchia.
Pensiamo di essere in ritardo mostruoso, anche per colpa di qualche strada sbagliata (ce l'hai il navigatore?...e perchè diamine non lo usi??), ma , come nella migliore tradizione, il concerto deve ancora iniziare.
Non c'è molta gente, quella che c'è non è in assetto da concerto, e perciò riusciamo, abbastanza agevolmente, ad arrivare sotto palco, a qualche metro dalla transenna.
Giusto il tempo di guardarci intorno, che le "luci di cortesia" si spengono.
Evidentemente Daniele, da dietro le quinte, spiava in attesa di scorgermi tra il pubblico.
Inizia il concerto.
La prima è, come anche a Roma (se non ricordo male), Marzo 3039.
I pezzi scivolano via, le presentazioni (e questo un pò mi dispiace) ricalcano quelle del Fiesta.
Sarà la vicinanza al palco, sarà l'aria salmastra o la nafta che respiravo a pieni polmoni, ma il sound mi sembra vagamente più tosto, più "rock".
Ma non mancano i momenti intimi e toccanti, e così, nonostante le abbia ascoltate centinaia di volte, Aria, Mi persi e La bomba mi mettono i brividi addosso.
Aspettavo, impaziente, un ospite sul palco; mi era stato detto, infatti, che c'era la concreta possibilità che a Civitavecchia ci fosse anche Andrea "Bove" Leuzzi.
Ospite doveva essere, e ospite fu.
Ma, a sorpresa, da dietro le quinte esce un ospite di peso: Ramon!
Inevitabile, a questo punto, 1000 € al mese, non provata, non prevista, ma assolutamente da fare.
Come al (mio) solito, spesso e volentieri mi guardavo intorno per scrutare gli sguardi del pubblico.
E' una situazione strana, è un concerto gratuito (come molti altri di Daniele ho visto negli anni), ma in una piazza e, guardando la gente intorno a me, mi sono reso conto che era la mia prima volta.
Gli altri concerti di Daniele, anche quelli gratis, erano comunque in un contesto che prevedeva una selezione all'origine, invece qui mancavano solo gli anziani cone le sedie portate da casa.
E così, ai già noti sguardi ammirati di fan avvezzi, ad incolpevoli bimbi che si addormentano sulle spalle dei papà, si aggiungono gli sguardi di chi pensava che Daniele fosse "quello di Salirò" o, peggio ancora (IMHO!), "quello della Paranza" (anche a Civitavecchia mi è sembrato di notare un certo disagio di Daniele al momento di fare La paranza, sembrava piuttosto una pratica da sbrigare, che un pezzo in scaletta), e invece si trova davanti un signor Musicista che diverte e si diverte, che non occupa la scena ma divide e condivide il palco con i suoi musicisti, generoso come pochi.
Vedere le loro espressioni cambiare di volta in volta che si palesavano loro le varie e diverse "anime" di Daniele è stata una grande soddisfazione, come sicuramente soddisfatto era il ragazzo di fianco a me che, alla fine di ogni pezzo, si girava verso i suoi amici e diceva loro: "...e da oggi in poi non voglio più sentirvi parlare male di Daniele Silvestri!".
E alla fine, sbigottimento totale e generale per il finale alla batteria, una cosa dell'altro mondo per chi non conocsce Daniele, per noi, invece, l'inequivocabile segnale che il concerto è finito.
Grazie, ancora una volta, Daniè.
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giovedì 2 agosto 2007
mercoledì 1 agosto 2007
Emergenza Privacy
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Presidente della Camera dei Deputati
Cari Presidente Prodi, Presidente Marini e Presidente Bertinotti,
scrivo a Voi in qualità di rappresentanti, rispettivamente, del Governo, dei Senatori e dei Deputati.
Scrivo a Voi per renderVi partecipi della mia preoccupazione e per manifestarVi la mia stima e il mio appoggio incondizionato in relazione al lavoro che Vi apprestate a svolgere per risolvere un grave problema che affligge il nostro bel paese.
Sono rimasto seriamente colpito, infatti, dall'appello del Presidente Pizzetti, dal Suo grido di allarme per quella che è una vera e propria emergenza dei nostri giorni: il problema della protezione dei dati sensibili.
Vi manifesto il mio appoggio perchè, immagino, dovrete scontrarVi con tutti quelli che credono che la tutela della pivacy non sia poi un problema così urgente da risolvere, con tutti quelli che non vedono dove sia questa emergenza privacy.
Ma non Vi curate di loro!
E' gente che non riesce a vedere al di là del proprio naso!
E' così, ci sarà che obietterà che, tutto sommato, a loro non interessa che ci siano telecamere sparse per tutte le strade del paese, che, anzi, potrebbero servire a prevenire qualche crimine o ad acciuffare qualche ladro, chè loro, gli onesti che credono di non avere nulla da temere, sono la maggioranza.
Saranno loro per primi a ringraziarVi di potersi tranquillamente infilare le dita nel naso davanti alla vetrina di un negozio, senza timore che qualche impiegato impiccione di una qualche banca rida alle loro spalle!
E che dire, allora, di quelli che verranno a dirVi che, alla fine dei conti, poco importa se la loro cassetta della posta trabocca di invitanti offerte di vini in stock, o di poposte di acquisto a rate di improbabili enciclopedie, chè non gli costa niente depositarli nell'apposito raccoglitore differenziato (giusto perchè non hanno il coraggio di venirVi a dire che, sotto sotto, i vini Giordano piacciono anche a loro!).
Vedrete, vedrete come saranno felici di ricevere solo le bollette del gas e gli avvisi della banca.
E ancora, preparateVi a contrastare gli assalti di chi (i soliti qualunquisti demagoghi) pensa che l'emergenza sia un polverone alzato solo per proteggere quegli onorevoli che sono stati ignobilmente spiati.
Faranno la fila, per dimostrarVi come sono contenti di poter organizzarsi la partita a calcetto del venerdi sera senza la preoccupazione che l'amministratore delegato del loro gestore telefonico lo venga a sapere!
Ma soprattutto, se un giorno da un piccolo paese aggrappato con le unghie ad una collina ai piedi della Sila, un paese sfiancato dalla malavita e dall'emigrazione, dal nobile, antico e glorioso passato, di cui resta solo il nome, Petilia Policastro, se da questo paese dovessero rimproverarVi per il fatto che potreste spendere meglio il Vostro tempo e il nostro denaro, magari preoccupandoVi del fatto, per esempio: che hanno una guardia medica che funziona solo di notte e nei festivi; che hanno una sola ambulanza che, nonostante lo splendido e instancabile impegno dei volontari, non riesce a far fronte alle emergenze più gravi; che l'ospedale più vicino si trova a Crotone, 45km di curve percorribili comodamente in circa un'ora, su una strada tracciata sulle orme dei muli che dalla montagna andavano alla marina qualche secolo fa.
Quando questi ingrati Vi diranno che a loro non interessa che il capoufficio gli spii le mails e che preferirebbero, invece, evitare di veder morire i loro cari durante folli e inutili corse verso l'ospedale, provate a spiegare loro quale soddisfazione si provi ad inviare stupide presentazioni in Power Point ai propri colleghi senza paura di venir rimproverati dal capo!
Con stima, solidarietà (e amaro sarcasmo)
Marco Medaglia
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